Il Tirreno

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INDAGINI DEI CARABINIERI

Funghi cinesi pieni di larve

Un’immagine delle larve rinvenute fornita dai Nas
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Un’immagine delle larve rinvenute fornita dai Nas

Funghi porcini provenienti dalla Cina, pieni zeppi di larve. I carabinieri del Nas stanno portando avanti un'indagine su questi prodotti, risultati più volte non idonei alle norme igienico-sanitarie. Ci sono sei aziende coinvolte e tonnellate di merce sequestrata

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MASSA COZZILE. Funghi porcini provenienti dalla Cina, pieni zeppi di larve. I carabinieri del Nas stanno portando avanti un'indagine su questi prodotti, risultati più volte non idonei alle norme igienico-sanitarie. Ci sono sei aziende coinvolte e tonnellate di merce sequestrata.

Ma più che un'inchiesta, rischia di diventare un braccio di ferro tra i militari e gli imprenditori sul piede di guerra. Nella disputa si è inserita anche la Regione Veneto, con una delibera ad hoc. Un documento che, di fatto, esclude i militari del nucleo anti sofisticazioni dall'attività di controllo su questo alimento, appaltando l'attività di verifica ad un esperto di funghi. L'indagine è in corso da circa due anni, ma negli ultimi tempi ha avuto una battuta d'arresto.

Le ditte. Le aziende che fino ad ora hanno subìto sequestri sono sei, dalle province di Padova, Treviso, Vicenza e Pistoia: la Erica di San Martino di Lupari, la Pagnan Funghi di Crocetta del Montello (Treviso), la Macolive di Massa e Cozzile, la Asiago Funghi di Veggiano, la Green Funghi di Schio (Vicenza) e la Berica Funghi di Vicenza.

Le importazioni. Il primo riscontro risale ai mesi di luglio e agosto 2008, quando per la prima volta i carabinieri del Nas hanno scoperto una partita di funghi porcini surgelati, provenienti dalla Cina e destinati sia ai supermercati che ai ristoranti della zona di Padova. Funghi porcini interi, cubettati o laminati, buoni per ogni necessità. Nel corso delle analisi però è stata riscontrata una grossa concentrazione di ditteri. Il prodotto viene definito "inquinato", quindi non commestibile.

I sequestri. Da mesi ormai quasi due quintali di funghi della ditta Pagnan sono fermi perché sotto sequestro ai magazzini generali di Verona. Esiste un documento che ne ordina la confisca e la distruzione, ma l'azienda si ostina a chiederne il dissequestro, per poterli mettere in commercio. I titolari della Macolive invece hanno cambiato strategia: il carico di 50 quintali era arrivato ai magazzini generali di Padova verso la fine dell'anno scorso. Il prodotto non è mai stato sdoganato e nel momento in cui l'importatore ha compreso che all'orizzonte c'era il sequestro, ha dirottato i porcini in Turchia attraverso la Svizzera.

La Asiago Funghi di Veggiano e la Macolive sono già finite in un faldone ora nelle mani del pubblico ministero Benedetto Roberti. Mentre per quel che riguarda la Erica di San Martino di Lupari, il gip ha già disposto la confisca e la distruzione di un grosso carico a cui sono stati posti i sigilli. Tutti i responsabili delle aziende che hanno commercializzato il prodotto sono stati denunciati per il reato di "distribuzione per il consumo umano di sostanze alimentari invase da parassiti".

La Regione. Verso la fine del 2009, la Regione Veneto produce un vademecum in cui si specificano tutte le funzioni del fantomatico "Ispettorato micologico". Il documento, di fatto, depotenzia i carabinieri del Nas, che vengono praticamente esclusi dalla fase del controllo sui prodotti importati.

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