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Truffa, latitante in manette

Pietro Barghigiani
La conferenza stampa della polizia stradale per l’operazione “Rain man”
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La conferenza stampa della polizia stradale per l’operazione “Rain man”

Da un anno gli inquirenti lo stavano cercando per eseguire l'ordine di custodia in carcere

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MONTECATINI. Finisce in Romania la latitanza dell'ultimo indagato non ancora finito in manette nell'inchiesta "Rain Man" su un giro di auto di lusso prese a noleggio di cui veniva denunciato il furto per essere rivendute nell'Est Europa.
La libertà è finita per Antonino Iorio, 44 anni, di Massa Cozzile, ex gestore dell'Hotel Londra in piazzale della Rimembranza. Il suo nome compare nell'elenco delle 44 persone che la Procura vuole processare.
L'udienza dal gup è fissata per la prossima settimana.
Il pm Luigi Boccia ha chiesto per tutti gli indagati il rinvio a giudizio per truffa, appropriazione indebita e simulazione di reato.
Iorio, detenuto nel carcere di Rebibbia, stando agli investigatori aveva il compito di reperire veicoli di pregio per poi denunciarne il furto o la sottrazione per mezzo di rapine.
La storia è quella portata alla luce dalla polizia stradale di Firenze che nell'ottobre scorso sfociò in 14 arresti e decine di denunce per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all'appropriazione indebita e alla simulazione di reato. Stando all'accusa la gang avrebbe noleggiato o preso in leasing auto di lusso, tra cui Porsche Cayenne, Mercedes Ml e Slk e altri Suv, per poi denunciarne il furto e rivenderle nell'Est Europa (Polonia, Russia, Bielorussia, Bulgaria). Gli indagati, molti dei quali della Valdinievole, sono accusati di aver commesso vari reati diretti al conseguimento d'illeciti profitti in danno di società di leasing e compagnie assicurative che partivano dalla base logistica individuata dagli inquirenti anche nell'albergo San Michele (l'attuale gestione è estranea ai fatti, ndr) di Montecatini. In particolare, stando all'accusa, gli imputati avrebbero sottratto auto di grossa cilindrata che venivano portate e commercializzate all'estero per poi essere falsamente denunciate come oggetto di furto o rapina commessi da ignoti.
Il guadagno era duplice: incassavano i soldi degli acquirenti dell'Est Europa e sullo stesso mezzo ottenevano anche il risarcimento dell'assicurazione. Il bilancio della polizia stradale fiorentina è di almeno 41 fuoriserie fatte sparire nell'Est Europa per un giro stimato in oltre 2 milioni di euro.
Vittime del giochetto, andato avanti dal settembre 2005 all'ottobre 2008, diverse società di leasing, assicurazioni, banche e finanziarie. In tutto sono 17 le parti offese.

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