Attenzione
Mille disoccupati in più
Mille lavoratori in più rispetto al 2008 hanno chiesto all'Inps l'indennità di disoccupazione. Il barometro della crisi volge al brutto tempo anche per la Valdinievole dove il ricorso al sussidio è cresciuto del 32,41 per cento. Un volume di "sofferenza" minore rispetto alla vicina Pistoia
MONTECATINI. Mille lavoratori in più rispetto al 2008 hanno chiesto all'Inps l'indennità di disoccupazione. Il barometro della crisi volge al brutto tempo anche per la Valdinievole dove il ricorso al sussidio è cresciuto del 32,41 per cento.
Un volume di "sofferenza" minore rispetto alla vicina Pistoia, alle prese con una congiuntura ben più marcata nella quale tra aziende madri e indotto si arriva a un più 44,20 per cento di richieste di aiuto all'istituto di previdenza.
Anche se la statistica descrive una situazione da allarme rosso per l'area pistoiese, la preoccupazione per la perdita dei posti di lavoro è ben radicata anche in Valdinievole.
I numeri. Se nel 2008 le domande di disoccupazione ordinaria furono 2611 (oltre alle 558 con requisiti ridotti con un'indennità del 35-40 per cento e con 78 giornate di lavoro in un anno), nel 2009 chi ha perso il lavoro e ha chiesto aiuto all'Inps alla data del 30 novembre era salito a quota 3544 (652 le richieste con requisiti ridotti).
Più pessimistiche le cifre per Pistoia dove le 2388 domande (e 881 con requisiti ridotti) del 2008 sono schizzate a 3792 a cui vanno aggiunte le 922 di chi ha un minor numero di giornate lavorate.
I settori. Priva di grandi aziende manifatturiere, la Valdinievole presenta un tessuto produttivo fatto di piccole e medie imprese, spesso di impronta artigianale. E tra servizi e turismo a fare da traino c'è l'industria diffusa dell'alberghiero nella quale il mancato rinnovo del contratto di lavoro è legata a filo doppio alla stagionalità del comparto.
Meno turisti e hotel che non aprono o riducono i mesi di accoglienza si traducono in personale costretto a bussare alla porta dell'Inps.
Le indennità. L'Inps apre un paracadute finanziario al disoccupato per una durata di 8 mesi che salgono a 12 per chi ha più di 50 anni.
Chi ha perso il posto e attende tempi migliori per tornare a riscuotere una busta paga ha diritto a un sussidio di disoccupazione pari al 60 per cento del vecchio stipendio. La quota scende al 50 per cento il settimo e l'ottavo mese. Allo scadere dei 240 o 360 giorni il paracadute Inps viene chiuso e per chi, nel limbo dell'ammortizzatore sociale, non ha ritrovato il lavoro la prospettiva è quella di un atterraggio doloroso.
Pratiche veloci. «L'incremento delle richieste di sussidi lo si è visto anche nella nostra provincia - spiega il direttore dell'Inps, Luciano Contini -. Nella gestione delle pratiche di disoccupazione c'è, però, un elemento che si è rivelato determinante per velocizzare la valutazione delle domande. Mi riferisco alla collaborazione di Provincia e Centri per l'impiego dove gli utenti possono assolvere gli adempimenti per le liste di disoccupazione. Almeno il 70 per cento delle richieste di aiuto arriva dai centri. Aver creato un referente unico per protocollare le istanze ha portato a un minor congestionamento dei nostri uffici e a una maggiore rapidità nell'esaminare le pratiche».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
