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Montecatini

traffico internazionale di droga

Cocaina in volo dalla Colombia

Pietro Barghigiani
Cocaina in volo dalla Colombia

Il pacco dalla Colombia era arrivato puntuale all'aeroporto di Gatwick a Londra. Ma altrettanto puntuale era stato il controllo della polizia doganale inglese che aveva scoperto, tra giocattoli e oggetti di artigianato sudamericano, un chilo di cocaina. Avvertiti dai colleghi inglesi, i carabinieri si sono sostituiti ai corrieri e hanno consegnato il plico

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MONTECATINI. Il pacco dalla Colombia era arrivato puntuale all'aeroporto di Gatwick a Londra. Ma altrettanto puntuale era stato il controllo della polizia doganale inglese che aveva scoperto, tra giocattoli e oggetti di artigianato sudamericano, un chilo di cocaina. Avvertiti dai colleghi inglesi, i carabinieri si sono sostituiti ai corrieri e hanno consegnato il plico.

La fedina penale linda della destinataria ha indotto gli investigatori a sospettare che dietro ci fosse qualcun altro.

Allora i militari hanno atteso che a casa della donna a Pieve a Nievole si presentasse chi aveva il reale interesse al pacco made in Colombia. Era una coppia residente a Monsummano. I due sono stati attesi e pedinati fino a quando in un garage di Montecatini il plico è stato aperto e i carabinieri hanno fatto irruzione arrestando Vincenzo Roberto Musella, 43 anni, residente a Monsummano ma domiciliato da anni a Montecatini, e la convivente Mirella Muzzi, di 53.

Sono accusati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il sostituto procuratore Luigi Boccia ha chiesto e ottenuto dal gip Alessandro Buzzegoli il giudizio immediato per i due che compariranno in tribunale a Monsummano il 12 marzo.

L'operazione è stata illustrata ieri mattina dal comandante del reparto operativo del comando provinciale, maggiore Neil Dario e dal comandante del nucleo investigativo, capitano Lino Addis.

Gli arrestati. La notizia degli arresti è stata diffusa qualche settimana dopo i fermi per consentire agli investigatori di capire se i due si muovevano da soli o se agivano nell'ambito di un'organizzazione criminale. Le indagini hanno escluso la presenza di collegamenti a livello provinciale con altri personaggi attivi nello spaccio di droga.
Insomma la coppia, stando ai carabinieri, si era organizzata per contro proprio e non aveva complici nell'importazione della droga dalla Colombia. Musella, con precedenti specifici e senza un lavoro stabile, aveva fatto diversi viaggi in Colombia dove aveva preso contatti per imbastire un business che avrebbe fruttato bene. Gli investigatori stimano in circa 22mila le dosi possibili dal chilo di cocaina sequestrato che, a 50 euro al grammo, sulla carta aveva un valore di almeno 50mila euro. Anche la compagna, dipendente di un grande magazzino nella provincia di Firenze, ha avuto a che fare con la giustizia sempre per reati legati alla droga.

La consegna. Quando i carabinieri vengono avvertiti dalla polizia doganale inglese del pacco alla cocaina mettono sotto controllo la destinataria, una collega di lavoro della Muzzi.
È incensurata e questo mette sull'avviso di militari che, indossati i panni dei corrieri, le consegnano il plico.
Nel giro di qualche ora si presentano Musella e la sua convivente a ritirarlo. Li seguono tra Pieve e Montecatini e quando entrano in un garage preso in affitto vengono bloccati mentre aprono il pacco sudamericano.

Altra droga. Nel trolley di Musella i carabinieri trovano altri 250 grammi di cocaina, materiale per confezionare le dosi e soldi in contanti.
«Da quello che abbiamo potuto ricostruire - hanno spiegato il maggiore Dario e il capitano Addis - parte della cocaina l'avrebbero ceduta direttamente loro e il resto consegnato ad altri spacciatori».

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