Italia
LA LOTTA ALLE DROGHE
In aumento nel 2009i casi di tossicodipendenti presi in cura dal Sert
Simona Peselli
◗
Il palazzo della Usl in via San Marco, sede storica del servizio Sert in cittàBilancio di fine anno al Sert (il Servizio recupero tossicodipendenti) di via San Marco. Rispetto al 2008 si registra un incremento del dieci per cento di interventi: 370 tossicodipendenti, 150 per alcolisti e 100 persone che si sono rivolte al centro per un programma di disassuefazione dal fumo
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Solo un 15 per cento gli stranieri, per lo più rumeni, albanesi e marocchini.
Il 70 per cento sono uomini, solo il trenta le donne, l'età varia dai 30 ai 50 anni, anche se non mancano i minorenni, inviati direttamente dal Tribunale.
C'è da dire che, però, a livello di risultati positivi sono proprio i giovanissimi a dare più soddisfazione alla squadra degli operatori del Sert. «I ragazzi beccati precocemente hanno dato ottimi risultati - spiega il dottor Fabrizio Fagni - questo per dimostrare che se assistiti sin dall'insorgere del problema ci sono più possibilità di uscire dal problema».
Ad illustrare e commentare i dati è proprio il dottor Fagni, direttore del Sert di Montecatini e a capo di una squadra di lavoro che vede in prima linea 25 fra infermieri, assistenti sociali, medici, educatori e psicologi. Sono loro che tutti i giorni si alternano per assistere non solo i 630 che hanno in cura, ma anche le famiglie che si rivolgono per un aiuto concreto.
Ma il Sert, che comprende nel proprio organico anche Le Colmate, lavora in stratta collaborazione con le comunità del Gruppo Valdinievole, del Ceis e della comunità Incontro e Nuovi Orizzonti.
Eroina, cocaina, fumo e soprattutto alcol. «Si parla ormai di un poli abuso di sostanze - spiega il dottor Fagni - dove il consumatore associa almeno un paio di sostanze. Da noi si rivolgono soprattutto eroinomani oppure casi conclamati inviati dal Tribunale».
C'è molta reticenza da parte dei consumatori di cocaina a rivolgersi alle strutture pubbliche. «Per esempio - continua Fagni - il professionista che fa uso il fine settimana di cocaina non arriva da noi, perché non si pone neppure il problema di fare qualcosa che può nuocergli gravemente alla salute. Non si ritiene un drogato. Arrivano qui quando tutto degenera. E' il caso di un professionista con uno studio ben avviato che è arrivato in cura quando il suo stato di malessere fisico e mentale era diventato insostenibile».
Ma anche i ragazzi che bevono soprattutto il fine settimana e che arrivano al Sert inviati dalla prefettura non comprendono bene i pericoli che corrono e quello a cui vanno incontro. «I giovani che bevono il sabato sera - dice Fagni - non hanno la percezione del comportamento a rischio, anche per gli altri, per esempio quando si mettono alla guida ubriachi. Bevono perché lo fanno tutti».
Il 70 per cento sono uomini, solo il trenta le donne, l'età varia dai 30 ai 50 anni, anche se non mancano i minorenni, inviati direttamente dal Tribunale.
C'è da dire che, però, a livello di risultati positivi sono proprio i giovanissimi a dare più soddisfazione alla squadra degli operatori del Sert. «I ragazzi beccati precocemente hanno dato ottimi risultati - spiega il dottor Fabrizio Fagni - questo per dimostrare che se assistiti sin dall'insorgere del problema ci sono più possibilità di uscire dal problema».
Ad illustrare e commentare i dati è proprio il dottor Fagni, direttore del Sert di Montecatini e a capo di una squadra di lavoro che vede in prima linea 25 fra infermieri, assistenti sociali, medici, educatori e psicologi. Sono loro che tutti i giorni si alternano per assistere non solo i 630 che hanno in cura, ma anche le famiglie che si rivolgono per un aiuto concreto.
Ma il Sert, che comprende nel proprio organico anche Le Colmate, lavora in stratta collaborazione con le comunità del Gruppo Valdinievole, del Ceis e della comunità Incontro e Nuovi Orizzonti.
Eroina, cocaina, fumo e soprattutto alcol. «Si parla ormai di un poli abuso di sostanze - spiega il dottor Fagni - dove il consumatore associa almeno un paio di sostanze. Da noi si rivolgono soprattutto eroinomani oppure casi conclamati inviati dal Tribunale».
C'è molta reticenza da parte dei consumatori di cocaina a rivolgersi alle strutture pubbliche. «Per esempio - continua Fagni - il professionista che fa uso il fine settimana di cocaina non arriva da noi, perché non si pone neppure il problema di fare qualcosa che può nuocergli gravemente alla salute. Non si ritiene un drogato. Arrivano qui quando tutto degenera. E' il caso di un professionista con uno studio ben avviato che è arrivato in cura quando il suo stato di malessere fisico e mentale era diventato insostenibile».
Ma anche i ragazzi che bevono soprattutto il fine settimana e che arrivano al Sert inviati dalla prefettura non comprendono bene i pericoli che corrono e quello a cui vanno incontro. «I giovani che bevono il sabato sera - dice Fagni - non hanno la percezione del comportamento a rischio, anche per gli altri, per esempio quando si mettono alla guida ubriachi. Bevono perché lo fanno tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
