La manifestazione
guerra ai furbi
Reddito da fame, auto da sogno
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Un finanziere controlla una PorscheGuidate una fuoriserie incompatibile con i vostri redditi? Meglio farsi vedere poco in giro. L'ostentazione dello status symbol a quattroruote da decine di migliaia di euro potrebbe costarvi un accertamento del Fisco. La parolina che inquieta gli evasori è composta di quattro lettere: Cete. Un acronimo tradotto in controllo economico del territorio
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MONTECATINI. Guidate una fuoriserie incompatibile con i vostri redditi? Meglio farsi vedere poco in giro. L'ostentazione dello status symbol a quattroruote da decine di migliaia di euro potrebbe costarvi un accertamento del Fisco.
La parolina che inquieta gli evasori è composta di quattro lettere: Cete. Un acronimo tradotto in controllo economico del territorio. Tra la Valdinievole e il Pistoiese la Guardia di Finanza ha schierato i suoi uomini in una verifica diffusa su chi circola a bordo di Suv e auto di grossa cilindrata. Una ventina di fascicoli per altrettanti accertamenti compongono la lista delle verifiche avviate dall'inizio. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di ispezioni legate alla proprietà di mezzi inaccessibili ai più. La mission è quella di scoprire i furbi che dichiarano entrate da fame, salvo poi guidare macchine che non potrebbero permettersi neanche in dieci anni di lavoro.
Il bersaglio dei finanzieri sono soprattutto i finti poveri, quelli che al Fisco dichiarano una miseria e nel quotidiano si godono beni di lusso e un trend di vita ben al di sopra della media. Chi viaggia su macchine con un minimo di 21 cavalli fiscali e di 2080 di cilindrata diventa un potenziale controllato.
Se un conducente viene trovato con un mezzo ritenuto incongruo rispetto al reddito dichiarato scatta la segnalazione all'Agenzia delle Entrate. E a quel punto i mastini del Fisco inviano un avviso di accertamento sintetico con cui il titolare dell'auto viene messo sotto la lente di ingrandimento e chiamato a fornire spiegazioni su introiti e proprietà. In caso di scarsa capacità di convincimento sono dolori sotto forma di sanzioni salatissime.
Quello coltivato attraverso il Cete è nuovo fronte della lotta alla grande evasione, che sempre di più confida nell'aiuto delle tecnologie, capaci di estrarre da decine di database.
L'automobilista viene fermato lungo le strade e i finanzieri stilano un verbale acquisendo i dati della vettura a livello di cilindrata e proprietà.
Se vengono rilevate situazioni sospette con forti anomalie tra entrate e disponibilità dei mezzi il dossier viene approfondito e poi inviato all'Agenzia delle Entrate che fa scattare il redditometro. Ad avere il fiato sul collo sono i lavoratori autonomi e i titolari di reddito d'impresa soggetti a studi di settore. Chi può dimostrare di potersi permettere le super auto può stare tranquillo.
La parolina che inquieta gli evasori è composta di quattro lettere: Cete. Un acronimo tradotto in controllo economico del territorio. Tra la Valdinievole e il Pistoiese la Guardia di Finanza ha schierato i suoi uomini in una verifica diffusa su chi circola a bordo di Suv e auto di grossa cilindrata. Una ventina di fascicoli per altrettanti accertamenti compongono la lista delle verifiche avviate dall'inizio. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di ispezioni legate alla proprietà di mezzi inaccessibili ai più. La mission è quella di scoprire i furbi che dichiarano entrate da fame, salvo poi guidare macchine che non potrebbero permettersi neanche in dieci anni di lavoro.
Il bersaglio dei finanzieri sono soprattutto i finti poveri, quelli che al Fisco dichiarano una miseria e nel quotidiano si godono beni di lusso e un trend di vita ben al di sopra della media. Chi viaggia su macchine con un minimo di 21 cavalli fiscali e di 2080 di cilindrata diventa un potenziale controllato.
Se un conducente viene trovato con un mezzo ritenuto incongruo rispetto al reddito dichiarato scatta la segnalazione all'Agenzia delle Entrate. E a quel punto i mastini del Fisco inviano un avviso di accertamento sintetico con cui il titolare dell'auto viene messo sotto la lente di ingrandimento e chiamato a fornire spiegazioni su introiti e proprietà. In caso di scarsa capacità di convincimento sono dolori sotto forma di sanzioni salatissime.
Quello coltivato attraverso il Cete è nuovo fronte della lotta alla grande evasione, che sempre di più confida nell'aiuto delle tecnologie, capaci di estrarre da decine di database.
L'automobilista viene fermato lungo le strade e i finanzieri stilano un verbale acquisendo i dati della vettura a livello di cilindrata e proprietà.
Se vengono rilevate situazioni sospette con forti anomalie tra entrate e disponibilità dei mezzi il dossier viene approfondito e poi inviato all'Agenzia delle Entrate che fa scattare il redditometro. Ad avere il fiato sul collo sono i lavoratori autonomi e i titolari di reddito d'impresa soggetti a studi di settore. Chi può dimostrare di potersi permettere le super auto può stare tranquillo.
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