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Usura, banche sotto processo

Pietro Barghigiani
Il sostituto procuratore del tribunale di Udine, Lorenzo Del Giudice
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Il sostituto procuratore del tribunale di Udine, Lorenzo Del Giudice

Banche citate in giudizio per concorso in usura. Sono quelle dove lavorano i sette tra funzionari e alti dirigenti finiti sotto processo nella vicenda dell'imprenditore Giuseppe Paoli, 51 anni, originario di Segromigno in Piano, fallito e costretto a lasciare Montecatini dopo una serie di minacce

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MONTECATINI. Banche citate in giudizio per concorso in usura. Sono quelle dove lavorano i sette tra funzionari e alti dirigenti finiti sotto processo nella vicenda dell'imprenditore Giuseppe Paoli, 51 anni, originario di Segromigno in Piano, fallito e costretto a lasciare Montecatini dopo una serie di minacce.
Lo ha deciso il gip del tribunale di Udine, Carla Missera, accogliendo la richiesta dell'avvocato Luca Panico che assiste Paoli e la moglie nella battaglia per il risarcimento dei danni. Il tracollo finanziario sarebbe stato provocato, a loro dire, dai prestiti concessi nonostante sapessero che la coppia fosse in mano ai "cravattari".

Istituti a giudizio. Le quattro banche, Monte dei Paschi di Siena, Banca di Pescia, Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e Credito Valdinievole, dovranno costituirsi entro il 21, giorno della prima udienza del processo a carico dei sette imputati: Tiziano Berti, 62 anni, di Pescia, all'epoca dei fatti in servizio alla sede centrale della Banca di Pescia; Nicola Gino Matteoni, 39 anni, residente a Tassignano, all'epoca direttore della filiale di Capannori della Banca di Pescia; Daniele Braconi, 50 anni, residente ad Arezzo, nel periodo in esame dipendente del Monte dei Paschi di Siena alla filiale di Montecatini; Fabrizio Ceccantini, 52 anni, di Arezzo, anch'egli Mps; Leonardo Quiriconi, 52 anni, di Monsummano, direttore del Credito Valdinievole; Domenico Vacca, 55 anni, di Pistoia, della Cassa di Risparmio di Pistoia, sede di Montecatini; Enrico Mariani, 43 anni, di Ponte Buggianese, funzionario del Credito Valdinievole.

L'accusa. Secondo la Procura i bancari sotto accusa prestavano soldi all'imprenditore sapendo che era vittima degli strozzini. Di qui l'accusa di concorso in usura aggravata contestata. La tesi del sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice è che gli imputati sapevano che il loro cliente era stritolato dagli usurai, ma anziché segnalare la situazione alle forze dell'ordine ne avevano compromesso il già pesante stato di dissesto finanziario continuando a concedergli soldi. Una vicenda delicata che si svolse tra la fine degli anni Novanta e i primi del 2000. I due usurai che avevano "strozzato" Paoli, poi usciti con un patteggiamento, vivono a Udine. Di qui la competenza territoriale del caso.

L'inchiesta. Dal fallimento all'esecuzione immobiliare ai danni di Paoli il passo fu breve. Ma nel giugno 2006, nel corso dell'udienza del tribunale di Pistoia, gli avvocati dell'imprenditore chiesero la sospensione del procedimento informando il giudice dell'esistenza di un fascicolo aperto dalla Procura che vedeva sei persone, tra dirigenti e funzionari di banca, e un geometra nominato come consulente tecnico del tribunale, iscritti nel registro degli indagati. L'indagine, però, era uno stralcio di un'attività investigativa più ampia iniziata dalla Guardia di Finanza nel 2001 a Udine.

Usura in banca. Indagando su quel fronte i finanzieri di Udine si sono imbattuti in un altro filone, quello delle presunte responsabilità bancarie, sfociato nei rinvii a giudizio dei sette dirigenti. Ora la citazione a giudizio per responsabilità civile anche delle banche.

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