Il Tirreno

Montecatini

Niente condizionale

Quadri spariti dall'AccademiaBiscalchin patteggia ancora

Pietro Barghigiani
L’ex direttore dell’Accademia d’Arte Scalabrino Valerio Linzi Biscalchin
◗
L’ex direttore dell’Accademia d’Arte Scalabrino Valerio Linzi Biscalchin

Fa il bis di patteggiamenti l'ex direttore dell'Accademia d'Arte Scalabrino, Valerio Linzi Biscalchin, 69 anni, nato a Milano e residente a Firenze. Dopo i 2 anni e 2 mesi patteggiati davanti al gup Roberto Tredici di Pistoia, ieri mattina in tribunale a Monsummano, Biscalchin ha affrontato la vicenda giudiziaria dei quadri venduti, ma di proprietà dell'Accademia Scalabrino

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Fa il bis di patteggiamenti l'ex direttore dell'Accademia d'Arte Scalabrino, Valerio Linzi Biscalchin, 69 anni, nato a Milano e residente a Firenze. Dopo i 2 anni e 2 mesi patteggiati davanti al gup Roberto Tredici di Pistoia, ieri mattina in tribunale a Monsummano, Biscalchin ha affrontato la vicenda giudiziaria dei quadri venduti, ma di proprietà dell'Accademia Scalabrino, con un altro patteggiamento.
Stavolta Biscalchin ha patteggiato un anno e 4 mesi di reclusione e 900 euro di multa.

Parti civili. Il giudice Laura Bonelli, pm Ornella Galeotti, ha disposto anche il pagamento delle spese sostenute dalle quattro parti civili, tra cui Alberto Scalabrino e Accademia d'Arte, per complessivi 6mila euro. Niente condizionale per Biscalchin che si trova ora a dover scontare 3 anni e mezzo.

L'accusa. L'ex direttore era stato inviato a giudizio con l'accusa di aver venduto oltre 190 opere dell'istituzione culturale intascando almeno 2 milioni di euro. Per gli investigatori proponeva l'acquisto di opere d'arte a privati e gallerie esibendo il certificato dell'Accademia d'arte, dicendo che i soldi sarebbero serviti a finanziare l'attività dell'istituzione. Ma gli assegni non finivano sul conto corrente dell'accademia, ma su quello intestato a una sua società. Il meccanismo è andato avanti almeno dal 2005 ai primi mesi del 2007 quando Valerio Linzi Biscalchin, curatore di mostre ed eventi alla Scalabrino, non ha saputo fornire spiegazioni sulla sparizione di almeno una trentina di dipinti. Di qui la denuncia alla procura che, nel giro di quattro mesi, si è conclusa col recupero di circa 180 opere (sulle 190 mancanti) da parte dei carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale di Firenze.

La scoperta. L'imputato era giunto alla Scalabrino con la fama di abile organizzatore di eventi e nei primi tempi aveva saputo rianimare un'istituzione che da anni languiva in uno stato comatoso. Poi nell'estate 2006 un'opera della Scalabrino venne trovata a un'asta a Firenze. Furono chiesti chiarimenti a Biscalchin e dopo qualche giorno il quadro tornò al suo posto. Ma da quel giorno i sospetti cominciarono a trovare altri riscontri.

L'azione legale. La denuncia del 6 febbraio 2007 della scomparsa di un quadro di Guttuso ("Donna sotto la doccia") e di un'altra trentina di dipinti per un valore complessivo che si aggirava intorno al milione di euro impose l'avvio delle indagini. Poi l'inventario accurato del patrimonio artistico finito nel mirino dell'ex direttore alzò il velo su numeri ben più drammatici fino al conto finale di 190 opere, di Galileo Chini e Lorenzo Viani, ma anche di Guzzi, Levy, Adami e Tadini.

Altro processo. È pendente a Roma un altro processo in cui Biscalchin è imputato di truffa. La parte offesa ha citato in giudizio anche il Comune ritenendolo corresponsabile nella gestione dell'Accademia di cui, invece, nomina solo alcuni componenti del Cda.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web