Il Tirreno

Montecatini

Falsi poliziotti

Finti agenti rapinavano prostitute

Luca Tronchetti
Da sinistra Luigi Boccia, Antonio Fiore e Luigi Vaccaro La conferenza stampa in questura della squadra mobile di Lucca
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Da sinistra Luigi Boccia, Antonio Fiore e Luigi Vaccaro La conferenza stampa in questura della squadra mobile di Lucca

Si fingevano poliziotti o carabinieri - a seconda dei luoghi e delle circostanze - per rapinare soldi, gioielli e computer ai danni di prostitute brasiliane negli appartamenti dove ricevevano i clienti a Viareggio, Altopascio, Montecatini, Pistoia, Marina di Massa e Peretola

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MONTECATINI. Si fingevano poliziotti o carabinieri - a seconda dei luoghi e delle circostanze - per rapinare soldi, gioielli e computer ai danni di prostitute brasiliane negli appartamenti dove ricevevano i clienti a Viareggio, Altopascio, Montecatini, Pistoia, Marina di Massa e Peretola.

I colpi. Otto gli episodi contestati dalla squadra mobile di Lucca nell'inchiesta "False cops" (finti poliziotti, ndr) alla gang con due dei tre malviventi finiti agli arresti domiciliari accusati anche di violenza sessuale per aver costretto due escort sudamericane, che vivono a Viareggio, a subire rapporti completi per evitare una denuncia e la conseguente espulsione.

L'oro trafugato veniva venduto a un orefice di Montecatini, ignaro della provenienza illecita dei preziosi, e poi fuso.

Una storia dai contorni ancora tutti da chiarire e che vede, tra i protagonisti, uno pseudo commerciante di capi d'abbigliamento griffati finito in manette nel 2006 al termine di un'indagine della Guardia di Finanza sul clan camorristico Formicola egemone nel Bronx di San Giovanni a Teduccio.
Gli arrestati. Si tratta di Luigi Boccia, 32 anni, residente a Montecatini, detto "Gigiotto Buccietiello". Per gli inquirenti nel clan Formicola svolgeva la funzione di "magliaro".
Piazzando al Nord Italia e in Toscana i capi d'abbigliamento contraffatti anche se di ottima fattura e riciclando quindi il denaro. Nei guai sono finiti altri due napoletani: Vincenzo Vaccaro, 41 anni, residente a Marliana, disoccupato e Antonio Fiore, 62 anni, imbianchino, di Monsummano. Tutti e due raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. I reati contestati, a vario titolo, vanno dal furto, alla rapina, alla sostituzione di persona, all'usurpazione di titolo.
I fatti. Ottobre 2009. Due prostitute brasiliane che esercitano in un appartamento nel centro di Viareggio si rivolgono alla polizia. Sono sotto choc e con le lacrime agli occhi raccontano che alcune settimane prima tre individui hanno fatto irruzione nella loro abitazione presentandosi come poliziotti e mostrando placca e tesserino d'ordinanza. Dopo aver perquisito le stanze ed essersi impossessati di alcune centinaia di euro, di gioielli e di un computer portatile due di loro - i più giovani - avrebbero preteso prestazioni sessuali gratuite in cambio del loro silenzio e della mancata redazione di un verbale da presentare in questura. Segnalazione che se fosse stata inoltrata le avrebbe costrette a lasciare il nostro paese. Loro cedono al ricatto, ma poi finiscono per raccontare la storia.
L'impronta digitale. La svolta arriva a novembre grazie al lavoro della polizia scientifica. Che nell'appartamento delle prostitute sudamericane trova un frammento d'impronta su un mobile in una parte del soggiorno dove non vengono mai fatti passare i clienti abituali. E, stando agli esami di laboratorio, quell'impronta digitale appartiene a Luigi Boccia, considerato dagli investigatori uno dei riciclatori del clan Formicola. La foto segnaletica di "Gigiotto" viene mostrata separatamente alle due lucciole. Entrambe riconoscono quell'uomo come il falso poliziotto che le ha minacciate pretendendo un rapporto sessuale. Boccia, stando alla polizia, viene condotto in questura e racconta una storia che non convince gli inquirenti. Non nega di essere stato nell'appartamento versiliese, ma sostiene di esserci andato per «recuperare un credito».
A suo dire durante un rapporto sessuale con una delle due prostitute qualcuno l'avrebbe derubato e quindi lui sarebbe tornato lì per riprendersi il maltolto.
Nega invece di aver violentato le due prostitute.

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