Lutto
MONTECATINI
False assunzioni a clandestini in manette anche un commercialista
Tra gli arrestati figurano un commercialista, con studi a Pistoia e Montecatini Terme, e due imprenditori con attività nell'edilizia e nei locali di intrattenimento
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Quattro italiani sono stati arrestati stamani nel Pistoiese con l'accusa di aver favorito la permanenza di clandestini in Italia facendo loro false assunzioni in modo da far ottenere loro il permesso di soggiorno.
Gli arresti sono scattati durante un'operazione congiunta di carabinieri e guardia di finanza. Due sono le persone in carcere, altre due quelle agli arresti domiciliari. Tra gli arrestati figurano un commercialista, con studi a Pistoia e Montecatini Terme, e due imprenditori con attività nell'edilizia e nei locali di intrattenimento.
Un quinto indagato dovrà rispettare un obbligo di dimora in provincia di Bari. Sarebbero almeno un centinaio gli immigrati clandestini che avrebbero ottenuto il permesso di soggiorno appoggiandosi a questa organizzazione, ciò in cambio di soldi o lavorando in nero presso alcune aziende riconducibili agli arrestati.
L'operazione è ancora in corso. In carcere sono finiti un ragioniere commercialista di 62 anni residente a Pistoia, con studio anche a Montecatini, e un ex avvocato, anche lui di 62 anni, residente a Castelfranco di Sotto (Pisa) che nell'organizzazione figurava come finto imprenditore. Entrambi erano già conosciuti alle forze dell'ordine.
Arresti domiciliari, invece, per un quarantenne, residente a Montecatini Terme, che aveva il ruolo di procacciatore di ballerine per i locali notturni, e per il factotum dell'organizzazione, 41 anni, residente a Pontedera. Infine obbligo di dimora per una donna, 62 anni, residente a Spinazzola (Bari). Inoltre 23 persone sono state denunciate a piede libero. I reati contestati sono contraffazione o alterazione di visti di ingresso o reingresso, permesso di soggiorno, carta di soggiorno, documenti al fine di determinare il rilascio o l'uso di tali documenti, favoreggiamento alla permanenza di clandestini, induzione alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità in scrittura privata ed estorsione.
Secondo la ricostruzione di carabinieri e guardia di finanza dal 2007 ad oggi l'organizzazione aveva agevolato la regolarizzazione della permanenza in Italia per oltre un centinaio di uomini e donne di nazionalità marocchina, albanese e rumena (prima dell'ingresso di quel paese nella Ue) assumendoli in aziende 'fantasma' oppure attestando la promessa di assunzione.
Intanto, gli immigrati venivano impiegati "al nero" presso aziende reali nelle quali venivano sfruttati dai rispettivi titolari. Per le ragazze, poi avviate ad esercitare l'attività di ballerine e intrattenitrici in locali notturni, veniva fatta figurare l'assunzione come colf. L'organizzazione riceveva "lauti compensi" che andrebbero da 500 a 3000 euro per ogni straniero che riusciva a regolarizzare.
Le indagini sono iniziate nell'autunno 2007 con intercettazioni telefoniche ed ambientali, perquisizioni, sequestri, acquisizioni di testimonianze da parte dei carabinieri e verifiche fiscali eseguite dalle fiamme gialle. La base dell'organizzazione era negli studi di Pistoia e Montecatini del ragioniere commercialista.
Gli arresti sono scattati durante un'operazione congiunta di carabinieri e guardia di finanza. Due sono le persone in carcere, altre due quelle agli arresti domiciliari. Tra gli arrestati figurano un commercialista, con studi a Pistoia e Montecatini Terme, e due imprenditori con attività nell'edilizia e nei locali di intrattenimento.
Un quinto indagato dovrà rispettare un obbligo di dimora in provincia di Bari. Sarebbero almeno un centinaio gli immigrati clandestini che avrebbero ottenuto il permesso di soggiorno appoggiandosi a questa organizzazione, ciò in cambio di soldi o lavorando in nero presso alcune aziende riconducibili agli arrestati.
L'operazione è ancora in corso. In carcere sono finiti un ragioniere commercialista di 62 anni residente a Pistoia, con studio anche a Montecatini, e un ex avvocato, anche lui di 62 anni, residente a Castelfranco di Sotto (Pisa) che nell'organizzazione figurava come finto imprenditore. Entrambi erano già conosciuti alle forze dell'ordine.
Arresti domiciliari, invece, per un quarantenne, residente a Montecatini Terme, che aveva il ruolo di procacciatore di ballerine per i locali notturni, e per il factotum dell'organizzazione, 41 anni, residente a Pontedera. Infine obbligo di dimora per una donna, 62 anni, residente a Spinazzola (Bari). Inoltre 23 persone sono state denunciate a piede libero. I reati contestati sono contraffazione o alterazione di visti di ingresso o reingresso, permesso di soggiorno, carta di soggiorno, documenti al fine di determinare il rilascio o l'uso di tali documenti, favoreggiamento alla permanenza di clandestini, induzione alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità in scrittura privata ed estorsione.
Secondo la ricostruzione di carabinieri e guardia di finanza dal 2007 ad oggi l'organizzazione aveva agevolato la regolarizzazione della permanenza in Italia per oltre un centinaio di uomini e donne di nazionalità marocchina, albanese e rumena (prima dell'ingresso di quel paese nella Ue) assumendoli in aziende 'fantasma' oppure attestando la promessa di assunzione.
Intanto, gli immigrati venivano impiegati "al nero" presso aziende reali nelle quali venivano sfruttati dai rispettivi titolari. Per le ragazze, poi avviate ad esercitare l'attività di ballerine e intrattenitrici in locali notturni, veniva fatta figurare l'assunzione come colf. L'organizzazione riceveva "lauti compensi" che andrebbero da 500 a 3000 euro per ogni straniero che riusciva a regolarizzare.
Le indagini sono iniziate nell'autunno 2007 con intercettazioni telefoniche ed ambientali, perquisizioni, sequestri, acquisizioni di testimonianze da parte dei carabinieri e verifiche fiscali eseguite dalle fiamme gialle. La base dell'organizzazione era negli studi di Pistoia e Montecatini del ragioniere commercialista.
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