Sicurezza
IL PROGETTO
Un corso per insegnare comesi realizza una scarpa di qualità
Luca Signorini
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Nonostante la crisi il settore calzaturiero ha sempre bisogno di figure professionali specializzateTre parole chiave: formazione, innovazione e supporto tecnologico. Due obiettivi specifici: arricchire le conoscenze e le competenze, valorizzare il distretto calzaturiero di Monsummano e proporlo come fucina di talenti, come centro di alta specializzazione per il made in Italy
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MONSUMMANO. Tre parole chiave: formazione, innovazione e supporto tecnologico. Due obiettivi specifici: arricchire le conoscenze e le competenze, valorizzare il distretto calzaturiero di Monsummano e proporlo come fucina di talenti, come centro di alta specializzazione per il made in Italy. Non a caso numerosi enti pubblici e associazioni di categoria, nel 2005, hanno anche sottoscritto un protocollo d'intesa che va in questa direzione.
Si tratta di una linea strategica per la stesura di un piano formativo nazionale per il settore calzaturiero, che ha coinvolto tanti soggetti: dal ministero del Lavoro e Politiche sociali alla Regione, dalla provincia di Pistoia all'Anci (Associazione nazionale calzaturifici italiani), da Confindustria ai sindacati.
Ne è nato un corso Ifts per "Tecnico superiore per il controllo della qualità dei prodotti e dei componenti nel settore calzaturiero", 1.200 ore di teoria e pratica, 2 appuntamenti settimanali (da settembre 2007 a dicembre 2009), dove approfondire e studiare tecniche e abilità, competenze già acquisite e professionalità. Una sfida e una scommessa, fatta di impegno e costanza, sensibilità ed entusiasmo. E i 13 corsisti hanno ora in mano un attestato, un riconoscimento per il duro lavoro e per la dedizione dimostrata,, arricchiscono il proprio curriculum e, cosa più importante, danno slancio al proprio sapere.
«Il corso mi ha permesso di affinare tutte quelle competenze tecniche sul controllo qualità dei materiali - spiega Massimiliano De Luca - grazie anche a questa esperienza, nel marzo 2009 sono entrato a far parte del Gruppo Gucci, con la qualifica di ispettore calzature donna».
«Le lezioni sono state utili per incrementare la professionalità in materia di progettazione e industrializzazione del prodotto - commenta un'altra studentessa, Giada Lazzeri - tecniche di ispezione, antropometria e comfort».
La tecnica e la qualità, le prove di laboratorio e i test su componenti e prodotto finito, il percorso formativo ha permesso di gettare le basi e tessere le radici per un nuovo modo di concepire il mestiere calzaturiero (e, in generale, tutte le occupazioni): uno sguardo sempre rivolto al futuro, dove il lavoro ha bisogno di essere rinfrescato e ringiovanito, dove la voglia di mettersi in gioco e di confrontarsi sono i due elementi trainanti. Si va dallo studio del disegno della calzatura, ad un'indagine sul pellame e su altri componenti, dalla realizzazione di una scarpa ecologica, al monitoraggio e miglioramento di accessori, suole e campionamenti. Le tesi finali, sono project working che racchiudono i risultati raggiunti nei due anni da questi professionisti della calzatura che hanno voluto allargare il proprio raggio di vedute e competenze, abbracciando i nuovi influssi del nuovo mondo, rimboccandosi le maniche di fronte a nuove sfide.
Si tratta di una linea strategica per la stesura di un piano formativo nazionale per il settore calzaturiero, che ha coinvolto tanti soggetti: dal ministero del Lavoro e Politiche sociali alla Regione, dalla provincia di Pistoia all'Anci (Associazione nazionale calzaturifici italiani), da Confindustria ai sindacati.
Ne è nato un corso Ifts per "Tecnico superiore per il controllo della qualità dei prodotti e dei componenti nel settore calzaturiero", 1.200 ore di teoria e pratica, 2 appuntamenti settimanali (da settembre 2007 a dicembre 2009), dove approfondire e studiare tecniche e abilità, competenze già acquisite e professionalità. Una sfida e una scommessa, fatta di impegno e costanza, sensibilità ed entusiasmo. E i 13 corsisti hanno ora in mano un attestato, un riconoscimento per il duro lavoro e per la dedizione dimostrata,, arricchiscono il proprio curriculum e, cosa più importante, danno slancio al proprio sapere.
«Il corso mi ha permesso di affinare tutte quelle competenze tecniche sul controllo qualità dei materiali - spiega Massimiliano De Luca - grazie anche a questa esperienza, nel marzo 2009 sono entrato a far parte del Gruppo Gucci, con la qualifica di ispettore calzature donna».
«Le lezioni sono state utili per incrementare la professionalità in materia di progettazione e industrializzazione del prodotto - commenta un'altra studentessa, Giada Lazzeri - tecniche di ispezione, antropometria e comfort».
La tecnica e la qualità, le prove di laboratorio e i test su componenti e prodotto finito, il percorso formativo ha permesso di gettare le basi e tessere le radici per un nuovo modo di concepire il mestiere calzaturiero (e, in generale, tutte le occupazioni): uno sguardo sempre rivolto al futuro, dove il lavoro ha bisogno di essere rinfrescato e ringiovanito, dove la voglia di mettersi in gioco e di confrontarsi sono i due elementi trainanti. Si va dallo studio del disegno della calzatura, ad un'indagine sul pellame e su altri componenti, dalla realizzazione di una scarpa ecologica, al monitoraggio e miglioramento di accessori, suole e campionamenti. Le tesi finali, sono project working che racchiudono i risultati raggiunti nei due anni da questi professionisti della calzatura che hanno voluto allargare il proprio raggio di vedute e competenze, abbracciando i nuovi influssi del nuovo mondo, rimboccandosi le maniche di fronte a nuove sfide.
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