Il Tirreno

Montecatini

Poste: scoppia la protesta

Blocco degli straordinarie una giornata di sciopero

David Meccoli
L’interno dell’ufficio postale centrale in viale Amendola
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L’interno dell’ufficio postale centrale in viale Amendola

Blocco immediato degli straordinari e sciopero per l'intera giornata di lunedì 8 febbraio. Sono le decisioni emerse da una serie di assemblee dei lavoratori delle Poste per protestare contro una carenza di personale non più sostenibile. Ma tra i dipendenti cresce anche l'insofferenza verso il nuovo corso dell'azienda

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MONTECATINI. Blocco immediato degli straordinari e sciopero per l'intera giornata di lunedì 8 febbraio. Sono le decisioni emerse da una serie di assemblee dei lavoratori delle Poste per protestare contro una carenza di personale non più sostenibile. Ma tra i dipendenti cresce anche l'insofferenza verso il nuovo corso dell'azienda, sempre più orientata ai prodotti finanziari o alla telefonia a scapito del servizio allo sportello e del recapito della corrispondenza.

Fare cassa. Ormai è diventata una prassi recarsi alle poste per pagare un bollettino e, magari mentre si attende il resto, vedersi prospettare le ultime tariffe della PosteMobile (la compagnia telefonica legata alla società) o l'offerta di una polizza di previdenza. E' l'effetto della "bancarizzazione" (o della "finanziarizzazione", se si preferisce) delle Poste italiane. E la Valdinievole non è immune da questa tendenza.
«L'azienda - spiega Michele Gargini, Slc Cgil - è ormai sempre più organizzata nell'offerta di prodotti tipicamente finanziari e ne incentiva la vendita, mettendo purtroppo spesso in disparte gli altri servizi funzionali e prioritari. Per chi si mostra interessato a un nuovo prodotto si aprono le porte di stanze appositamente dedicate, mentre la fila agli sportelli cresce sempre di più».

Pressing dall'alto. L'allontanamento dal core business ha dato luogo, negli ultimi anni, a bilanci attivi soprattutto nel settore finanziario. Da qui l'esigenza di spremere al massimo i rami più produttivi. «Nelle varie agenzie - dice Gargini - ci sono oggettive pressioni nei confronti dei dipendenti. Ogni sportello ha infatti un suo obiettivo budget da raggiungere, ma la beffa è che dall'alto incoraggiano a vendere un dato prodotto, ma se non raggiungi l'obiettivo anche solo per una manciata di centesimi, perdi l'intero incentivo economico. E talvolta si tende a privilegiare il singolo, magari un dirigente, piuttosto che il gruppo. Noi, invece, chiediamo obiettivi chiari e validi per tutti».

Rischio tagli. Nei progetti di ristrutturazione interni si parla anche di un esubero di diecimila portalettere a livello nazionale. Laddove i lavoratori non nascondono la loro preoccupazione nel poter continuare a garantire un servizio adeguato ferme restando le attuali condizioni. «Il personale - spiega Gargini - è ridotto all'osso, ma l'azienda prosegue nella sua logica privatistica abbinando talvolta la consegna delle lettere alla stessa persona per zone sempre più ampie. La conseguenza è quella di un servizio al cittadino meno adeguato, con posta consegnata in tempi più lunghi e diminuzione degli sportelli».

Scatta la protesta. «Proprio ieri - dice ancora Gargini - si è concluso un ciclo di assemblee dei lavoratori delle poste, che hanno preso atto delle difficoltà legate a una carenza di personale non più accettabile agli sportelli e nel recapito della corrispondenza. Da oggi, pertanto, parte il blocco degli straordinari, mentre per l'8 febbraio è stato deciso uno sciopero per l'intera giornata e una manifestazione».

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