Lutto
Montecatini
Ruba l'identità a un amico per fare shopping
Ruba l'identità a un amico e fa shopping firmando contratti di finanziamento a nome dell'improvvisato debitore che, una volta ricevuti i bollettini da pagare, si rivolge alla polizia e denuncia il raggiro in cui è finito
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MONTECATINI. Ruba l'identità a un amico e fa shopping firmando contratti di finanziamento a nome dell'improvvisato debitore che, una volta ricevuti i bollettini da pagare, si rivolge alla polizia e denuncia il raggiro in cui è finito.
Accusato di truffa, sostituzione di persona e falso ideologico, Giovanni Rubino, 37 anni, residente all'epoca dei fatti a Pistoia, è stato condannato a un anno e 2 mesi di reclusione dal giudice del tribunale di Monsummano, Laura Bonelli.
La storia risale all'agosto 2005 e nasce da una lite di Rubino con l'amico che lo ospitava in casa.
Prima di andarsene l'imputato riesce a rubargli alcune buste paga. A quel punto decide di mettere in pratica il suo piano. Si presenta dai carabinieri con il nome dell'amico, un 39enne operaio residente a Montecatini, dicendo di aver smarrito la carta di identità. Con la denuncia dei militari va all'anagrafe e chiede un nuovo documento di riconoscimento che gli viene rilasciato. Le generalità sono quelle dell'inconsapevole amico accompagnate dalla foto del truffatore. Una volta ottenuta una nuova identità e in possesso delle buste paga dello sventurato debitore seriale, Rubino si presenta in tre negozi dove acquista un computer per 1800 euro, un radiotelefono per 475 e un cellulare a 850 euro.
Non ci pensa neanche a pagare in contanti. Stipula dei contratti di finanziamento con pagamenti rateale. Saluta e se ne va. La truffa, però, ha il fiato corto.
Quando a casa dell'amico arrivano i bollettini delle finanziarie il trucco viene scoperto.
Dopo essersi informato sui contratti e i beni acquistati a sua insaputa, l'operaio va al commissariato a sporgere denuncia e poi nei negozi per farsi vedere bene in faccia.
Non è lui l'acquirente. E per Rubino parte una denuncia per truffa.
P.B.
Accusato di truffa, sostituzione di persona e falso ideologico, Giovanni Rubino, 37 anni, residente all'epoca dei fatti a Pistoia, è stato condannato a un anno e 2 mesi di reclusione dal giudice del tribunale di Monsummano, Laura Bonelli.
La storia risale all'agosto 2005 e nasce da una lite di Rubino con l'amico che lo ospitava in casa.
Prima di andarsene l'imputato riesce a rubargli alcune buste paga. A quel punto decide di mettere in pratica il suo piano. Si presenta dai carabinieri con il nome dell'amico, un 39enne operaio residente a Montecatini, dicendo di aver smarrito la carta di identità. Con la denuncia dei militari va all'anagrafe e chiede un nuovo documento di riconoscimento che gli viene rilasciato. Le generalità sono quelle dell'inconsapevole amico accompagnate dalla foto del truffatore. Una volta ottenuta una nuova identità e in possesso delle buste paga dello sventurato debitore seriale, Rubino si presenta in tre negozi dove acquista un computer per 1800 euro, un radiotelefono per 475 e un cellulare a 850 euro.
Non ci pensa neanche a pagare in contanti. Stipula dei contratti di finanziamento con pagamenti rateale. Saluta e se ne va. La truffa, però, ha il fiato corto.
Quando a casa dell'amico arrivano i bollettini delle finanziarie il trucco viene scoperto.
Dopo essersi informato sui contratti e i beni acquistati a sua insaputa, l'operaio va al commissariato a sporgere denuncia e poi nei negozi per farsi vedere bene in faccia.
Non è lui l'acquirente. E per Rubino parte una denuncia per truffa.
P.B.
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