Il Tirreno

Montecatini

Iva sui rifiuti

Rimborsi Tia: in 5 Comunipotranno partire le richieste

Una bolletta di Publiservizi
◗
Una bolletta di Publiservizi

Decine di cittadini hanno già richiesto i soldi pagati in più

2 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Niente Iva sulla tariffa di igiene ambientale (la Tia). Lo ha deciso la Corte Costitizionale. La cosa interessa da vicino anche 5 Comuni della Valdinievole, quelli cioè che hanno "abbandonato" la Tarsu per passare alla Tia. Si tratta di Comuni serviti tutti dall'empolese Publiambiente.

E proprio da Empoli sono partite le prime richieste di rimborso. Ma la cosa riguarda anche i comuni di Ponte Buggianese, Massa Cozzile, Larciano, Lamporecchio e Monsummano. Quei Comuni cioè dove si è passati da Tarsu (tassa rifiuti) a Tia (tariffa rifiuti). Per i cittadini degli altri Comuni invece (compresi Pieve e Chiesina, pure serviti da Publiambiente), non sembra esserci possibilità di alcun rimborso.

Questo perché l'Iva non è stata fatta pagare sulla Tarsu (che, in quanto tassa, non poteva essere oggetto di Iva). Al contrario sulla Tia veniva fatto pagare un 10% di Iva ma, ha sentenziato la Corte Costituzionale, al di là del nome, anche la Tia è una tassa a tutti gli effetti, e quindi l'Iva non poteva essere fatta pagare.

Sul tema ci sono ancora molti dubbi, ma dall'Adoc (associazione consumatori della Uil) arriva una certezza: i cittadini quei rimborsi li devono chiedere all'ente erogatore del servizio, solo a lui. Poi sarà l'ente stesso (nel nostro caso Publiambiente), a chiedere il rimborso all'Agenzia delle Entrate.

Per il momento c'è ancora tanta confusione. La protesta, come detto, è partita da Empoli, e qui l'associazione Mondoconsumatori ha iniziato a distribuire una serie di volantini: «Controlla attentamente la tua bolletta - vi si legge - se ti è stata applicata l'Iva sulle voci di raccolta e smaltimento dei rifiuti, puoi richiedere il rimborso immediato».

Ma non sempre i cittadini passano all'azione, come spiega il presidente Fabrizio Spinelli: «Prima di tutto è necessario aver conservato le bollette. E questo non tutti lo fanno. Poi, spesso, si tratta di importi piccoli e quindi non vale la pena».
Ma non sempre è così. Ci sono anche famiglie che potrebbero riavere centinaia di euro, visto che è possibile chiedere i rimborsi per gli ultimi 5 anni.

«Vediamo - ribatte il presidente di Publiambiente Paolo regini - attendiamo notizie dal Ministero». L'ente rischia di dover rendere ai cittadini, tanto per dare una cifra approssimativa ma indicativa, qualcosa come 5 milioni di euro: «I conti non li abbiamo ancora fatti, ma è chiaro che se dovremo restituire questi soldi, dovremo anche capire chi e come ce li dovrà ridare. Intanto sono iniziate ad arrivare decine di richieste di rimborso». (f.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web