Il dolore
ASSISTENZA
L'anziana oravive al caldo
Pietro Barghigiani /
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La residenza assistita di Villa BiancaI patimenti di una vita fatta di privazioni sono finiti nel primo pomeriggio di ieri con il ricovero nella residenza assistita di Villa Bianca. Dopo che la polizia municipale aveva scoperto martedì la storia della pensionata rimasta senza luce e al freddo per problemi economici è arrivato l'intervento della Società della salute.
Ieri all'una la donna era rannicchiata nel suo letto sotto diverse coperte per ripararsi dal freddo
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MONTECATINI. I patimenti di una vita fatta di privazioni sono finiti nel primo pomeriggio di ieri con il ricovero nella residenza assistita di Villa Bianca. Dopo che la polizia municipale aveva scoperto martedì la storia della pensionata rimasta senza luce e al freddo per problemi economici è arrivato l'intervento della Società della salute.
Ieri all'una la donna era rannicchiata nel suo letto sotto diverse coperte per ripararsi dal freddo. La stanza al buio. L'appartamento al primo piano del condominio con la porta rotta.
«Mi piaceva la città». Risponde al cronista nell'oscurità della camera da letto visto che da mesi le hanno staccato la luce. Riesce a rispondere anche se con qualche difficoltà. «Sono arrivata a Montecatini alcuni anni fa per le terme - ci racconta -. Non sono sposata e non ho figli. La città mi piaceva e così sono rimasta. Ho lavorato come amministrativa all'Inadel (istituto nazionale assistenza dipendenti enti locali). Poi da pensionata sono venuta a Montecatini».
I soldi. L'esistenza della 70enne, originaria di una città non toscana, si è avvitata su se stessa negli ultimi mesi. Le difficoltà di pagare le bollette, versando, però, con regolarità l'affitto, hanno trasformato l'alloggio in un luogo malsano. Lei è arrivata a pesare 35 chili. «Però mangio - dice quasi a rassicurare chi le sta davanti -. Lo compro fuori. L'affitto è di 550 euro non ce la faccio a pagare il resto. Sono troppi soldi. Dovrei cambiare appartamento». Lo confida quasi scusandosi.
Il ricovero. Verso le 13,15 arrivano una assistente sociale e un'infermiera. Dopo una lunga opera di persuasione la convincono a lasciare la casa buia e gelata dove anche ieri la temperatura era di 3 gradi. Una pattuglia della polizia municipale inviata sul posto dal comandante Michela Cupini l'ha trasferita nella struttura di Villa Bianca a Ponte. Prima di partire ha voluto salutare un gattino bianco. «Per me è come un figlio» ha detto.
Società della salute. Nel pomeriggio l'Asl ha diffuso una nota: «L'anziana signora è stata presa in carico attraverso una collaborazione fra i servizi sociali della Società della salute della Valdinievole, del Comune di Montecatini, e dell'Asl 3 e che, una volta accertato con il pronto soccorso che non vi erano gli estremi per un ricovero ospedaliero, è stato deciso di inserirla temporaneamente in una residenza protetta per anziani del nostro territorio.
L'inserimento in struttura permetterà, anche con il coinvolgimento dei familiari, di ripristinare condizioni abitabili nell'appartamento affinché la signora possa, anche eventualmente con il supporto di una assistenza domiciliare, tornare presto nella propria abitazione».
I ritardi. Che ci si stata qualche difficoltà di comunicazione interna o tra enti, però, è evidente. La pensionata è stata trovata in quelle condizioni pietose martedì mattina.
Dopo il trasferimento al pronto soccorso con un'ambulanza nel giro di qualche ora era già tornata a casa nella medesima situazione disagio.
Chi doveva avvertire la Società della salute dell'esistenza di una persona non in grado di badare a se stessa bisognosa di un ricovero?
Il pronto soccorso, i servizi sociali del Comune o quelli dell'Asl? Di sicuro una donna di 70 anni denutrita e tutt'altro che in sé è stata rimandata a casa martedì pomeriggio e fino alle 13,15 di ieri nessuno si è preoccupato di sapere come stava.
Ma per una volta il destino non ha voltato le spalle a chi aveva già sofferto tanto. E senza lamentarsi.
Ieri all'una la donna era rannicchiata nel suo letto sotto diverse coperte per ripararsi dal freddo. La stanza al buio. L'appartamento al primo piano del condominio con la porta rotta.
«Mi piaceva la città». Risponde al cronista nell'oscurità della camera da letto visto che da mesi le hanno staccato la luce. Riesce a rispondere anche se con qualche difficoltà. «Sono arrivata a Montecatini alcuni anni fa per le terme - ci racconta -. Non sono sposata e non ho figli. La città mi piaceva e così sono rimasta. Ho lavorato come amministrativa all'Inadel (istituto nazionale assistenza dipendenti enti locali). Poi da pensionata sono venuta a Montecatini».
I soldi. L'esistenza della 70enne, originaria di una città non toscana, si è avvitata su se stessa negli ultimi mesi. Le difficoltà di pagare le bollette, versando, però, con regolarità l'affitto, hanno trasformato l'alloggio in un luogo malsano. Lei è arrivata a pesare 35 chili. «Però mangio - dice quasi a rassicurare chi le sta davanti -. Lo compro fuori. L'affitto è di 550 euro non ce la faccio a pagare il resto. Sono troppi soldi. Dovrei cambiare appartamento». Lo confida quasi scusandosi.
Il ricovero. Verso le 13,15 arrivano una assistente sociale e un'infermiera. Dopo una lunga opera di persuasione la convincono a lasciare la casa buia e gelata dove anche ieri la temperatura era di 3 gradi. Una pattuglia della polizia municipale inviata sul posto dal comandante Michela Cupini l'ha trasferita nella struttura di Villa Bianca a Ponte. Prima di partire ha voluto salutare un gattino bianco. «Per me è come un figlio» ha detto.
Società della salute. Nel pomeriggio l'Asl ha diffuso una nota: «L'anziana signora è stata presa in carico attraverso una collaborazione fra i servizi sociali della Società della salute della Valdinievole, del Comune di Montecatini, e dell'Asl 3 e che, una volta accertato con il pronto soccorso che non vi erano gli estremi per un ricovero ospedaliero, è stato deciso di inserirla temporaneamente in una residenza protetta per anziani del nostro territorio.
L'inserimento in struttura permetterà, anche con il coinvolgimento dei familiari, di ripristinare condizioni abitabili nell'appartamento affinché la signora possa, anche eventualmente con il supporto di una assistenza domiciliare, tornare presto nella propria abitazione».
I ritardi. Che ci si stata qualche difficoltà di comunicazione interna o tra enti, però, è evidente. La pensionata è stata trovata in quelle condizioni pietose martedì mattina.
Dopo il trasferimento al pronto soccorso con un'ambulanza nel giro di qualche ora era già tornata a casa nella medesima situazione disagio.
Chi doveva avvertire la Società della salute dell'esistenza di una persona non in grado di badare a se stessa bisognosa di un ricovero?
Il pronto soccorso, i servizi sociali del Comune o quelli dell'Asl? Di sicuro una donna di 70 anni denutrita e tutt'altro che in sé è stata rimandata a casa martedì pomeriggio e fino alle 13,15 di ieri nessuno si è preoccupato di sapere come stava.
Ma per una volta il destino non ha voltato le spalle a chi aveva già sofferto tanto. E senza lamentarsi.
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