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Protestano i commercianti

Mercato settimanale da cambiare«Siamo pronti anche a scioperare»

Francesca Maltagliati
Una panoramica del mercato: allargato il corridoio a spese dei banchi
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Una panoramica del mercato: allargato il corridoio a spese dei banchi

A Pescia: troppi banchi in poco spazio e in Comune nessuno risponde. «Siamo sul piede di guerra e talmente arrabbiati da essere pronti ad azioni di protesta se non ci verrà data una risposta. Siamo stanchi di essere l'ultima ruota del carro»: è un coro quello dei venditori ambulanti del mercato del sabato mattina.

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PESCIA. «Siamo sul piede di guerra e talmente arrabbiati da essere pronti ad azioni di protesta se non ci verrà data una risposta. Siamo stanchi di essere l'ultima ruota del carro»: è un coro quello dei venditori ambulanti del mercato del sabato mattina. Il malcontento è dovuto non solo a una situazione che da molti è giudicata insostenibile, ma anche dalla mancata disponibilità del Comune a rispondere e ad aprire un dialogo diretto.

Tutto è iniziato la scorsa primavera quando la passata amministrazione, a pochi giorni dalle elezioni, decise di modificare la collocazione dei banchi del mercato settimanale in piazza Mazzini. Quei cambiamenti furono dichiarati necessari per questioni di sicurezza: far passare i mezzi di soccorso in caso di emergenza. In pratica da Borgo della Vittoria furono fatti spostare alcuni banchi e ricollocati in piazza Mazzini, andandosi a sommare a quelli già presenti. Le modifiche, però, hanno portato a un sovraffollamento della piazza.

La protesta degli ambulanti si fece subito sentire con la raccolta di circa cento firme che furono presentate in Comune. Poi però, a causa delle elezioni e del cambio di amministrazione, la questione non fu risolta subito. Dopo l'insediamento della nuova giunta gli ambulanti sono tornati alla carica chiedendo una soluzione.

A inizio anno era giunta voce che, forse, era stata trovata una nuova collocazione: «Sindaco e sindacati di categoria avevano pensato di far spostare alcuni di noi in piazza Venti Settembre - dice Marco Melani, tra i commercianti promotori a suo tempo della raccolta firme - ma l'ipotesi è saltata». Da allora più niente.

Intanto è trascorso così quasi un anno che per gli ambulanti è stato carico di difficoltà. «Il lavoro quest'anno è andato peggio del solito - continua Melani - perchè con questa nuova disposizione ci sono difficoltà di passaggio fra banco e banco, e la merce non si vede».
«Quando piove poi - fa eco Ilaria, altra commerciante - è un disastro, ci buttiamo l'acqua addosso a vicenda».

«Se io volessi andar via prima - aggiunge Franca Colsi - non potrei farlo perchè siamo talmente attaccatti che i tendoni sono incastrati e quindi, per potermene andare, devo attendere che anche il mio dirimpettaio abbia smontato».
«Nulla è cambiato - continua Lahcen - e nessuno ci fa sapere qualcosa».

Quello che chiedono gli ambulanti è di poter aver un colloquio diretto con l'amministrazione, e non sempre mediato dai rappresentanti delle associazioni di categoria. Questo per poter sapere a che punto è la questione, se ancora qualcuno se ne sta occupando e se ci sono delle proposte, altrimenti potrebbe anche scattare uno sciopero o qualche altra forma di protesta.

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