Sicurezza
MONTECATINI
Tanti debiti e pochi soldi in giro
Pietro Barghigiani
◗
Fascicoli dal giudice di paceSpese condominiali, e affitti arretrati tra le cause di insolvenza
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MONTECATINI. Non pagano e finiscono come debitori nei decreti ingiuntivi emessi dal tribunale e dai giudice di pace. L'impennata di recupero crediti dà il senso di un malessere economico che si annida anche in Valdinievole.
L'istantanea prende forma dai numeri degli ultimi quattro anni con un'appendice 2009 a cui mancano i tre mesi dell'autunno-inverno. Nel mare magnum dei cattivi pagatori ci sono anche i furbi abituati all'insolvenza come regola di vita. Ma la stragrande maggioranza arriva a ricevere l'atto giudiziario dopo aver alzato bandiera bianca nel far tornare i conti di casa o dell'azienda.
I numeri. Il dato complessivo rende l'idea della progressione geometrica con cui i decreti ingiuntivi sono saliti negli ultimi tre anni. Basta sommare il numero dei fascicoli trattati dal tribunale civile con quelli del giudice di pace. I due uffici si occupano della stessa materia nella fase iniziale del recupero crediti, ma il distinguo che fa cambiare ufficio alla pratica è l'importo oggetto del contenzioso. Se è inferiore ai 5mila euro (da luglio 2009) è di competenza del giudice di pace. Al di sopra di tale cifra si passa al tribunale civile. Nel 2005 i decreti ingiuntivi registrati tra tribunale e giudice di pace furono 592. Una quota superata di slancio nel 2006 con 821 atti per essere a sua volta ritoccata verso l'alto nel 2007 con 926 ingiunzioni. Si arriva al 2008 con 1204 decreti (più 30 per cento rispetto al 2007). Al 30 settembre 2009 siamo a 788.
La media. Se nel 2005 venivano firmati dal giudice 1,62 decreti al giorno, nel 2006 passarono a 2,25 e nel 2007 a 2,54. Il picco è stato nel 2008 con 3,30 atti di recupero quotidiani, mentre nel 2009 siamo a 2,16.
I fascicoli stipati negli armadi sempre più esauriti danno il senso del momento di crisi vissuto dalle aziende e il tribunale da questo punto di vista è un osservatorio capace di fotografare la realtà di chi lavora incontrando continue difficoltà.
Chi chiede soldi a chi. Fornitori non pagati dalle imprese, aziende in attesa di vedersi saldare le fatture dai clienti, professionisti che hanno svolto un lavoro per privati e ditte e non riescono a vedere un euro e società di recupero crediti.
Ma anche famiglie a cui sono sfuggite una o più bollette di luce e gas. In crescita anche le morosità per le spese condominiali e gli sfratti. Dopo aver fatto uscire dalla casa l'inquilino, il proprietario prosegue l'azione di recupero per incassare l'affitto arretrato. Dal giudice di pace arrivano anche casi di recupero crediti da parte di società assicurative. Nel ruolo di debitori quei cittadini che dopo aver sottoscritto una polizza vita hanno poi interrotto il pagamento dei premi. I soldi sono diminuiti e le priorità familiari sono cambiate. La polizza resta indietro, ma l'assicurazione manda lo stesso l'ufficiale giudiziario.
L'istantanea prende forma dai numeri degli ultimi quattro anni con un'appendice 2009 a cui mancano i tre mesi dell'autunno-inverno. Nel mare magnum dei cattivi pagatori ci sono anche i furbi abituati all'insolvenza come regola di vita. Ma la stragrande maggioranza arriva a ricevere l'atto giudiziario dopo aver alzato bandiera bianca nel far tornare i conti di casa o dell'azienda.
I numeri. Il dato complessivo rende l'idea della progressione geometrica con cui i decreti ingiuntivi sono saliti negli ultimi tre anni. Basta sommare il numero dei fascicoli trattati dal tribunale civile con quelli del giudice di pace. I due uffici si occupano della stessa materia nella fase iniziale del recupero crediti, ma il distinguo che fa cambiare ufficio alla pratica è l'importo oggetto del contenzioso. Se è inferiore ai 5mila euro (da luglio 2009) è di competenza del giudice di pace. Al di sopra di tale cifra si passa al tribunale civile. Nel 2005 i decreti ingiuntivi registrati tra tribunale e giudice di pace furono 592. Una quota superata di slancio nel 2006 con 821 atti per essere a sua volta ritoccata verso l'alto nel 2007 con 926 ingiunzioni. Si arriva al 2008 con 1204 decreti (più 30 per cento rispetto al 2007). Al 30 settembre 2009 siamo a 788.
La media. Se nel 2005 venivano firmati dal giudice 1,62 decreti al giorno, nel 2006 passarono a 2,25 e nel 2007 a 2,54. Il picco è stato nel 2008 con 3,30 atti di recupero quotidiani, mentre nel 2009 siamo a 2,16.
I fascicoli stipati negli armadi sempre più esauriti danno il senso del momento di crisi vissuto dalle aziende e il tribunale da questo punto di vista è un osservatorio capace di fotografare la realtà di chi lavora incontrando continue difficoltà.
Chi chiede soldi a chi. Fornitori non pagati dalle imprese, aziende in attesa di vedersi saldare le fatture dai clienti, professionisti che hanno svolto un lavoro per privati e ditte e non riescono a vedere un euro e società di recupero crediti.
Ma anche famiglie a cui sono sfuggite una o più bollette di luce e gas. In crescita anche le morosità per le spese condominiali e gli sfratti. Dopo aver fatto uscire dalla casa l'inquilino, il proprietario prosegue l'azione di recupero per incassare l'affitto arretrato. Dal giudice di pace arrivano anche casi di recupero crediti da parte di società assicurative. Nel ruolo di debitori quei cittadini che dopo aver sottoscritto una polizza vita hanno poi interrotto il pagamento dei premi. I soldi sono diminuiti e le priorità familiari sono cambiate. La polizza resta indietro, ma l'assicurazione manda lo stesso l'ufficiale giudiziario.
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