Il Tirreno

Montecatini

quaranta tigli secolari

No alle motoseghe nel viale Martini

A destra gli alberi davanti Casa Giusti, un simbolo di viale Martini Sotto una panoramica della strada con i suoi tigli
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A destra gli alberi davanti Casa Giusti, un simbolo di viale Martini Sotto una panoramica della strada con i suoi tigli

Dopo le lettere al Comune, la raccolta di firme (che sta continuando), l'allarme sul futuro dell'immagine dello storico viale Martini arriva anche Facebook. Oltre 700 persone (per l'esattezza 723 alle 19,30 di ieri) hanno aderito al gruppo nato per difendere gli alberi ai lati della strada, in totale una quarantina di tigli piantumati all'inizio del Novecento

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MONSUMMANO. Dopo le lettere al Comune, la raccolta di firme (che sta continuando), l'allarme sul futuro dell'immagine dello storico viale Martini arriva anche Facebook. Oltre 700 persone (per l'esattezza 723 alle 19,30 di ieri) hanno aderito al gruppo nato per difendere gli alberi ai lati della strada, in totale una quarantina di tigli piantumati all'inizio del Novecento.

Un abbattimento inserito in un progetto più vasto, approvato a fine mandato dalla scorsa legislatura, di riqualificazione dell'area, per un importo complessivo di un milione e 400mila euro. Una parola, "riqualificazione", che a detta di molti non si sposa affatto, anzi, con l'eliminazione di quegli alberi secolari, vero e proprio simbolo della strada, alla cui ombra sorge anche la casa del poeta Giuseppe Giusti.

I primi a sollevare la questione furono i commercianti e i residenti della strada, con una lettera aperta in cui si contestavano tutta una serie di aspetti di quel progetto. Tutti d'accordo con l'idea di riqualificare l'area, ma certo non passando attraverso le motoseghe. Contestato poi anche il modus operandi dell'amministrazione sull'intera vicenda, accusata di aver approvato il progetto senza interpellare i diretti interessati, ossia chi in viale Martini ci vive e ci lavora.

La protesta si è concretizzata con una raccolta di firme, tuttora in corso all'edicola Lapardi. E a dimostrare quanto l'argomento stia a cuore ai cittadini non è solo il gran numero di sottoscrizioni sin qui raccolte, ma anche il successo del tam tam via internet. In pochi giorni il gruppo "no all'abbattimento degli alberi secolari di viale Martini", ha raccolto oltre 700 iscrizioni. Davvero molte per una piccola realtà come Monsummano. Iscrizioni che non sono solo dei residenti e dei commercianti della strada, ma di monsummanesi di ogni angolo della città, legati a quello che, in pratica, è l'ultimo viale alberato monsummanese.

Tra gli interventi quelli che ricordano esempi del passato, più o meno recenti, in cui quelli che avrebbero dovuto essere interventi di riqualificazione poi, in pratica, non abbiano migliorato l'immagine. Anzi. Esempi come quello della vicina via Mazzini, dove gli alberi furono abbattuti molti anni fa, o quello, più recente, di via Matteotti-via Donzelli.

Sulla vicenda nelle scorse settimane erano intervenuti anche il sindaco Rinaldo Vanni e il suo vice Giacomo Pasqui, che avevano illustrato l'iter del procedimento, necessario per cercare di accedere a finanziamenti regionali. «Questo - aveva detto Vanni - è un progetto preliminare, aperto ad altre soluzioni. Il nostro unico obiettivo è quello di migliorare viale Martini, con una serie di interventi, compreso il rifacimento della carreggiata, oggi sconnessa, dopo una valutazione della staticità dei tigli». «Organizzeremo incontri e tavoli di concertazione con le categorie e i residenti», aveva fatto eco il vicesindaco Pasqui.

Evidentemente però queste parole non sono bastate a tranquillizzare. Quei tigli, lì dal 1904, sono ormai una parte imprescindibile del viale. Difficile immaginarlo senza.

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