Il Tirreno

Montecatini

CREDITO E TRIBUNALI

Banca citata in giudizio

Pietro Barghigiani
Cliente chiede i danni a una banca per un mutuo concesso e poi negato
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Cliente chiede i danni a una banca per un mutuo concesso e poi negato

Prima la banca gli ha detto di sì. E allora lui ha stipulato il compromesso per l'acquisto di una casa. Poi, trascorsi quasi dieci mesi, lo stesso istituto di credito ha risposto picche alla concessione di un mutuo di 250mila euro. Nel frattempo però, il rappresentante di commercio, P.G., 45 anni, di Massa Cozzile, aveva iniziato i lavori sull'immobile

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MONTECATINI. Prima la banca gli ha detto di sì. E allora lui ha stipulato il compromesso per l'acquisto di una casa. Poi, trascorsi quasi dieci mesi, lo stesso istituto di credito ha risposto picche alla concessione di un mutuo di 250mila euro.

Nel frattempo però, il rappresentante di commercio, P.G., 45 anni, di Massa Cozzile, aveva iniziato i lavori sull'immobile e con il rubinetto chiuso della banca si è trovato con quasi 70mila euro di debiti ed è stato costretto anche a vendere la macchina per far fronte ai creditori.

Ora vuole essere risarcito dei danni subìti e ha citato in giudizio la Cassa di Risparmio di Parma affidandosi all'avvocato Giannitalo Papa.

La prima udienza è stata fissata al tribunale civile della città emiliana per il 20 aprile.
Qualche data per ricostruire la storia dell'agente di commercio prima illuso e poi deluso dall'istituto di credito.

Il 2 ottobre 2007 la filiale di Montecatini dà l'ok al mutuo di 250mila euro. Si legge, tra l'altro, nella comunicazione: «Abbiamo il piacere di comunicarvi che la direzione della nostra banca ha deliberato la vostra richiesta di finanziamento ipotecario».

In banca il rappresentante ha circa 30mila euro di risparmi che vengono aumentati di 25mila euro con un finanziamento per concludere il preliminare d'acquisto dell'edificio che si trova in località Ripalta a Vinci.

Fino all'aprile 2008, però, P.G., dopo la richiesta di perfezionamento del mutuo, non riceve risposte certe dalla banca.

Anzi, i dirigenti si mostrano titubanti. Si innesca una situazione che lo mette in difficoltà con le ditte che gli stanno ristrutturando la casa e che non sa più come pagare.

Trova il conforto della direttrice della filiale montecatinese dell'istituto parmense che addirittura rassicura il titolare dell'impresa costruttrice sulla buonafede del cliente e sulla sua futura solvibilità.

Le assicurazioni della bancaria si rivelano, però, semplici palliativi.

Gli artigiani vogliono essere saldati e allora P.G. firma assegni e contrae debiti con diverse finanziarie.

Salta le rate e finisce in default, segnalato come cattivo pagatore nella centrale rischi.
La situazione è sempre più ingarbugliata e tra luglio e agosto 2008 in banca continuano a dirgli che il finanziamento verrà erogato a breve e persino una dirigente della sede centrale di Parma lo tranquillizza.

Altre parole al vento che diventano uno schiaffo in pieno viso quando, alla fine di agosto, il rappresentante viene convocato in banca per firmare i documenti e, così crede lui, ottenere e i soldi.

Colpo di scena: lo informano che non se ne fa niente, il mutuo non gli verrà concesso.
Per sapere cosa è successo tra la delibera positiva dell'ottobre 2007 e il no dell'agosto 2008, P.G. ha citato in giudizio la banca per inadempienza, ma anche e soprattutto per essere risarcito dei danni economici patiti nella vicenda del mutuo approvato e mai concesso.

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