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Truffa all'hotel Biondi, processo rinviato

Pietro Barghigiani
L’hotel Biondi in viale 4 Novembre al centro di una truffa consumata a Piacenza
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L’hotel Biondi in viale 4 Novembre al centro di una truffa consumata a Piacenza

Una richiesta di patteggiamento e una di rito abbreviato nel processo per truffa ai danni dell'albergatore Franco Biondi, "stangato" per un milione e 300mila euro da quattro presunti bancari e mediatori immobiliari poi scoperti e rinviati a giudizio

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MONTECATINI. Una richiesta di patteggiamento e una di rito abbreviato nel processo per truffa ai danni dell'albergatore Franco Biondi, "stangato" per un milione e 300mila euro da quattro presunti bancari e mediatori immobiliari poi scoperti e rinviati a giudizio. Francesco Luongo, davanti al giudice monocratico del tribunale di Piacenza, città dove si è consumato il raggiro, ha chiesto di patteggiare la pena. Rito abbreviato, invece, per Amerigo Francisci di 71 anni. Entrambe le posizioni verranno discusse in due distinte udienze in programma ad aprile 2010. Gli altri due imputati, Vincenzo Auteri, 63 anni e Orlando Maiolo, hanno scelto il dibattimento in aula e per loro il processo proseguirà a gennaio.
L'origine dell'imbroglio risale al 2003 quando Franco Biondi, 79 anni, decide di vendere l'albergo di viale 4 Novembre, un quattro stelle che sarebbe stato valutato sui 12 milioni di euro. Venuti a sapere dell'affare i quattro imputati, ognuno con un ruolo diverso ma in concorso tra loro, si fanno avanti e, dopo svariati incontri, convincono Biondi dell'esistenza di un compratore. Concordano anche una mediazione, stabilita in 1,3 milioni di euro. Somma da versare su un conto corrente di un istituto di credito e che avrebbe dovuto essere consegnata ai "consulenti" a vendita ultimata. Per il passaggio del denaro viene indicata all'albergatore la filiale di Piacenza della Banca Regionale Europea. Qui, spiegano all'imprenditore, può essere messo a disposizione un salottino interno agli uffici per discutere il business. Un paio di giorni prima nella filiale viene attivato un conto corrente e vengono presi moduli per il versamento.
Il colpo a effetto arriva il 23 dicembre 2003. Biondi e consorte, saliti a Piacenza con una guardia giurata e la valigetta con i soldi, consegnano ad Auteri, che si finge il vice direttore della filiale, il milione e 300mila euro. In cambio riceve una distinta con cui verrebbe certificato il deposito della somma. Passano alcuni giorni e i Biondi si rendono conto di essere stati turlupinati: sul conto ci sono solo 110 euro. La mossa successiva è la denuncia contro i sedicenti bancari e mediatori che hanno fatto sparire i soldi. Grazie alle telecamere interne della banca e alla collaborazione di uno degli imputati, in disaccordo con gli altri compari per il compenso ridotto ottenuto dal raggiro, la polizia riesce a risalire agli autori della stangata.

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