Gioco
disciplina sportiva
Sfida all'ultimo gol in punta di ditoTorneo di Subbuteo al palazzetto
Luca Signorini
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Un’azione di gioco sul panno verdeSembra di tornar piccini. Quando a malapena arrivavi al tavolo e ti bastava un ditino, a volte un'unghia, per colpire giocatore e pallina e indirizzare la sfera verso la porta avversaria. Sembra di tornar piccini quando pensi al dito e all'unghia, poi la realtà si manifesta e ti ritrovi accucciato, con la schiena ricurva, su un campetto in miniatura
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MONSUMMANO. Sembra di tornar piccini. Quando a malapena arrivavi al tavolo e ti bastava un ditino, a volte un'unghia, per colpire giocatore e pallina e indirizzare la sfera verso la porta avversaria. Sembra di tornar piccini quando pensi al dito e all'unghia, poi la realtà si manifesta e ti ritrovi accucciato, con la schiena ricurva, su un campetto in miniatura (1 m per 1,5 m), costruito su un panno, appoggiato su un piano di legno con i bordi.
La differenza tra allora e oggi è notevole: la base è più larga e ribassata e permette un miglior scivolamento sul rettangolo di gioco, la figura è più piccola (1 o 2 cm) di una volta, le miniature (base e figura) sono più definite, perfette, lisce e levigate, il portiere è alto (3 o 4 cm) e di ferro, fissato ad un'asticella che il giocatore ha la facoltà di muovere. Poi ci sono i materiali, i più semplici: ferro, plastica dura e il panno in Astropitch.
Lo spunto è chiaro e fa riferimento allo sport nazionale, il calcio ma, questa volta, tutto è diverso, i giocatori in campo (le miniature) non sono umani, l'uomo fuori campo (il giocatore) è spesso di mezza età. Questo il calcio tavolo o, se volete, il Subbuteo. Una federazione nazionale (la Fisct) si occupa di organizzare tornei e campionati (singoli o a squadre).
Un giocatore in erba potrà iniziare la sua carriera con i tornei regionali per poi, se le capacità glielo permettono, partecipare a tornei nazionali, europei o internazionali. Sì perché, l'Italia è tra le potenze mondiali in questo gioco, ha quattro serie (A, B, C e D), 2mila iscritti e un movimento in costante evoluzione.
In Valdinievole un club riunisce alcuni veri appassionati: nato nel 2005 con il nome di Cct Monsummano, conta una decina di soci (dai 30 ai 40 anni) che tutti i giovedì (dalle 21 in poi) si sfidano a colpi di dito e unghia. Ne viene fuori un campionato interno molto sentito, chiara premessa a sfide su scala più ampia. Così domenica (dalle 9 fino a sera), la palestra di Monsummano sarà invasa da una quarantina di grandi e piccoli giocatori, divisi in due categorie: Master (i primi 8 in graduatoria della classifica regionale) e Cadetti (gli altri classificati e i neofiti). Ne verrà fuori, dalla sezione Master, il campione regionale.
I tre organizzatori (e fondatori del club), Alessandro Giunti, Massimo Grossi e Massimo Lollini, hanno creato anche un sito (www.cctmonsummano.altervista.org) e, nelle intenzioni, vorrebbero formare un roster competitivo per gareggiare a livello di serie C. Le premesse ci sono tutte.
«Il calcio tavolo sembra un giochino - ci spiega Giunti - ma è veramente difficile, è un incrocio tra biliardo e scacchi, devi saper prevenire le mosse dell'avversario, ci vuole concentrazione e precisione, tattica e agonismo, l'adrenalina è tanta e, al momento dei goal, la tensione viene scaricata con urli forti, segno che questo non è soltanto un semplice gioco».
La differenza tra allora e oggi è notevole: la base è più larga e ribassata e permette un miglior scivolamento sul rettangolo di gioco, la figura è più piccola (1 o 2 cm) di una volta, le miniature (base e figura) sono più definite, perfette, lisce e levigate, il portiere è alto (3 o 4 cm) e di ferro, fissato ad un'asticella che il giocatore ha la facoltà di muovere. Poi ci sono i materiali, i più semplici: ferro, plastica dura e il panno in Astropitch.
Lo spunto è chiaro e fa riferimento allo sport nazionale, il calcio ma, questa volta, tutto è diverso, i giocatori in campo (le miniature) non sono umani, l'uomo fuori campo (il giocatore) è spesso di mezza età. Questo il calcio tavolo o, se volete, il Subbuteo. Una federazione nazionale (la Fisct) si occupa di organizzare tornei e campionati (singoli o a squadre).
Un giocatore in erba potrà iniziare la sua carriera con i tornei regionali per poi, se le capacità glielo permettono, partecipare a tornei nazionali, europei o internazionali. Sì perché, l'Italia è tra le potenze mondiali in questo gioco, ha quattro serie (A, B, C e D), 2mila iscritti e un movimento in costante evoluzione.
In Valdinievole un club riunisce alcuni veri appassionati: nato nel 2005 con il nome di Cct Monsummano, conta una decina di soci (dai 30 ai 40 anni) che tutti i giovedì (dalle 21 in poi) si sfidano a colpi di dito e unghia. Ne viene fuori un campionato interno molto sentito, chiara premessa a sfide su scala più ampia. Così domenica (dalle 9 fino a sera), la palestra di Monsummano sarà invasa da una quarantina di grandi e piccoli giocatori, divisi in due categorie: Master (i primi 8 in graduatoria della classifica regionale) e Cadetti (gli altri classificati e i neofiti). Ne verrà fuori, dalla sezione Master, il campione regionale.
I tre organizzatori (e fondatori del club), Alessandro Giunti, Massimo Grossi e Massimo Lollini, hanno creato anche un sito (www.cctmonsummano.altervista.org) e, nelle intenzioni, vorrebbero formare un roster competitivo per gareggiare a livello di serie C. Le premesse ci sono tutte.
«Il calcio tavolo sembra un giochino - ci spiega Giunti - ma è veramente difficile, è un incrocio tra biliardo e scacchi, devi saper prevenire le mosse dell'avversario, ci vuole concentrazione e precisione, tattica e agonismo, l'adrenalina è tanta e, al momento dei goal, la tensione viene scaricata con urli forti, segno che questo non è soltanto un semplice gioco».
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