Il Tirreno

Montecatini

PENA DI 4 ANNI

Uccise da ubriaco: condannato

Pietro Barghigiani /
Federico Marzico e il Fiorino dopo essere stato travolto dal Tir
◗
Federico Marzico e il Fiorino dopo essere stato travolto dal Tir

Si chiude a sei mesi dall'incidente mortale in cui perse la vita Federico Marzico, il processo a carico del camionista arrestato per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza. Maciej Brudz Zbigniew, 40 anni, è stato condannato dal gup Matteo Zanobini a 4 anni di reclusione

3 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Si chiude a sei mesi dall'incidente mortale in cui perse la vita Federico Marzico, il processo a carico del camionista arrestato per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza. Maciej Brudz Zbigniew, 40 anni, è stato condannato dal gup Matteo Zanobini a 4 anni di reclusione. È stata considerata l'aggravante della guida in stato di ebbrezza nel calcolo della pena prevista per l'omicidio colposo.

Il risarcimento alle parti civili che si sono costituite, Gerolamo e Fabrizio, i due fratelli della vittima, verrà stabilito in sede civile e come provvisionale il gup ha fissato un importo di 20mila euro ciascuno.

Le scuse. Prima della sentenza, pronunciata con il rito abbreviato che consente il ricorso in appello e la riduzione della pena di un terzo, l'imputato ha voluto fare alcune dichiarazioni. Nel suo breve intervento ha chiesto scusa per quanto accaduto e invocato il perdono dei familiari di Federico.

I commenti. L'avvocato Franco Bulleri assiste la famiglia Marzico nel doloroso percorso giudiziario.
«Sono soddisfatto - esordisce -. Avevo chiesto una sentenza esemplare perché servisse da esempio. Era importante che un episodio del genere non venisse trattato come un semplice incidente, ma come un omicidio. È evidente l'assenza della volontà di uccidere, ma di sicuro fa pensare uno che si mette alla guida di un camion con quel tasso alcolico rilevato a distanza di ore dal pasto».

Già annunciato il ricorso in secondo grado da parte del difensore dell'autista.
«Mi riservo di leggere le motivazioni della sentenza per presentare ricorso in appello - afferma l'avvocato, Marco Viggiani -. Il mio cliente è venuto in tribunale per compiere un gesto di rispetto. Non voleva dare l'impressione di disinteressarsi a quello che è successo».

Lo schianto. La sera del 16 settembre 2009, giorno dell'incidente mortale all'incrocio di via Maestri del Lavoro e via Risorgimento, Zbigniew venne arrestato dopo che l'etilometro aveva segnato 1,88 grammi di alcol per litro (il massimo tollerato è 0,5 g/l). Nel pomeriggio Federico Marzico era morto quasi all'istante alla guida del furgone del calzaturificio Navayos dove lavorava come modellista dopo essere stato centrato in pieno dal camion dell'autista polacco che aveva "bucato" lo stop. Uno schianto mortale che trasformò la moglie Valentina in una giovane vedova e un bimbo di 9 anni, Mattia, in un orfano.
Marzico, originario di Larciano e residente a Serravalle Pistoiese, era alla guida del suo Fiorino quando si trovò addosso il Tir condotto da Maciej Brudz Zbigniewò. Il camionista non vide il segnale di fermata e travolse il furgone del modellista provocandogli un trauma cranico irreparabile. Per quasi cinque mesi l'autista è rimasto in carcere. Poi la liberazione, il giudizio immediato e ora la condanna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze