Il Tirreno

Montecatini

I conti di Pieve/1. La giunta contro il patto di stabilità

«Bloccati dal governo»

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 PIEVE. I soldi ci sono ma, a causa del rispetto del patto di stabilità, non possono essere spesi. Così la giunta di Pieve commenta il rendiconto di gestione 2009, un rendiconto «chiuso con un avanzo d'amministrazione di un 1.120.000 euro e un fondo di cassa di ben 2.323.000 euro».  «Inevitabile - sottolinea la giunta - mandare in avanzo d'amministrazione i 620mila euro già accantonati per l'ampliamento della scuola Galilei e i 360mila euro della vendita dell'ex stazione. Anche il nostro revisore dei conti, nel parere al consuntivo, ha parlato di "forzata necessità di ridurre gli investimenti in conseguenza e per il rispetto degli stringenti vincoli del patto di stabilità, seppur in presenza di una potenzialità di spesa che avrebbe consentito di realizzare tutte le opere programmate": questi i risultati della doppia stretta impressa da Tremonti sui bilanci degli enti locali. E gli effetti "depressivi" del governo, si sentiranno ancora di più nel 2010-2011 con un ulteriore calo di investimenti nei Comuni che l'Ifel ha stimato in 900 milioni di euro».  «Ciononostante - continua la giunta - nel 2009 abbiamo avviato importanti lavori: il rifacimento di via Falciano e via Alberello, la manutenzione straordinaria di via Zizzolo, interventi sulla pubblica illuminazione, la realizzazione di passaggi pedonali rialzati, l'intervento Peep di via del Melo Nord, la sala polivalente alla Palagina, gli incarichi urbanistici per il completamento del regolamento, il potenziamento della videosorveglianza, il contributo alla Provincia per la realizzazione della variante del Fossetto. Gli obiettivi che ci eravamo posti sull'erogazione dei servizi sono stati tutti raggiunti. È stata potenziata la manutenzione ordinaria del patrimonio comunale, garantiti e ottimizzati i servizi resi senza aumentare la pressione fiscale, con un "occhio di riguardo" per i crescenti bisogni sociali. Il fondo di solidarietà ha aiutato diverse famiglie colpite dalla crisi, con piccoli prestiti sociali per circa 22mila euro; 45mila euro per l'accesso agevolato ai servizi con Isee e 120mila euro per contributo affitti».

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