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Uccisa da un'auto mentre passeggiavamaxi-risarcimento alla famiglia

Uccisa da un'auto mentre passeggiavamaxi-risarcimento alla famiglia

A tre anni di distanza dall'incidente si è chiusa la causa civile per la tragica morte di Serena Del Tito, giovane operaia di 22 anni, residente a Larciano, che la sera del 15 gennaio 2007 perse la vita dopo essere stata investita da un'auto in via Ferrucci.

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LARCIANO. A tre anni di distanza dall'incidente si è chiusa la causa civile per la tragica morte di Serena Del Tito, giovane operaia di 22 anni, residente a Larciano, che la sera del 15 gennaio 2007 perse la vita dopo essere stata investita da un'auto in via Ferrucci. Il giudice del tribunale di Monsummano, Ernesto Covini ha condannato l'assicurazione dell'investitore a risarcire la famiglia Del Tito con circa 500mila euro.

Serena mentre stava passeggiando con un'amica venne investita da dietro da una Opel Corsa condotta da un giovane di Lamporecchio, Simone Gelli, di 25 anni.
A livello penale nel febbraio 2008 il processo a carico di Gelli, difeso dall'avvocato Franco Vezzani, si era chiuso con un patteggiamento a 12 mesi per omicidio colposo oltre alla sospensione della patente di guida.
Assistiti dall'avvocato Alessandro Fagni, i genitori di Serena, Gerardo e Rosanna, hanno vinto la causa in tribunale a Monsummano.

Il giudice Ernesto Covini ha ricostruito con precisione la dinamica dell'incidente, assegnando gran parte della responsabilità al conducente del veicolo investitore e un minimo concorso di colpa alla ragazza che stava camminando sul lato destro anziché sul lato sinistro come prevede il codice della strada.
Determinante per il giudice, però, il fatto che Serena e l'amica, Daniele Cantini, 29 anni, di Cintolese, indossassero il giubbotto catarifrangente e che quindi fossero visibili anche al buio e da lontano.

Il dottor Covini, tenuto conto del concorso di colpa ha, comunque, riconosciuto ai familiari di Serena un risarcimento di 500mila euro tra danno morale (in percentuali vicine al massimo previsto) e patrimoniale. È stato, quindi, dimostrato che Serena, fidanzato con un ragazzo di Castelfiorentino, contribuisse col proprio lavoro in un'azienda di Stabbia al sostentamento della famiglia e, inoltre, prestasse assistenza al fratello, Gianluca, 16 anni, senza la quale la famiglia avrebbe dovuto pagare personale privato.

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