Il Tirreno

Montecatini

Alla Magnani torna l'ottimismo

Luigi Spinosi
La Cartiera Magnani di Calamari è attiva sin dal 1404
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La Cartiera Magnani di Calamari è attiva sin dal 1404

A fronte della crisi mondiale cresce del 10% il fatturato della storica cartiera

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 PESCIA. Oggi si celebra la festa del lavoro. Una festa che, in molti casi, sarà dedicata al lavoro che non c'è, alla disoccupazione che - complice la crisi economica - continua a crescere. Ma oggi vogliamo anche raccontare un'altra storia, quella di una scommessa che si sta rivelando vincente.  E sì che, continuando con la similitudine, al momento della "giocata" ci voleva un bel coraggio a puntare sul futuro della Cartiera Magnani. Sì, perchè la protagonista di questa vicenda è proprio lo storico stabilimento di Calamari, sulle colline che sovrastano Pescia. E il termine storico è quanto mai appropriato, dal momento che si tratta di della cartiera più antica d'Italia e di una delle più antiche al mondo. Nata nel 1404 ha alle sue spalle un grande passato ma, fino a pochi anni fa, rischiava di non avere un futuro. Dopo una serie di traversie societarie, di passaggi di proprietà, di chiusure ventilate e di stipendi che non arrivavano, fino a tre anni fa sembrava che il destino della Magnani fosse inevitabilmente quello della chiusura.  Gli effetti sarebbero stati devastanti, in primis naturalmente per la perdita dei posti di lavoro. Ma, anche, con la perdita di un patrimonio di conoscenze professionali davvero unico al mondo.  Ma nel 2007 arriva la svolta, con un accordo che mette insieme tante parti diverse (istituzioni, parti sociali, sindacati, Comune), con l'arrivo di un gruppo di imprenditori e con la nascita di una nuova società, la Magnani Srl. A guidare questo gruppo l'ingegnere Renzo Angelo Cardini, manager montecatinese con un curriculum di tutto riguardo, comprese prestigiose esperienze professionali negli Usa.  «Quando siamo arrivati - racconta Cardini - abbiamo trovato la fabbrica al buio, perché avevano anche tagliato la corrente per morosità. Ci siamo rimboccati le maniche. Abbiamo elaborato un progetto a cui tutti, istituzioni, sindacati, associazione industriali, lavoratori, hanno dato fiducia. Abbiamo messo molte risorse, comprese quelle per pagare gli stipendi arretrati che i dipendenti dovevano riscuotere».  Lunedì saranno ripercorsi questi tre anni di lavoro per la rinascita e, al tempo stesso, saranno presentate le strategie future. L'occasione sarà una cerimonia he vedrà la partecipazione dei vertici non solo locali del mondo politico, amministrativo, sindacale, dell'associazione industriali, del settore creditizio e anche del vescovo di Pescia De Vivo. Sarà l'occasione per fare il ponto, e per presentare le linee guida che hanno permesso di ridare un futuro alla Magnani.  «Un progetto - spiega ancora Cardini - che si basa su quattro punti. Il primo è l'innovazione delle linee prodotto, con la creazione del marchio Magnani. Il secondo è stato quello della diversificazione della produzione, con il riposizionamento su settori di altissimo livello. Il terzo, reso possibile dal contributo di dipendenti e sindacati, è quello della flessibilità, che essere pronti a rispondere in tempo reale alle esigenze del mercato. E collegato a questo c'è il quarto punto, quello della ricerca marketing. Abbiamo lavorato un anno per studiare quelle che sarebbero state le esigenze del mercato nel settore della carta di altissima qualità, e parallelamente abbiamo portato avanti un investimento sulla ricerca. Così siamo stati in grado di anticipare quelle che sarebbero state le richieste del mercato e di rispondervi in tempo reale».  I risultati? Un posizionamento importante sui segmenti di nicchia soprattutto su mercati esteri pregiati, come Usa, Svizzera e resto dell'Europa Occidentale. Così, negli ultimi tre anni, si è registrata una costante crescita dei fatturati (migliore delle stesse previsioni), fino al risultato straordinario del 2009. Nell'anno della grande crisi, a fronte di una diminuzione generale di fatturato tra il 25 e il 27% nel settore cartotecnico, la Cartiera Magnani ha fatto registrato un più 10 per cento.  Un segnale più che incoraggiante per i 37 dipendenti della cartiera (e per tutto l'indotto collegato), da cui è venuto il primo riconoscimento al lavoro svolto. «Un grosso supporto - chiude Cardini - è arrivato dai lavoratori che mi hanno detto di crederci».

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