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Festa della rinascita Gli operai: «Il lavoro finalmente c'è»

Francesca Maltagliati
Festa della rinascita Gli operai: «Il lavoro finalmente c'è»

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 PESCIA. «Oggi, finalmente, ci siamo. Siamo sul mercato»: le poche parole dell'ingegner Renzo Cardini bastano a far capire che la Cartiera Magnani ce l'ha fatta e che si può ricominciare a sperare in un futuro fino a tre anni impensabile. Ieri è stata l'occasione di festeggiare questo primo importante risultato con le autorità civili, militari e religiose che si sono recate in visita alla fabbrica di Calamari, nella Svizzera Pesciatina. Fra i tanti intervenuti il presidente della Provincia, Federica Fratoni, il sindaco di Pescia Roberta Marchi, il vescovo monsignor Giovanni De Vivo, il prefetto Mauro Lubatti, vari esponenti della Provincia e del Comune di Pescia, il presidente dell'Assindustria di Pistoia Giuseppe Oriana, il presidente di AssoCarta Paolo Culicchi, oltre a numerosi rappresentanti sindacali.  La vicenda della storica azienda pesciatina, produttrice da oltre sei secoli di carta pregiata, è oramai nota. Dopo una vita da leader nel mercato di riferimento, l'azienda ha subito una serie di traversie societarie a cui poi è seguito il fallimento. Ma questa non è stata la fine della cartiera più antica della storia, per il coraggio di un gruppo d'imprenditori guidati appunto dall'ingegner Cardini. Da qui è partita la rinascita dell'azienda, grazie all'abilità manageriale di Cardini, all'apporto indispensabile degli istituti bancari che hanno creduto nel progetto di rilancio industriale, alle istituzioni che hanno sempre dato il loro sostegno e ai sindacati, che hanno cooperato comprendendo l'esigenza di trovare delle soluzioni alternative. Ed è proprio a tutti questi soggetti che si è rivolto Renzo Cardini per ringraziare dell'impegno e della cooperazione dimostrata.  «Siamo partiti tre anni fa con questa scommessa - ha detto Cardini - e mi ricordo che allora qui non c'erano più clienti, non c'era una rete di vendita e non c'era nemmeno la luce. Devo ringraziare tutti quelli che in questo progetto hanno creduto a partire dagli istituti bancari: Monte dei Paschi di Siena, Unicredit, Cassa di Risparmio di Prato e Banca di Pescia. Un grazie alle istituzioni che hanno riconosciuto l'importanza di preservare questa attività che rappresenta un patrimonio storico e culturale della collettività. Grazie anche alle associazioni di categoria, ai sindacati e ai lavoratori, la cui professionalità rappresenta un bene fondamentale che non s'insegna a scuola ma che si raggiunge con anni e anni di lavoro e formazione sul campo».  Quindi Cardini ha brevemente illustrato il progetto che ha permesso il rilancio dell'azienda e la sua nuova collocazione in un mercato di nicchia, insistendo sul fatto che, nonostante la cosiddetta fase di start up ancora non possa dirsi conclusa, le percentuali di crescita fanno ben sperare. Ed è proprio la speranza quella che ieri si poteva leggere negli occhi dei 37 dipendenti della Magnani, silenziosi protagonisti di questa rinascita, dopo un lungo periodo buio.  Oggi gli operai e, soprattutto, le operaie della Magnani sono di nuovo all'opera. Hanno accettato da due anni un contratto di solidarietà: lavorare meno per lavorare tutti. Tutti sono da una vita dipendenti della Magnani, come Renza che ci lavora da 36 anni, o Carla che invece di anni ce ne ha passati 35. Certo sono lontani i tempi in cui i dipendenti erano più di cento, ma oggi, nonostante la crisi, si comincia a vedere la ripresa: «Finalmente - dicono - il lavoro c'è. Vediamo la ripresa. L'importante è che qualcuno continui a credere in un'impresa di valore».

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