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Montecatini

LUTTO

Tre rose biancheper l'addio

Matteo Baccellini
Le rose bianche sulla porta dell’ufficio della dirigente assassinata
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Le rose bianche sulla porta dell’ufficio della dirigente assassinata

Tre rose bianche. Infilate nella maniglia della porta dell'ufficio di Giovanna. Nessun biglietto aggiuntivo. Solo tre fiori per salutare l'amica, la collega. Morta lì dietro a quella porta nel modo peggiore possibile, inimmaginabile per chiunque. Un giovedì pomeriggio che Montecatini non dimenticherà.
Il venerdì in Municipio è iniziato invece in un clima assurdo

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MONTECATINI. Tre rose bianche. Infilate nella maniglia della porta dell'ufficio di Giovanna. Nessun biglietto aggiuntivo. Solo tre fiori per salutare l'amica, la collega. Morta lì dietro a quella porta nel modo peggiore possibile, inimmaginabile per chiunque. Un giovedì pomeriggio che Montecatini non dimenticherà.
Il venerdì in Municipio è iniziato invece in un clima assurdo. «Mi sento come un pugile dopo un combattimento», esordisce Bellandi. Tutti gli uffici sono rimasti chiusi per l'intera giornata, tranne l'anagrafe al piano terra, che ha dovuto aprire alla cittadinanza per sbrigare le pratiche urgenti.

Eppure dirigenti e assessori erano in Comune, quasi non riuscissero a staccarsi dalla tragedia ancora fresca nei ricordi. Hanno dormito in pochi, la notte. E si sono ritrovati presto la mattina.
«Stamani si respira un'atmosfera surreale - dice il vicesindaco Edoardo Fanucci poco dopo le 10 - ci guardiamo in faccia con gli altri assessori ma ancora non riusciamo a darci un perché a quello che è successo». Nessuno riesce a lavorare. La mente torna lì, torna a Giovanna Piattelli, al gesto sconsiderato di Silvano Condotti. «Ci siamo riunite con le colleghe di Giovanna - aggiunge la portavoce del sindaco, Alessandra Treves - più per raccogliere i pensieri che altro dopo la giornata tremenda di ieri. Nessuno ha avuto il coraggio di salire le scale stamani. E credo che per le colleghe non sarà facile rientrarci lunedì». La loro riunione è avvenuta infatti al primo piano, accanto alla stanza di Bellandi. L'omicidio si è consumato al secondo, dove ci sono gli altri uffici, tra cui quelli della pubblica istruzione e dello sport.

Dopo le 11 il sindaco Giuseppe Bellandi e Sandro Schiavelli, ex assessore e consigliere comunale, amico della vittima, hanno iniziato le visite ufficiali da via delle Magnolie, dove c'è la casa di Giovanna Piattelli, al condominio all'angolo con via Toscana. Ad attenderli c'era l'ex marito, il figlio Francesco, che vive in quella casa, e alcuni suoi amici. «È stato un momento toccante - spiega Schiavelli - il sindaco ha abbracciato Francesco, si è stretto al dolore della famiglia».
Quel figlio legatissimo alla madre, con cui tornava spesso dal Comune, accompagnandola nel tornare dal luogo di lavoro. Il sindaco ha dato la piena disponibilità a svolgere esequie pubbliche e a pagare le spese del funerale. «Giovanna è morta sul lavoro, sono già state avviate le pratiche in questo senso».

L'esposizione del feretro e l'allestimento della camera ardente nella sala del consiglio comunale avvennero già quando morì il professor Mario Bagnoli, consigliere provinciale e comunale di lunga data. Decideranno il figlio Francesco, l'anziana madre e l'ex marito: forse in giornata dopo l'autopsia di stamani a Pistoia.
Di sicuro, il giorno dei funerali di Giovanna Piattelli a Montecatini sarà proclamato il lutto cittadino.

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