Sicurezza
Montecatini
Ballerine con falsi permessi
Pietro Barghigiani
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A sinistra l’ingresso del Regina Monika e un locale di lap dancePer sei è scattata anche l'accusa di associazione a delinquere per favorire l'immigrazione clandestina
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MONTECATINI. Falsi documenti per i permessi di soggiorno con cui far venire in Italia ballerine extracomunitarie da impiegare nei night. Con l'invio di quattordici avvisi di chiusura delle indagini si è conclusa l'inchiesta "Londra" condotta dal sostituto procuratore Francesco Sottosanti su un giro di entreneuse al centro del quale c'era l'ex Regina Monika di Uzzano. Nel novembre 2005 sei persone vennero arrestate e trenta denunciate dai carabinieri di Pescia.
Le giovani, secondo la Procura, sarebbero entrate in Italia in modo illegale e rimaste a lavorare in Valdinievole grazie a permessi di soggiorno rilasciati attraverso dichiarazioni taroccate.
Le difese hanno venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere ascoltate dopodiché la Procura, sulla base degli atti raccolti, potrà chiedere l'archiviazione o il rinvio a giudizio.
Le accuse. Le accuse vanno dal favoreggiamento dell'immigrazione clandestina al falso ideologico indotto in atto pubblico, dal procurato ingresso illegale di persone sul territorio nazionale all'occupazione al lavoro di persone sprovviste di permesso di soggiorno. Per sei dei quattordici indagati viene formulato anche il reato di associazione a delinquere.
Gli indagati. Gli avvisi di garanzia sono stati inviati a Alessandro Ordofendi, 63 anni, di Pescia; al figlio Andrea Ordofendi, 40 anni, di Pescia, a Maurizio Bini, 51 anni, di Montecatini, a Doriano Brunelli, 60 anni, di Pescia, a Adrian Dumitru, 37 anni, romeno, residente a Montecatini, a Roxsana Francisca Stancu, 41 anni, romena domiciliata Montecatini, a Simona Buraga, 33 anni, rumena, domiciliata a Pieve a Nievole, a Luca Pacini, 42 anni, residente a Montemurlo, ma domiciliato a Montecatini, a Roberto Avella, 47 anni, domiciliato a Pieve a Nievole, a Gianluca Trebbi, 31 anni, di Pisa, a Dario Angeli, 29 anni, di Montecatini, a Paolo Angeli, 60 anni, di Montecatini, a Anzhelika Sedina, 27 anni, russa, domiciliata a Montecatini, a Ciprian Paval, 34 anni, di Montecatini.
Nei confronti dei due Ordofendi e di Bini, Brunelli, Dumitru e Stancu, la Procura ipotizza anche l'associazione a delinquere per la violazione della legge sull'immigrazione come il favoreggiamento dell'ingresso in Italia di clandestini.
Il giro. È la storia fotocopia di tante altre inchieste con ragazze straniere, provenienti dall'Est Europa, che venivano reclutate dagli Ordofendi e da Bini, stando alle indagini della Procura, per farle lavorare al Regina Monika o in altri night di loro conoscenza. Organizzavano e pagavano in viaggio in Italia, trovavano loro un lavoro e una sistemazione abitativa e si davano da fare per far ottenere alle giovani entreneuse documenti di soggiorno che per l'accusa venivano ottenuti con false attestazioni e dichiarazioni in varie questure o commissariati.
Falsi documenti. Durante i 3 mesi di validità dei visti turistici le signorine, invece, di andare per chiese e monumenti, venivano smistate in circoli privati, night club e locali di lap-dance di varie parti della Toscana, dove lavoravano per il periodo previsto dal permesso temporaneo per poi tornarsene a casa ed essere subito rimpiazzate.
Gli altri indagati devono rispondere a vario titolo di aver favorito l'ingresso e la permanenza delle clandestine in Italia commettendo falsi in atto pubblico per induzione e dichiarando assunzioni fittizie per far ottenere i permessi di soggiorno alle ragazze dell'Est.
I fatti contestati dagli inquirenti coprono un periodo temporale che va dal gennaio 2004 all'aprile 2005 e si sono svolti tra Montecatini, Uzzano e Pistoia.
Le giovani, secondo la Procura, sarebbero entrate in Italia in modo illegale e rimaste a lavorare in Valdinievole grazie a permessi di soggiorno rilasciati attraverso dichiarazioni taroccate.
Le difese hanno venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere ascoltate dopodiché la Procura, sulla base degli atti raccolti, potrà chiedere l'archiviazione o il rinvio a giudizio.
Le accuse. Le accuse vanno dal favoreggiamento dell'immigrazione clandestina al falso ideologico indotto in atto pubblico, dal procurato ingresso illegale di persone sul territorio nazionale all'occupazione al lavoro di persone sprovviste di permesso di soggiorno. Per sei dei quattordici indagati viene formulato anche il reato di associazione a delinquere.
Gli indagati. Gli avvisi di garanzia sono stati inviati a Alessandro Ordofendi, 63 anni, di Pescia; al figlio Andrea Ordofendi, 40 anni, di Pescia, a Maurizio Bini, 51 anni, di Montecatini, a Doriano Brunelli, 60 anni, di Pescia, a Adrian Dumitru, 37 anni, romeno, residente a Montecatini, a Roxsana Francisca Stancu, 41 anni, romena domiciliata Montecatini, a Simona Buraga, 33 anni, rumena, domiciliata a Pieve a Nievole, a Luca Pacini, 42 anni, residente a Montemurlo, ma domiciliato a Montecatini, a Roberto Avella, 47 anni, domiciliato a Pieve a Nievole, a Gianluca Trebbi, 31 anni, di Pisa, a Dario Angeli, 29 anni, di Montecatini, a Paolo Angeli, 60 anni, di Montecatini, a Anzhelika Sedina, 27 anni, russa, domiciliata a Montecatini, a Ciprian Paval, 34 anni, di Montecatini.
Nei confronti dei due Ordofendi e di Bini, Brunelli, Dumitru e Stancu, la Procura ipotizza anche l'associazione a delinquere per la violazione della legge sull'immigrazione come il favoreggiamento dell'ingresso in Italia di clandestini.
Il giro. È la storia fotocopia di tante altre inchieste con ragazze straniere, provenienti dall'Est Europa, che venivano reclutate dagli Ordofendi e da Bini, stando alle indagini della Procura, per farle lavorare al Regina Monika o in altri night di loro conoscenza. Organizzavano e pagavano in viaggio in Italia, trovavano loro un lavoro e una sistemazione abitativa e si davano da fare per far ottenere alle giovani entreneuse documenti di soggiorno che per l'accusa venivano ottenuti con false attestazioni e dichiarazioni in varie questure o commissariati.
Falsi documenti. Durante i 3 mesi di validità dei visti turistici le signorine, invece, di andare per chiese e monumenti, venivano smistate in circoli privati, night club e locali di lap-dance di varie parti della Toscana, dove lavoravano per il periodo previsto dal permesso temporaneo per poi tornarsene a casa ed essere subito rimpiazzate.
Gli altri indagati devono rispondere a vario titolo di aver favorito l'ingresso e la permanenza delle clandestine in Italia commettendo falsi in atto pubblico per induzione e dichiarando assunzioni fittizie per far ottenere i permessi di soggiorno alle ragazze dell'Est.
I fatti contestati dagli inquirenti coprono un periodo temporale che va dal gennaio 2004 all'aprile 2005 e si sono svolti tra Montecatini, Uzzano e Pistoia.
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