Il Tirreno

Montecatini

Tentata truffa

Falsa donazione con la carta di credito vera

Franca Capecchi
Proseguono le truffe attraverso le carte di credito
◗
Proseguono le truffe attraverso le carte di credito

Truffatori telematici di nuovo all'attacco. Nel mirino, questa volta, un noto avvocato monsummanese al quale, nella notte di martedì, hanno prelevato 2.600 euro dalla carta di credito per fare una donazione all'organizzazione "Medicina senza frontiere". Versamento di cui in realtà il titolare della carta non sapeva nulla

2 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Truffatori telematici di nuovo all'attacco. Nel mirino, questa volta, un noto avvocato monsummanese al quale, nella notte di martedì, hanno prelevato 2.600 euro dalla carta di credito per fare una donazione all'organizzazione "Medicina senza frontiere". Versamento di cui in realtà il titolare della carta non sapeva nulla.

A impedire il trasferimento di denaro sono stati gli stessi addetti alla sicurezza di "Carta Si Visa", insospettiti per l'ora insolita del trasferimento di denaro (le 3 di notte) e per l'ammontare della somma. Al mattino gli addetti hanno chiesto conferma del trasferimento al titolare della carta con un sms.

«Sono caduto dalle nuvole - dice l'avvocato - anche perchè volendo fare questa donazione non aspetterei certo le tre di notte. Dopo aver bloccato la transazione ho cercato di capire come degli ignoti siano potuti arrivare a i complessi meccanismi per la protezione dei dati. Da quando ne sono in possesso ho adoperato la carta solo in due occasioni: alla cassa interna di un centro commerciale per l'acquisto di un computer e per il pagamento via internet della tassa di circolazione all'Aci».

Gli autori del trasferimento non hanno pensato che l'orario notturno avrebbe destato sospetti, così come il nome dell'associazione cui era stato intestato il versamento: "Medicina senza frontiere". Un nome simile, ma non identico, a quello della benemerita associazione premio Nobel per la pace nel 1999, ossia "Medici senza frontiere". O, meglio, "Medicins sans frontieres", visto che si tratta di un'organizzazione internazionale ma con sede in Francia. Il che fa nascere più di un sospetto sulla vera natura del sito. Il reato si chiama "shimming" (dall'inglese "to shim", cioè strisciare).

C'è l'ipotesi che "Medicina senza frontiere" sia una delle tante associazioni fittizie che si spacciano per enti ufficialmente riconosciuti, mentre invece sono copie quasi identiche che si trovano su un server controllato da truffatori. Ipotesi che ha preso corpo anche negli investigatori, dopo che l'avvocato ha sporto denuncia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini