Il Tirreno

Montecatini

padre Alfredo Pallotta

In fila per abbracciare l'esorcistavicino alla chiesetta della Grotta

Simona Peselli
Padre Alfredo Pallotta mentre sfoglia uno dei suoi libri
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Padre Alfredo Pallotta mentre sfoglia uno dei suoi libri

Lo incontriamo nella saletta della Pensione Magrini, padre Alfredo Pallotta. Davanti c'è la piccola chiesa della Grotta Parlanti, dove una volta al mese celebra la messa. E' un giorno di benedizione, di abbracci per chi, dopo aver provato medici, maghi e cartomanti, non sa più a "che santo rivolgersi".

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MONSUMMANO. E' lì per tutti coloro che non sopportano quel male di vivere che li tormenta.
La sala d'aspetto è affollata come quella un luminare della medicina. Di là, a braccia spalancate ad attendere i fedeli, c'è una padre passionista che arriva dal convento della Certosa. E' conosciuto come l'esorcista. Ci sono la mamma con la bambina, la coppia di sposini, la signora sola. Ma c'è anche chi ha bisogno di una semplice parola di conforto. C'è persino la psicologa che vuole una benedizione perché il suo è un lavoro stressante e lei stessa deve trovare pace interiore. Ma soprattutto c'è il cellulare. Quello di padre Alfredo squilla in continuazione. Moderno e istantaneo metodo di comunicazione, per chi non ce la fa ad andare di persona. Lui risponde e recita una preghiera, una benedizione. Poi non mancano i libri: sono più di trenta dove si parla di storie di fede e preghiere. Quello più gettonato è "Confessioni di un esorcista", che ricorda ai fedeli che padre Alfredo è stato ed è soprattutto un esorcista.

Storie di diavoli che parlano dalla bocca dei posseduti, di capelli tagliati, «perché è lì che spesso si annida il demonio» e di «bimbi abortiti che chiamati proteggono la madre dal maligno». Un libro presto in ristampa arricchito da nuovi capitoli, «perché il diavolo non va mai in vacanza». Protagoniste soprattutto donne, «perché sono loro, che hanno più fede, ad essere le prede preferite del maligno».

A combattere il demonio c'è questo padre passionista, classe '24, che a Lucca il 15 maggio 1994 riceve dal suo superiore, dopo formale richiesta dell'arcivescovo Bruno Tommasi, la "licenza di proferire esorcismi sugli ossessi".

Qual è il caso che l'ha colpito maggiormente?
«C'era una signora, madre di due bambini piccoli. Ad un certo punto smette di accudire i figli, la casa il marito. La portano da me, non riescono a reggerla in quattro uomini. Riesco a farmi raccontare che ha praticato messe nere. In lei il demonio si è manifestato dopo otto anni. Dopo molte benedizioni, riesco a calmarla, comincia a rispondere persino a tutte le mie preghiere».

Nel libro parla anche di esorcismi a giovanissimi...
«Purtroppo sì. C'è il racconto di una ragazza che stava male da quando aveva 6 anni e che dopo ben 11 anni è ritornata a vivere. In una sua lettera mi dice che non ricorda nulla del passato, solo una grande sofferenza morale e psicologica».

Cosa le dice il maligno durante l'esorcismo?
«In un esorcismo del 22 giugno 2002 mi dice che lui è nelle tenebre e la luce gli fa schifo, che io ero pieno di luce, quella di Cristo. Il demonio avverte puzzo dove c'è preghiera e sente disagio se ci sono persone che pregano».

Come esorcista è conosciuto anche in Usa e Gran Bretagna. In un documentario di Discovery Channel, "Bambini Posseduti", c'è un video dove libera...
«Bambini che meritano tutto il nostro rispetto e che dobbiamo aiutare con la preghiera. Solo quando c'è l'aiuto anche di tutti i componenti della famiglia ci può essere la liberazione. Il video, l'hanno potuto girare, ma è importante vedere il risultato, la serenità che alla fine si vede sul volto della ragazza liberata».

Lei ha paura del diavolo?
«Non ho mai avuto paura del diavolo. Anche se tenta di nuocermi in ogni modo. Mi parla dalla bocca di chi esorcizzo, mi insulta chiamandomi "corvo nero" o "pidocchio". A volte mi fa cadere in terra, ma io ho Dio al mio fianco e Dio è più forte di tutto».

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di Redazione web