Il Tirreno

Montecatini

ACQUA NON CONSUMATA E PAGATA

«Un contratto da rivedere»

Pietro Barghigiani
Il sindaco Giuseppe Bellandi e la sala operativa di Acque Toscane
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Il sindaco Giuseppe Bellandi e la sala operativa di Acque Toscane

Una revisione dei contratti per l'erogazione dei servizi allo scopo di migliorarne gli effetti rivolti agli utilizzatori finali: i cittadini. Lo annuncia il sindaco Giuseppe Bellandi che al Tirreno conferma di lavorare da tempo, insieme alla dirigente dell'area finanziaria, Rossella Bonciolini, a una serie di modifiche del contratto che regola i rapporti

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MONTECATINI. Una revisione dei contratti per l'erogazione dei servizi allo scopo di migliorarne gli effetti rivolti agli utilizzatori finali: i cittadini. Lo annuncia il sindaco Giuseppe Bellandi che al Tirreno conferma di lavorare da tempo, insieme alla dirigente dell'area finanziaria, Rossella Bonciolini, a una serie di modifiche del contratto che regola i rapporti tra Comune e Acque Toscane Spa.

Il recupero tariffario targato 2009 sui mancati incassi per le ridotte vendite dell'acqua nel 2008 non è una novità per il primo cittadino.

Modifiche. «Nel piano esecutivo di gestione - esordisce il sindaco - abbiamo già inserito la previsione di eventuali miglioramenti per i contratti in essere (Acqua e rifiuti ndr). Mi ero già mosso per tempo con la dirigente dei servizi finanziari. Non fa mai male rivedere i contratti».
Ancora il sindaco non si sbilancia sui contenuti dei miglioramenti da apportare al documento che disciplinerà diritti e doveri del gestore idrico.
«Quando parlo di miglioramenti non mi riferisco esclusivamente a riduzioni tariffarie - spiega Bellandi -. Magari potremmo strappare qualche investimento in più».

Casse vuote. Conti alla mano nel 2008 Acque Toscane pensava di vendere acqua per 3,3 milioni di euro, ma nei forzieri della società di via Bassi ne sono entrati solo 2,6 milioni. La differenza di 700mila euro viene chiesta in due tranche. Una già pagata a giugno e l'altra in via di pagamento in questi giorni. Lo prevede la legge, lo regola il contratto firmato nel 2005 e valido fino al 2019.
L'alternativa al conguaglio, chiesto agli utenti in proporzione ai consumi, potrebbe essere quella del Comune che si accolla il mancato introito del gestore. Bellandi risponde in un amen: «Con i tagli ai trasferimenti e le difficoltà di cassa che abbiamo, incontriamo problemi per risparmiare sulle luci votive. Figuriamoci se possiamo farci carico di simili cifre».
Non resta che agire sul contratto di servizio e spuntare con il gestore le condizioni migliori. Sapendo bene che meno viene chiesto ai cittadini e più Acque Toscane sfoltirà nei piani di investimento.

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