Sicurezza
Finanza
La "piovra" barese in città
Pietro Barghigiani
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Il corpo senza vita di Michelangelo Stramaglia: era proprietario di un appartamento in cittàIl punto di appoggio in città della "piovra" barese era un appartamento in centro utilizzato per le trasferte di boss e gregari. Ma non erano le acque termali l'oggetto del desiderio dei pugliesi coinvolti nell'operazione Domino conclusa ieri dalla Guardia di Finanza di Bari e dalla direzione distrettuale antimafia con 83 arresti
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MONTECATINI. Le accuse alla cosca vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso al tentato omicidio, dall'usura al riciclaggio, dalla turbativa d'asta al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Delle tre peculiarità (terme, night e cavalli) per cui è conosciuta Montecatini, ai malavitosi baresi interessavano solo l'ippica e le ballerine. E per non dover prenotare ogni volta un albergo avevano deciso di acquistare un alloggio. Un modo discreto e veloce per garantirsi una presenza in città senza lasciare tracce.
I finanzieri del Gico hanno sequestrato nell'operazione 227 immobili, capannoni industriali, auto di lusso e 700 conti correnti bancari, tra Bari, Montecatini e Mantova per complessivi 220 milioni di euro. Sono anche state sequestrate quote societarie di una catena di distribuzione di articoli sportivi "Sport & More" con sedi in tutta Italia e, con rogatoria internazionale le quote societarie della "Paradise Bet", una società on line di scommesse con sede in Inghilterra.
A Montecatini da tempo l'organizzazione aveva creato un punto di appoggio con l'appartamento intestato a Michelangelo Stramaglia, boss ucciso a 49 anni in strada a Bari il 24 aprile scorso.
L'uomo era ritenuto dagli investigatori al vertice dell'omonimo clan di Valenzano, un'organizzazione specializzata - secondo fonti investigative - nel traffico di droga.
L'immobile, del valore di circa 300mila euro, venivano utilizzato come soggiorno dagli uomini del clan Parisi. Almeno una decina lo avrebbero usato per seguire le corse dei cavalli e anche per accompagnare l'attività di scommesse con puntate nei night della zona.
Nonostante la morte del proprietario la Guardia di Finanza barese ha potuto lo stesso sequestrare l'immobile ricorrendo alla legge sul pacchetto sicurezza. La norma consente di aggredire i patrimoni riconducibili a personaggi accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Anche in questa inchiesta, come altre riferite a riciclaggi e usura per mano di mafia e camorra, tra i 227 immobili acquistati, secondo l'accusa con soldi provenienti da traffici illeciti, Montecatini ha fatto la sua parte.
Delle tre peculiarità (terme, night e cavalli) per cui è conosciuta Montecatini, ai malavitosi baresi interessavano solo l'ippica e le ballerine. E per non dover prenotare ogni volta un albergo avevano deciso di acquistare un alloggio. Un modo discreto e veloce per garantirsi una presenza in città senza lasciare tracce.
I finanzieri del Gico hanno sequestrato nell'operazione 227 immobili, capannoni industriali, auto di lusso e 700 conti correnti bancari, tra Bari, Montecatini e Mantova per complessivi 220 milioni di euro. Sono anche state sequestrate quote societarie di una catena di distribuzione di articoli sportivi "Sport & More" con sedi in tutta Italia e, con rogatoria internazionale le quote societarie della "Paradise Bet", una società on line di scommesse con sede in Inghilterra.
A Montecatini da tempo l'organizzazione aveva creato un punto di appoggio con l'appartamento intestato a Michelangelo Stramaglia, boss ucciso a 49 anni in strada a Bari il 24 aprile scorso.
L'uomo era ritenuto dagli investigatori al vertice dell'omonimo clan di Valenzano, un'organizzazione specializzata - secondo fonti investigative - nel traffico di droga.
L'immobile, del valore di circa 300mila euro, venivano utilizzato come soggiorno dagli uomini del clan Parisi. Almeno una decina lo avrebbero usato per seguire le corse dei cavalli e anche per accompagnare l'attività di scommesse con puntate nei night della zona.
Nonostante la morte del proprietario la Guardia di Finanza barese ha potuto lo stesso sequestrare l'immobile ricorrendo alla legge sul pacchetto sicurezza. La norma consente di aggredire i patrimoni riconducibili a personaggi accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Anche in questa inchiesta, come altre riferite a riciclaggi e usura per mano di mafia e camorra, tra i 227 immobili acquistati, secondo l'accusa con soldi provenienti da traffici illeciti, Montecatini ha fatto la sua parte.
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