Sicurezza
Proposta di legge del ministro Brambilla
Casinò negli hotel a 5 stelle
Pietro Barghigiani
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L’ingresso del Grand Hotel BellavistaUna casa da gioco in ogni Comune ma che sia localizzata in alberghi non al di sotto delle 5 stelle. Lo prevede lo schema di decreto legge a cui sta lavorando il ministro per il Turismo, Maria Vittoria Brambilla, che sarà discusso in una delle prossime riunioni del consiglio dei ministri nell'ambito del provvedimento governativo sul rilancio del settore in Italia
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MONTECATINI. Una casa da gioco in ogni Comune ma che sia localizzata in alberghi non al di sotto delle 5 stelle. Lo prevede lo schema di decreto legge a cui sta lavorando il ministro per il Turismo, Maria Vittoria Brambilla, che sarà discusso in una delle prossime riunioni del consiglio dei ministri nell'ambito del provvedimento governativo sul rilancio del settore in Italia.
Applicata a Montecatini la proposta vedrebbe due candidature naturali per i criteri richiesti, quella del Grand Hotel & La Pace e del Grand Hotel Bellavista.
Potrebbero anche mettere le insegne esterne con le indicazioni "casinò" o "sala da gioco". Insomma, l'investitura sarebbe totale anche a livello di immagine.
Il sindaco Giuseppe Bellandi non si sbilancia riguardo all'ipotesi del governo. Difficile anticipare scenari che sull'argomento hanno alternato negli anni effimere aspirazioni e cocenti delusioni.
La soluzione dello stabilimento Excelsior, liberato dalla vocazione termale, resta salda nell'opzione pubblica del futuro casinò termale.
«Mi sono subito attivato con l'Anit - afferma il sindaco - e anche loro aspettano di vedere il decreto nella sua versione definitiva. Se passasse così come appare avremmo due alberghi pronti a ospitare le case da gioco. E anche la gestione ai privati, ammesso che intendano portarla avanti, dovrà essere regolamentata con autorizzazioni comunali e prefettizie».
Di sicuro la materia è ancora molto fluida e l'impressione di Bellandi è che difficilmente con un decreto legge verranno istituiti i casinò invocati da anni.
«Quello che è uscito finora sulla bozza del decreto Brambilla - spiega - non vorrei fosse solo una parte del provvedimento più ampio e definitivo atteso dall'Anit e dai Comuni interessati alle case da gioco. Così come appare l'ipotesi di una struttura in ogni Comune non è che vada nella direzione auspicata dall'Anit. Forse questa opportunità viene concessa a quelle località che non sono mai state sede di casinò come, invece, è accaduto per Montecatini. È un punto che da chiarire. Ecco perché prima di dare giudizi definitivi sarà meglio aspettare la stesura finale del decreto legge».
L'altro punto da precisare è quello legato all'accesso al gioco. Secondo la bozza Brambilla dovrebbe essere riservato solo agli ospiti della struttura alberghiera. Una restrizione che pare eccessiva. Ma anche nelle strutture agrituristiche dovrebbero cenare solo i clienti che restano a dormire...
Applicata a Montecatini la proposta vedrebbe due candidature naturali per i criteri richiesti, quella del Grand Hotel & La Pace e del Grand Hotel Bellavista.
Potrebbero anche mettere le insegne esterne con le indicazioni "casinò" o "sala da gioco". Insomma, l'investitura sarebbe totale anche a livello di immagine.
Il sindaco Giuseppe Bellandi non si sbilancia riguardo all'ipotesi del governo. Difficile anticipare scenari che sull'argomento hanno alternato negli anni effimere aspirazioni e cocenti delusioni.
La soluzione dello stabilimento Excelsior, liberato dalla vocazione termale, resta salda nell'opzione pubblica del futuro casinò termale.
«Mi sono subito attivato con l'Anit - afferma il sindaco - e anche loro aspettano di vedere il decreto nella sua versione definitiva. Se passasse così come appare avremmo due alberghi pronti a ospitare le case da gioco. E anche la gestione ai privati, ammesso che intendano portarla avanti, dovrà essere regolamentata con autorizzazioni comunali e prefettizie».
Di sicuro la materia è ancora molto fluida e l'impressione di Bellandi è che difficilmente con un decreto legge verranno istituiti i casinò invocati da anni.
«Quello che è uscito finora sulla bozza del decreto Brambilla - spiega - non vorrei fosse solo una parte del provvedimento più ampio e definitivo atteso dall'Anit e dai Comuni interessati alle case da gioco. Così come appare l'ipotesi di una struttura in ogni Comune non è che vada nella direzione auspicata dall'Anit. Forse questa opportunità viene concessa a quelle località che non sono mai state sede di casinò come, invece, è accaduto per Montecatini. È un punto che da chiarire. Ecco perché prima di dare giudizi definitivi sarà meglio aspettare la stesura finale del decreto legge».
L'altro punto da precisare è quello legato all'accesso al gioco. Secondo la bozza Brambilla dovrebbe essere riservato solo agli ospiti della struttura alberghiera. Una restrizione che pare eccessiva. Ma anche nelle strutture agrituristiche dovrebbero cenare solo i clienti che restano a dormire...
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