Sicurezza
Pescia
Pochi pullman e tanti studentiCon la riapertura delle scuole tornano i bus sovraffollati
Francesca Maltagliati
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Studenti sul pullman all’uscita di scuolaAutobus affollati, talmente pieni che le persone sono costrette a stare in piedi e c'è chi addirittura non ce la fa a salire ed è costretto ad attendere la corsa successiva. È una situazione insostenibile quella presentata dagli autisti della Copit e della Lazzi
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PESCIA. Autobus affollati, talmente pieni che le persone sono costrette a stare in piedi e c'è chi addirittura non ce la fa a salire ed è costretto ad attendere la corsa successiva. È una situazione insostenibile quella presentata dagli autisti della Copit e della Lazzi, che, già dai primi giorni di riapertura delle scuole, hanno fatto presente all'azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico, la BluBus, la necessità di aumentare le corse durante gli "orari critici".
Gli orari, cioè, in cui la maggior parte degli studenti esce da scuola. Lamentele che però finora non hanno portato a risultati visto che partire all'una e mezza da piazza Mazzini per andare a Montecatini è, oggi, un'impresa degna di un centometrista. Sono infatti la prontezza e la velocità le doti necessarie per aggiudicarsi un posto a sedere, e non basta certo aver pagato il biglietto.
Chi prima arriva, prima alloggia. E quei poveri sfortunati ragazzi dell'Agraria che, per via della posizione della loro scuola, inevitabilmente salgono per ultimi, sono destinati a farsi sempre corse in piedi, quando va bene.
Il problema degli autobus pieni all'ora di uscita degli istituti superiori di Pescia è oramai datato e, puntualmente, ogni settembre si ripresenta. Quest'anno però la situazione sembra peggiore del solito, probabilmente a causa del fatto che c'è un autobus in meno che nell'orario critico (per intenderci dalle 13 alle 14) percorre la tratta Pescia-Montecatini-Monsummano, essendo stata dirottata una corsa verso Ponte e Chiesina.
Gli autisti affermano che, giornalmente, ricevono lamentele. Sono quelle dei genitori dei ragazzi che arrivano tardi a casa perché costretti ad aspettare corse successive, o che hanno fatto viaggi in "posizioni difficili". E la questione non riguarda certo la comodità, perché non è scritto da nessuna parte che acquistare un biglietto significhi posto a sedere assicurato. Si tratta soprattutto di un problema di sicurezza. Ogni autobus ha una capienza massima, ed è previsto il numero massimo di persone sedute e di persone in piedi che può contenere. Limiti che vengono quasi sistematicamente violati con rischi per i passeggeri e per i conducenti che ne sono responsabili. Gli stessi studenti riconoscono il problema e c'è chi appena suona l'ultima campanella si precipita per trovare il tanto ambito posto a sedere e c'è chi, invece, cerca di salire "al momento giusto per riuscire poi a scendere", perché da autobus tanto affollati è anche difficile scendere, oltre che salire.
Molti autisti dicono che se dovessero rispettare le normative dovrebbero lasciare a terra moltissimi ragazzi, cosa che alla fine però non fanno, nonostante i rischi: «Quello che chiediamo - spiega uno dei conducenti - è una corsa in più durante l'orario di punta. Alle prime lamentele l'azienda ci aveva risposto che era necessario attendere un periodo di assestamento prima di apportare cambiamenti. Oramai le scuole sono aperte da un mese e la situazione è sempre la stessa. Così non si può andare avanti».
Gli orari, cioè, in cui la maggior parte degli studenti esce da scuola. Lamentele che però finora non hanno portato a risultati visto che partire all'una e mezza da piazza Mazzini per andare a Montecatini è, oggi, un'impresa degna di un centometrista. Sono infatti la prontezza e la velocità le doti necessarie per aggiudicarsi un posto a sedere, e non basta certo aver pagato il biglietto.
Chi prima arriva, prima alloggia. E quei poveri sfortunati ragazzi dell'Agraria che, per via della posizione della loro scuola, inevitabilmente salgono per ultimi, sono destinati a farsi sempre corse in piedi, quando va bene.
Il problema degli autobus pieni all'ora di uscita degli istituti superiori di Pescia è oramai datato e, puntualmente, ogni settembre si ripresenta. Quest'anno però la situazione sembra peggiore del solito, probabilmente a causa del fatto che c'è un autobus in meno che nell'orario critico (per intenderci dalle 13 alle 14) percorre la tratta Pescia-Montecatini-Monsummano, essendo stata dirottata una corsa verso Ponte e Chiesina.
Gli autisti affermano che, giornalmente, ricevono lamentele. Sono quelle dei genitori dei ragazzi che arrivano tardi a casa perché costretti ad aspettare corse successive, o che hanno fatto viaggi in "posizioni difficili". E la questione non riguarda certo la comodità, perché non è scritto da nessuna parte che acquistare un biglietto significhi posto a sedere assicurato. Si tratta soprattutto di un problema di sicurezza. Ogni autobus ha una capienza massima, ed è previsto il numero massimo di persone sedute e di persone in piedi che può contenere. Limiti che vengono quasi sistematicamente violati con rischi per i passeggeri e per i conducenti che ne sono responsabili. Gli stessi studenti riconoscono il problema e c'è chi appena suona l'ultima campanella si precipita per trovare il tanto ambito posto a sedere e c'è chi, invece, cerca di salire "al momento giusto per riuscire poi a scendere", perché da autobus tanto affollati è anche difficile scendere, oltre che salire.
Molti autisti dicono che se dovessero rispettare le normative dovrebbero lasciare a terra moltissimi ragazzi, cosa che alla fine però non fanno, nonostante i rischi: «Quello che chiediamo - spiega uno dei conducenti - è una corsa in più durante l'orario di punta. Alle prime lamentele l'azienda ci aveva risposto che era necessario attendere un periodo di assestamento prima di apportare cambiamenti. Oramai le scuole sono aperte da un mese e la situazione è sempre la stessa. Così non si può andare avanti».
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