Il Tirreno

Montecatini

FEDE

Stop ai cristiani di facciata

Simona Peselli
Don Mario Avella, proposto della Basilica di Santa Maria assunta
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Don Mario Avella, proposto della Basilica di Santa Maria assunta

Troppi negozi e centri commerciali affollati e chiese piene solo per farsi vedere in occasione della Messa di mezzanotte o del primo giorno dell'anno. «Cerchiamo di smettere di essere ipocriti professando un Cristianesimo solo di facciata». Sono dirette le parole di don Mario Avella, da tre anni proposto della Basilica di piazza del Popolo

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MONTECATINI. Troppi negozi e centri commerciali affollati e chiese piene solo per farsi vedere in occasione della Messa di mezzanotte o del primo giorno dell'anno. «Cerchiamo di smettere di essere ipocriti professando un Cristianesimo solo di facciata».

Sono dirette le parole di don Mario Avella, da tre anni proposto della Basilica di piazza del Popolo. Di quelle che, anche se pronunciate a bassa voce, sanno arrivare al cuore dei tanti fedeli, soprattutto turisti che il primo dell'anno affollano la basilica. «Non bisogna frequentare la chiesa solo per le feste comandate - dice don Mario - si parte motivati, perché è il primo dell'anno, ma è inutile professare la fede se poi nella vita di tutti i giorni ci si comporta contrariamente ai principi cattolici. Per tutti c'è la possibilità di salvezza, di rimettersi sulla buona strada basta cercare la semplicità e ritrovare la fede».

Troppa fretta, troppa corsa solo alla ricerca di guadagni facili in nome di una crisi economica ormai urlata da tutti ai quattro venti. «Dobbiamo fermarci a riflettere - aggiunge don Mario - anche se questo può farci paura, perché possiamo aver timore di trovare in noi solo un grande vuoto che abbiamo dentro. Ma se cerchi solo di afferrare qualcosa rischi di restare a bocca asciutta, perché Dio non si lascia afferrare». Bisogna impegnarsi per costruire un rapporto di fratellanza. «C'è la necessità di avvicinarsi a Dio relazionandosi con gli altri - dice don Mario - sentendosi fratelli senza coltivare il proprio individualismo, ma diventando bisognosi dell'aiuto altrui».

Per don Mario ci sono poche pause di riposo fra una messa e l'altra. Ci sono le visite a chi è agli arresti domiciliari, per gli anziani e i malati che non si possono muovere da casa. Ma c'è anche un gran daffare per cercare di integrare i tanti stranieri presenti in città. «Da qui l'idea per permettere ai tanti rumeni della zona di poter pregare una volta la settimana nella nostra canonica con il prete ortodosso padre Marino - racconta don Mario - senza dover arrivare fino a Firenze». Ma nella parrocchia è attivo anche il Centro ascolto (lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 10 alle 12) dove possono rivolgersi tutti coloro che hanno qualche problema. Mentre si stanno programmando, il successo della caccia al tesoro, altre iniziative che coinvolgano i giovani.

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