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I conti in tasca ai candidati

David Meccoli
Il sindaco Giuseppe Bellandi dopo la vittoria elettorale
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Il sindaco Giuseppe Bellandi dopo la vittoria elettorale

Il rappresentante del Pdl dichiara uscite per 50mila euro «Gli altri 39mila utilizzati dal partito» Il futuro sindaco 43mila

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MONTECATINI. Quanto hanno speso i candidati approdati al ballottaggio alle ultime elezioni amministrative? Quasi 90mila euro Lapenna, poco più di 43mila Bellandi. Per entrambi la parte del leone nel finanziamento l'ha fatta il gruppo Snai, con 30mila euro distribuiti a ciascuno dei due, in perfetto stile bipartisan.

Tra le entrate dichiarate dal mandatario elettorale del candidato del Pdl, Simone Gabadoni, e le uscite consegnate in Comune, c'è però una differenza di 31mila euro. Gabadoni ha infatti comunicato che in totale le entrate sono state di 81.600 euro, delle quali 33mila arrivate dai candidati in lista, 14.800 da persone fisiche e 33.800 da soggetti giuridici. «Tutte le entrate - spiega Gabadoni - sono transitate per un conto corrente chiuso con saldo pari a zero». Il problema, per Gabadoni, che insieme ad altri iscritti del Pdl aveva sollevato il caso nei giorni scorsi, sta nel fatto che a lui non sarebbero arrivati i giustificativi di spesa: «Le uscite sono state gestite direttamente dal candidato Lapenna e io non ho mai visto una fattura».

Lapenna e il coordinatore del partito, Andrea Bonvicini, contestarono però (sempre sul nostro giornale) questa posizione, dicendo di avergli consegnato il bilancio delle spese.
Ma il punto, adesso, non è questo. Tenendo a mente le entrate (81.600 euro), le spese sostenute in campagna elettorale da Pdl, Forza Montecatini e Alleanza di Centrodestra sono state, per il coordinatore, di 89.388 euro. Gli stessi partiti hanno consegnato però in Comune un bilancio consuntivo di 50mila euro (40mila per il Pdl e 5mila per ognuna delle due liste collegate). E anche per le singole voci le differenze risultano, in taluni casi, notevoli: iniziative di propaganda, rinfreschi, cene, eventi apertura e chiusura campagna sono costati 43.689 euro (più 3.228 euro per sedi elettorali e affitto locali manifestazioni varie) nel primo documento; dibattiti, tavole rotonde, conferenze, affitto locali per manifestazioni, cene, ricevimenti e buffet risultano in Comune, in totale (per i tre partiti), di 17mila euro. Oppure: foto candidati, affrancature, distribuzioni, volantini, manifesti, pieghevoli, camper, striscioni sono costati 43.689 euro per il primo documento; mentre le voci "manifesti, stampati, pubblicazioni, spese postali, materiale audio-visivo" risultano in Comune di 27.500 euro. Lapenna ci spiega così questa discrepanza: «Per sostenere la mia candidatura esisteva un fondo unico da cui io ho attinto 50mila euro, quelli dichiarati al Comune. Le entrate sono state poi utilizzate anche dal partito per un'altra serie di spese relative sempre alla campagna elettorale».

Meno difficoltoso risulta invece il conto di Bellandi, anche per il fatto che le cifre sono accorpate in "macroaree" non molto esplicative. A fronte di 41mila euro di entrate, presenta un rendiconto di spese di 43.068 euro (la stessa cifra risulta sia dal documento interno del mandatario, Fabio Tosi, sia da quello Comune). La voce più consistente è "spese di produzione, acquisto o affitto di materiali e mezzi di propaganda": 30.525 euro.

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