Proteste
MONTECATINI
«Impegni non rispettati sull'Ici»
Luca Signorini
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L’assessore al bilancio Luca BuccellatoPer l'assessore o servizi ridotti o tagli agli investimenti
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MONSUMMANO. «Con la soppressione indiscriminata dell'Ici, la vera e unica imposta diretta per i comuni, ci saranno meno risorse, e due sono le soluzioni: o riduciamo i servizi, o troviamo nuovi espedienti tecnici, come una maggiore quota sugli oneri di urbanizzazione. Dovremo prendere delle decisioni rapide, ma resta il problema di fondo: per programmare gli investimenti ci saranno meno fondi». Il problema è più che mai urgente, e Luca Buccellato, assessore al bilancio, non lo nasconde.
Proviamo ad entrare nel merito della questione. Con la legge 126 del 2008, il governo Berlusconi ha abolito l'Ici su tutte le prime case, e sugli immobili a essa assimilati, indipendentemente dal reddito. Subito dopo il provvedimento, una nota ministeriale arriva nella posta dei comuni. Nella missiva l'amministrazione statale assicurava che non sarebbe mancato un solo euro alle casse comunali.
In pratica: i fondi che non sarebbero stati più reperiti tramite la riscossione dell'imposta sugli immobili sarebbero comunque arrivati agli enti locali, direttamente da Roma. I bilanci municipali, infatti, avevano tra le tante voci, anche questa: «rimborso mancato gettito Ici». L'unica cosa che si chiedeva ai vertici territoriali, era la compilazione di un documento ad hoc, in gergo, "certificazione". Così, il governo, poteva indirizzare l'esatta cifra, altrimenti riscossa grazie all'Ici. Fin qui, l'iter, non ha niente di strano. Poi, si inizia a parlare di soldi.
L'amministrazione di Monsummano invia la certificazione Ici relativa all'anno 2008: importo quantificato in 718mila euro. A questo punto, il governo destina al Comune un primo fondo di 359mila euro (giugno 2008) e un secondo fondo di 259mila euro(dicembre 2008). All'appello, di euro, ne mancano 100mila.
Per l'anno corrente, stessa storia. Certificazione dell'ammanco: circa 955mila euro. Rimborso statale arrivato alle casse comunali: 359mila euro (appena il 38% del totale).
«A oggi, siamo fermi lì - attacca Buccellato - non ci hanno reso nient'altro. Il problema è in prospettiva. Io, entro il prossimo 30 dicembre, devo redigere il bilancio di previsione, ma non sono a conoscenza dei fondi che ho».
Ultimo tassello, ultima notizia. Il 30 settembre (tre giorni fa), un'ulteriore nota del ministero, placa le acque: i Comuni, per i rimborsi, dovranno tenere conto della certificazione del 2008 o meglio, per dirla in soldoni, dei soldi arrivati lo scorso anno a seguito della certificazione.
«Il deficit per i comuni - spiega l'assessore - ammonta a un miliardo e 300mila euro, io con i vecchi 618mila euro non posso rispettare le promesse. Dall'altro lato non voglio rimandare la compilazione del bilancio, i tempi sono importanti, se rimando quello, slittano anche tutte le opere e gli investimenti».
Conclusa (si fa per dire) una questione, se ne apre un'altra. Il Sole 24 Ore rende noto che la conferenza Stato-città, ha approvato un premio ai comuni "virtuosi", appellativo riferito agli enti che, nel 2008, hanno rispettato i vincoli del patto di stabilità (autonomia finanziaria, rapporto spese fisse e entrate correnti).
«Apprendo dalla stampa di questo nuovo provvedimento - conclude Buccellato - e vedo che i "premi" sono indirizzati o a comuni di centrodestra (Milano, Brescia, Cagliari, Parma) o a comuni che non definirei "virtuosi", vedi Fondi, dove da mesi c'è una polemica sul suo scioglimento per infiltrazione mafiosa o Catania, salvato in extremis dal dissesto finanziario. Penso ai criteri e ai vincoli, a me non sembrano troppo precisi».
Proviamo ad entrare nel merito della questione. Con la legge 126 del 2008, il governo Berlusconi ha abolito l'Ici su tutte le prime case, e sugli immobili a essa assimilati, indipendentemente dal reddito. Subito dopo il provvedimento, una nota ministeriale arriva nella posta dei comuni. Nella missiva l'amministrazione statale assicurava che non sarebbe mancato un solo euro alle casse comunali.
In pratica: i fondi che non sarebbero stati più reperiti tramite la riscossione dell'imposta sugli immobili sarebbero comunque arrivati agli enti locali, direttamente da Roma. I bilanci municipali, infatti, avevano tra le tante voci, anche questa: «rimborso mancato gettito Ici». L'unica cosa che si chiedeva ai vertici territoriali, era la compilazione di un documento ad hoc, in gergo, "certificazione". Così, il governo, poteva indirizzare l'esatta cifra, altrimenti riscossa grazie all'Ici. Fin qui, l'iter, non ha niente di strano. Poi, si inizia a parlare di soldi.
L'amministrazione di Monsummano invia la certificazione Ici relativa all'anno 2008: importo quantificato in 718mila euro. A questo punto, il governo destina al Comune un primo fondo di 359mila euro (giugno 2008) e un secondo fondo di 259mila euro(dicembre 2008). All'appello, di euro, ne mancano 100mila.
Per l'anno corrente, stessa storia. Certificazione dell'ammanco: circa 955mila euro. Rimborso statale arrivato alle casse comunali: 359mila euro (appena il 38% del totale).
«A oggi, siamo fermi lì - attacca Buccellato - non ci hanno reso nient'altro. Il problema è in prospettiva. Io, entro il prossimo 30 dicembre, devo redigere il bilancio di previsione, ma non sono a conoscenza dei fondi che ho».
Ultimo tassello, ultima notizia. Il 30 settembre (tre giorni fa), un'ulteriore nota del ministero, placa le acque: i Comuni, per i rimborsi, dovranno tenere conto della certificazione del 2008 o meglio, per dirla in soldoni, dei soldi arrivati lo scorso anno a seguito della certificazione.
«Il deficit per i comuni - spiega l'assessore - ammonta a un miliardo e 300mila euro, io con i vecchi 618mila euro non posso rispettare le promesse. Dall'altro lato non voglio rimandare la compilazione del bilancio, i tempi sono importanti, se rimando quello, slittano anche tutte le opere e gli investimenti».
Conclusa (si fa per dire) una questione, se ne apre un'altra. Il Sole 24 Ore rende noto che la conferenza Stato-città, ha approvato un premio ai comuni "virtuosi", appellativo riferito agli enti che, nel 2008, hanno rispettato i vincoli del patto di stabilità (autonomia finanziaria, rapporto spese fisse e entrate correnti).
«Apprendo dalla stampa di questo nuovo provvedimento - conclude Buccellato - e vedo che i "premi" sono indirizzati o a comuni di centrodestra (Milano, Brescia, Cagliari, Parma) o a comuni che non definirei "virtuosi", vedi Fondi, dove da mesi c'è una polemica sul suo scioglimento per infiltrazione mafiosa o Catania, salvato in extremis dal dissesto finanziario. Penso ai criteri e ai vincoli, a me non sembrano troppo precisi».
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