Gioco
negozi Bonvicini
Vigilante nella boutiquecontro i ladri di vestiti
Pietro Barghigiani
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Il commerciante ed ex assessore Andrea BonviciniUn addetto alla sicurezza che tenga d'occhio chi entra con l'intenzione di prendere la merce, ma senza passare alla cassa. Quello che avviene da tempo nei centri commerciali arriva per la prima volta in una boutique del centro, quella della famiglia Bonvicini
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MONTECATINI. Colpito, come altri commercianti, dal taccheggio di ladruncoli che puntano al capo di qualità, Andrea Bonvicini, ex assessore della giunta Severi, è andato oltre la vigilanza con gli occhi elettronici e si è voluto affidare a quella con occhi umani capaci di dare un seguito immediato ai movimenti sospetti di chi bazzica i punti vendita.
«Abbiamo ingaggiato una persona che si occupa della sicurezza nei nostri negozi - spiega Bonvicini -. È capitato di subire dei furti da parte di gente che entra nei camerini, si prova l'indumento e poi esce senza pagare. La nostra è una realtà commerciale che dà lavoro a 35 persone e vogliamo tutelarci».
Lo stillicidio di furtarelli nei negozi del centro esaspera i commercianti.
Spesso sono reati che restano impuniti, anche se a volte, come accaduto l'altro giorno, le forze dell'ordine riescono a fermare i taccheggiatori.
Il bilancio è, comunque, a saldo negativo tra i colpi riusciti e chi finisce dentro o almeno denunciato.
Difficile bloccare nell'immediatezza del fatto l'autore del colpo. Anzi, il commerciante si accorge del furto quando il ladruncolo si è già allontanato.
«Sarà sempre peggio - è il vaticinio di Bonvicini - in tempi di crisi si assiste all'aumento di simili episodi. Lo abbiamo notato anche da noi. E in qualche modo dobbiamo difenderci, ma anche ragionare in termini di sicurezza per la città. Faccio un esempio: davanti a bar e negozi stazionano questuanti che chiedono l'elemosina. Penso a una città come Montecarlo nel principato di Monaco dove un mendicante che chiede soldi dopo un minuto viene portato via dalla polizia. Da noi non succede. Anche gli ultimi arresti li hanno fatti i carabinieri. Mi chiedo cosa fanno i vigili urbani».
Dentro i suoi negozi Bonvicini ha messo un vigilante. Sui marciapiedi restano i mendicanti.
«Abbiamo ingaggiato una persona che si occupa della sicurezza nei nostri negozi - spiega Bonvicini -. È capitato di subire dei furti da parte di gente che entra nei camerini, si prova l'indumento e poi esce senza pagare. La nostra è una realtà commerciale che dà lavoro a 35 persone e vogliamo tutelarci».
Lo stillicidio di furtarelli nei negozi del centro esaspera i commercianti.
Spesso sono reati che restano impuniti, anche se a volte, come accaduto l'altro giorno, le forze dell'ordine riescono a fermare i taccheggiatori.
Il bilancio è, comunque, a saldo negativo tra i colpi riusciti e chi finisce dentro o almeno denunciato.
Difficile bloccare nell'immediatezza del fatto l'autore del colpo. Anzi, il commerciante si accorge del furto quando il ladruncolo si è già allontanato.
«Sarà sempre peggio - è il vaticinio di Bonvicini - in tempi di crisi si assiste all'aumento di simili episodi. Lo abbiamo notato anche da noi. E in qualche modo dobbiamo difenderci, ma anche ragionare in termini di sicurezza per la città. Faccio un esempio: davanti a bar e negozi stazionano questuanti che chiedono l'elemosina. Penso a una città come Montecarlo nel principato di Monaco dove un mendicante che chiede soldi dopo un minuto viene portato via dalla polizia. Da noi non succede. Anche gli ultimi arresti li hanno fatti i carabinieri. Mi chiedo cosa fanno i vigili urbani».
Dentro i suoi negozi Bonvicini ha messo un vigilante. Sui marciapiedi restano i mendicanti.
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