Sicurezza
Denuncia delle organizzazioni
Alberghi, rimasti a casa in ottocento
◗
I lavoratori in piazza del Popolo A sinistra Vincenzo Scotellaro della CgilSono almeno 800 i lavoratori del comparto alberghiero rimasti disoccupati quest'anno rispetto al 2008. Lo hanno denunciato i sindacati Cgil, Cisl e Uil nel corso del presidio organizzato ieri mattina in piazza del Popolo per tenere alto il vessillo dell'occupazione
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Sono almeno 800 i lavoratori del comparto alberghiero rimasti disoccupati quest'anno rispetto al 2008. Lo hanno denunciato i sindacati Cgil, Cisl e Uil nel corso del presidio organizzato ieri mattina in piazza del Popolo per tenere alto il vessillo dell'occupazione in una provincia che dal manifatturiero per l'area Pistoiese al settore dei servizi per la Valdinievole, mostra i segni di una crisi difficile da contrastare.
A fianco dei lavoratori davanti alla Basilica, il responsabile Cgil per la Valdinievole, Vincenzo Scotellaro, la referente del comparto dei servizi, Luisella Brotini e Paolo Meacci della Uil.
Tutti concordi nel lanciare il grido d'allarme sul pericolo che sta investendo l'ultimo baluardo dell'occupazione in zona, quello dei servizi.
Spariti o ridotti nei numeri i settori manifatturieri, dalla meccanica al cartario, dal calzaturiero all'abbigliamento, ormai la battaglia sindacale viene combattuta sui fronti del commercio e del turismo. Il terziario sta affrontando la prova più dura e le presenze in città in costante calo alimentano un pessimismo a cui ancora non viene posto rimedio.
Lavoro nero. Denuncia Luisella Brotini: «Stiamo assistendo a un fenomeno preoccupante. Quest'anno sono stati tantissimi i lavoratori assunti con un contratto a chiamata. È un escamotage per mascherare il lavoro nero e la conseguenza è che il personale in questo modo non ha accesso all'indennità di disoccupazione».
Per Meacci (Uil) «d'ora in avanti il dilagare del lavoro nero sarà devastante. Il sindacato deve verificare anche questo coinvolgendo Comuni, Provincia e Regione per far abbassare le tasse».
Artigiani ko. È uno stillicidio di chiusure quello che viene descritto dai sindacati. Chi non chiude taglia il personale. Il "morbo" si moltiplica e contagia artigiani e commercianti. Vincenzo Scotellaro (Cgil): «Ci sono richieste a tappeto di cassa integrazione ordinaria e una miriade di quella in deroga. E chi non ha accesso a questo ammortizzatore sociale viene licenziato. Il terziario è un comparto sempre più vulnerabile. Far cadere sulle spalle dei lavoratori la riduzione dei costi significa depauperare un sistema di eccellenza».
Chi tiene. Il distretto dei prodotti per la casa di Lamporecchio-Larciano non è in affanno come il calzaturiero di Monsummano, dove prevalgono i terzisti legati ai destini dei committenti.
«L'area tiene - aggiunge Scotellaro -. Ma parliamo di due Comuni».
Terme. I sindacati annunciano, infine, per i prossimi giorni un incontro con la proprietà delle terme. All'ordine del giorno: tempi dei lavori e investimenti.
«Abbiamo fondati timori che per la prossima stagione non tutti i lavoratori termali verranno assunti - ammette Meacci (Uil) -. Negli ultimi quattro anni tra alberghi e indotto si sono persi più di mille posti di lavoro».
A fianco dei lavoratori davanti alla Basilica, il responsabile Cgil per la Valdinievole, Vincenzo Scotellaro, la referente del comparto dei servizi, Luisella Brotini e Paolo Meacci della Uil.
Tutti concordi nel lanciare il grido d'allarme sul pericolo che sta investendo l'ultimo baluardo dell'occupazione in zona, quello dei servizi.
Spariti o ridotti nei numeri i settori manifatturieri, dalla meccanica al cartario, dal calzaturiero all'abbigliamento, ormai la battaglia sindacale viene combattuta sui fronti del commercio e del turismo. Il terziario sta affrontando la prova più dura e le presenze in città in costante calo alimentano un pessimismo a cui ancora non viene posto rimedio.
Lavoro nero. Denuncia Luisella Brotini: «Stiamo assistendo a un fenomeno preoccupante. Quest'anno sono stati tantissimi i lavoratori assunti con un contratto a chiamata. È un escamotage per mascherare il lavoro nero e la conseguenza è che il personale in questo modo non ha accesso all'indennità di disoccupazione».
Per Meacci (Uil) «d'ora in avanti il dilagare del lavoro nero sarà devastante. Il sindacato deve verificare anche questo coinvolgendo Comuni, Provincia e Regione per far abbassare le tasse».
Artigiani ko. È uno stillicidio di chiusure quello che viene descritto dai sindacati. Chi non chiude taglia il personale. Il "morbo" si moltiplica e contagia artigiani e commercianti. Vincenzo Scotellaro (Cgil): «Ci sono richieste a tappeto di cassa integrazione ordinaria e una miriade di quella in deroga. E chi non ha accesso a questo ammortizzatore sociale viene licenziato. Il terziario è un comparto sempre più vulnerabile. Far cadere sulle spalle dei lavoratori la riduzione dei costi significa depauperare un sistema di eccellenza».
Chi tiene. Il distretto dei prodotti per la casa di Lamporecchio-Larciano non è in affanno come il calzaturiero di Monsummano, dove prevalgono i terzisti legati ai destini dei committenti.
«L'area tiene - aggiunge Scotellaro -. Ma parliamo di due Comuni».
Terme. I sindacati annunciano, infine, per i prossimi giorni un incontro con la proprietà delle terme. All'ordine del giorno: tempi dei lavori e investimenti.
«Abbiamo fondati timori che per la prossima stagione non tutti i lavoratori termali verranno assunti - ammette Meacci (Uil) -. Negli ultimi quattro anni tra alberghi e indotto si sono persi più di mille posti di lavoro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
