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Sesana fuori dalla cessione Snai

Paolo Allegri
<strong>CAPITALE IMMOBILIARE NON IN VENDITA. </strong>L’ippodromo Sesana rimane di proprietà del gruppo Snai
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CAPITALE IMMOBILIARE NON IN VENDITA. L’ippodromo Sesana rimane di proprietà del gruppo Snai

Nel giorno in cui le borse inciampano su Dubai, arriva anche il colpo di scena in casa Snai, del cui gruppo fa parte Trenno, società che gestisce gli ippodromi di Montecatini e San Siro con partecipazioni a Pisa e Capannelle

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MONTECATINI. Nel giorno in cui le borse inciampano su Dubai, arriva anche il colpo di scena in casa Snai, del cui gruppo fa parte Trenno, società che gestisce gli ippodromi di Montecatini e San Siro con partecipazioni a Pisa e Capannelle.
Snai ha ricevuto giovedì un'offerta da 600 milioni di euro da due fondi di private equity, Bridgepoint capital limited e Axa investiment managers private equity europe, "relativa a un'operazione di riorganizzazione delle attività di gioco e scommesse" dice in politichese il comunicato che arriva da Porcari. Che tradotto in parole più semplici significa che Snai valuta la cessione di una fetta consistente del suo pacchetto azionario. La notizia è arrivata dopo che da mesi negli ambienti finanziari si rincorrevano voci in tal senso, sempre smentite da Snai. Adesso il Patron Maurizio Ughi letti i numeri dell'ultima trimestrale del 30 settembre (ricavi a 407,3 milioni di euro in crescita del 4,6% rispetto ai primi nove mesi del 2008 ma anche una perdita netta di 9,5 milioni di euro e un indebitamento finanziario di 275 milioni di euro) si è deciso a uno scorporo di attività. Praticamente Snai andrà entro lunedì prossimo (termine ultimo dell'offerta vincolante presentata da Bridgepoint e Axa) a decidere la cessione del pacchetto di controllo delle agenzie ippiche, cioè del suo core business, mentre si terrà Teleippica e anche Trenno (cioè gli ippodromi di Milano e Montecatini) più le partecipazioni azionarie in Alfea (ippodromo di San Rossore) e in HippoGroup Capannelle.
Dunque la cessione ai due fondi che controllano già altri grandi gruppi (Bridgepoint controlla un'importante holding nel settore degli imballaggi e la catena di profumerie Limoni mentre Axe è legato a Sisal), riguarda solo le scommesse e giochi escludendo gli asset immobiliari. L'ippodromo Sesana non subirà quindi sconvolgimenti nella proprietà, così come i due ippodromi milanesi. Cosa ha fatto cambiare parere nel bureau del gruppo di Porcari in questi mesi? Probabilmente l'esposizione debitoria nei confronti di Unicredit Banca che prevede due rate nel 2010 e nel 2011, soprattutto quest'ultima che ammonta a 171 milioni di euro. È anche il momento giusto per Snai per cercare nuove risorse mettendosi sul mercato finanziario con conti al 30 settembre tutto sommato in rosa con quell'aumento dei ricavi e una perdita netta di 9,5 milioni di euro inferiore comunque al dato di chiusura dell'esercizio 2008 (negativo per 29,5 milioni di euro). Se l'operazione andasse in porto, Snai eviterebbe anche quel prestito obbligazionario necessario per rifinanziare l'esposizione con le banche, soprattutto quelle rate con Unicredit Banca pesanti perché il mercato delle scommesse è in crisi, gli ippodromi sono più un valore immobiliare che un fattore di ricavi.
In questo quadro, il patron Maurizio Ughi mantiene il suo ruolo di leader e di azionista di maggioranza soprattutto mantenendo la proprietà di Teleippica. Del resto la strategy di Porcari in questo 2009 aveva già puntato su quelle dirette per i grandi eventi, da Piazza di Siena a Fiera Cavalli e a quel Città di Montecatini che ha rappresentato uno straordinario top di pubblico e di emozioni della stagione del Sesana.

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