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«Va ricostruita la villetta demolita»

Pietro Barghigiani
Prima dell’intervento e dopo l’azione delle ruspe
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Prima dell’intervento e dopo l’azione delle ruspe

Deve ricostruire la palazzina Liberty abbattuta nell'agosto scorso per far posto ad uffici o negozi. Lo impone un'ordinanza firmata dal Comune nei confronti della proprietaria dell'immobile, la cui demolizione ha già portato alla denuncia di tre persone per abuso edilizio

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PESCIA. Deve ricostruire la palazzina Liberty abbattuta nell'agosto scorso per far posto ad uffici o negozi.
Lo impone un'ordinanza firmata dal Comune nei confronti della proprietaria dell'immobile, la cui demolizione ha già portato alla denuncia di tre persone per abuso edilizio. Ma la dottoressa Anna Bertolai, di Pescia, titolare della farmacia di fronte alla villetta risalente agli anni Trenta di sua proprietà tirata giù nei mesi scorsi, contesta il provvedimento dell'amministrazione e, pur iniziando i lavori, lo impugna davanti al Tar.

Nell'ordinanza la farmacista viene obbligata «a ripristinare a propria cura e spese il manufatto abusivamente demolito posto in via Alberghi 24 e lo stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dalla notifica della presente ordinanza». La proprietaria non solo chiede l'annullamento della disposizione comunale ma anche dell'articolo 43 delle norme tecniche di attuazione al piano regolatore e gli articolo 48 e 49 del regolamento edilizio approvato dal consiglio comunale il 5 giugno 2006.

Di contro la giunta ha deciso di resistere in giudizio davanti al Tar e ha affidato un incarico all'avvocato Roberto Righi con studio a Firenze.

Il caso della palazzina Liberty rasa al suolo passò dalle interrogazioni in consiglio alle denunce alla magistratura nel settembre scorso. Secondo il Comune la proprietà poteva solo ristrutturare, ma non demolire. Dai controlli svolti dal nucleo impiegato negli accertamenti urbanistico-edilizi della polizia municipale per quel fabbricato e in quell'area la normativa comunale prevederebbe solo «ristrutturazioni di modesta entità ed escludono demolizioni e ricostruzioni». L'esatto contrario, sostiene il Comune, di quello che è avvenuto sull'edificio che si trova davanti alla banca e alla farmacia di Alberghi.

Il cantiere era stato aperto grazie ad una dichiarazione di inizio attività. L'idea era quella di ricostruire sulle macerie della villetta un fondo da adibire ad uffici o con destinazione commerciale.

Ai primi di settembre, qualche giorno dopo l'entrata in funzione delle ruspe, l'associazione Proponendi manifestò il proprio dissenso per la perdita di quello che considerava un patrimonio architettonico. Poi le interrogazioni dell'opposizione in consiglio e le denunce per abuso edilizio. E ora, all'ordinanza di ripristinare quello che non c'è più, arriva il ricorso al Tar della proprietà.

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