Attenzione
LA QUERELLE DEL MERCATO COPERTO
Negozi a rischio chiusura
David Meccoli
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Luciano Masini (Unim) e una veduta del Mercato copertoNon è possibile accettare la valutazione dell'Agenzia del territorio che individua, con un metodo comparativo che confonde concessioni con locazioni, sei attività commerciali non alimentari, delle quali due all'interno di fondi sfitti da tempo
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MONTECATINI. Non è possibile accettare la valutazione dell'Agenzia del territorio che individua, con un metodo comparativo che confonde concessioni con locazioni, sei attività commerciali non alimentari, delle quali due all'interno di fondi sfitti da tempo. L'Unim (associazione che unisce Confesercenti e Ascom) contesta il metodo e lancia un messaggio al Comune: troviamo un accordo, altrimenti il mercato chiude e si bruciano 38 posti di lavoro.
No lavori, no canone. Nel 2006 l'amministrazione comunale allora in carica avanzò una richiesta di aumento di canone fino a 13,9 euro/mq, 5 volte rispetto a quello pagato fino a quel momento, pur non essendo stata effettuata una parte consistente dei lavori preventivati. Da allora è iniziata una trattativa tra commercianti e Comune per stabilire un più equo canone, che tenesse conto della tipologia dell'occupazione e non (scrive l'Unim) «basato su valori di mercato astratti dalla realtà del mercato comunale coperto». E sempre da allora il versamento del canone da parte degli esercenti è fermo al palo e proprio in questi giorni è giunta loro una lettera di ingiunzione di pagamento degli arretrati. In mancanza di accordi sono poi state intraprese azioni legali con ulteriore dispendio di risorse per entrambe le parti.
Valutateci. «Per dimostrare la giustezza delle nostre rivendicazioni - spiega l'Unim - e col conforto di una perizia che determinava il canone in meno di 7euro/mq, abbiamo invitato l'amministrazione a chiedere una valutazione specifica sul bene da parte dell'Agenzia del territorio, confidando in un risultato non dissimile. Abbiamo preso atto del risultato della perizia che indicava in 13 euro/mq "il più probabile valore locativo, prescindendo da qualsiasi peso o servitù". E' stato utilizzato il metodo sintetico comparativo, ovvero il procedimento di stima che consiste nella determinazione di un bene economico mediante paragone con altri beni con le stesse caratteristiche, ubicati nella medesima zona».
Gli errori dell'Agenzia. «L'obiettivo - prosegue l'Unim - sarebbe stato quello determinare il canone concessorio di posteggi aventi una destinazione d'uso specifica e vincolata, nella fattispecie vendita alimentari, fiori, frutta e verdura. E' quindi una situazione non passibile di comparazione: un negozio di abbigliamento o calzature, come pure una oreficeria, nel mercato non potrebbe aprire. L'Agenzia ha invece individuato 6 unità commerciali: due in via Martini, due in via Leoncavallo, una in via Mazzini e una in via Garibaldi (nell'isolato compreso tra via Cavour e la piazzetta dietro la cattedrale, quindi ben distante dal mercato, ndr). Di queste 6 unità l'Agenzia ha fatto la media dei canoni di locazione ottenendo un valore unitario mensile di 13 euro/mq».
L'Unim è andata a verificare la tipologia di commercio svolta nei sei fondi e, a sorpresa, ha rilevato che si trattava in quattro casi di attività di vendita di generi non alimentari (articoli da regalo, orologi, agenzia di viaggi e kebab) e in due casi, addirittura, i fondi risultavano sfitti, «a causa di un affitto non più sostenibile».
Accordiamoci. «Stiamo cercando una mediazione tra operatori e Comune - dice il presidente dell'Unim, Luciano Masini - al fine di risolvere questa vertenza. L'obiettivo è quello di recuperare un polo strategico per il commercio nella parte ovest di Montecatini. Di fronte a insostenibili richieste di canoni arretrati, abbiamo sentore che molte attività saranno costrette a chiudere, con il rischio di perdere 38 posti di lavoro. E se il mercato chiude, il danno economico sarà ben più consistente per il Comune: questo lo sa anche la Corte dei conti».
No lavori, no canone. Nel 2006 l'amministrazione comunale allora in carica avanzò una richiesta di aumento di canone fino a 13,9 euro/mq, 5 volte rispetto a quello pagato fino a quel momento, pur non essendo stata effettuata una parte consistente dei lavori preventivati. Da allora è iniziata una trattativa tra commercianti e Comune per stabilire un più equo canone, che tenesse conto della tipologia dell'occupazione e non (scrive l'Unim) «basato su valori di mercato astratti dalla realtà del mercato comunale coperto». E sempre da allora il versamento del canone da parte degli esercenti è fermo al palo e proprio in questi giorni è giunta loro una lettera di ingiunzione di pagamento degli arretrati. In mancanza di accordi sono poi state intraprese azioni legali con ulteriore dispendio di risorse per entrambe le parti.
Valutateci. «Per dimostrare la giustezza delle nostre rivendicazioni - spiega l'Unim - e col conforto di una perizia che determinava il canone in meno di 7euro/mq, abbiamo invitato l'amministrazione a chiedere una valutazione specifica sul bene da parte dell'Agenzia del territorio, confidando in un risultato non dissimile. Abbiamo preso atto del risultato della perizia che indicava in 13 euro/mq "il più probabile valore locativo, prescindendo da qualsiasi peso o servitù". E' stato utilizzato il metodo sintetico comparativo, ovvero il procedimento di stima che consiste nella determinazione di un bene economico mediante paragone con altri beni con le stesse caratteristiche, ubicati nella medesima zona».
Gli errori dell'Agenzia. «L'obiettivo - prosegue l'Unim - sarebbe stato quello determinare il canone concessorio di posteggi aventi una destinazione d'uso specifica e vincolata, nella fattispecie vendita alimentari, fiori, frutta e verdura. E' quindi una situazione non passibile di comparazione: un negozio di abbigliamento o calzature, come pure una oreficeria, nel mercato non potrebbe aprire. L'Agenzia ha invece individuato 6 unità commerciali: due in via Martini, due in via Leoncavallo, una in via Mazzini e una in via Garibaldi (nell'isolato compreso tra via Cavour e la piazzetta dietro la cattedrale, quindi ben distante dal mercato, ndr). Di queste 6 unità l'Agenzia ha fatto la media dei canoni di locazione ottenendo un valore unitario mensile di 13 euro/mq».
L'Unim è andata a verificare la tipologia di commercio svolta nei sei fondi e, a sorpresa, ha rilevato che si trattava in quattro casi di attività di vendita di generi non alimentari (articoli da regalo, orologi, agenzia di viaggi e kebab) e in due casi, addirittura, i fondi risultavano sfitti, «a causa di un affitto non più sostenibile».
Accordiamoci. «Stiamo cercando una mediazione tra operatori e Comune - dice il presidente dell'Unim, Luciano Masini - al fine di risolvere questa vertenza. L'obiettivo è quello di recuperare un polo strategico per il commercio nella parte ovest di Montecatini. Di fronte a insostenibili richieste di canoni arretrati, abbiamo sentore che molte attività saranno costrette a chiudere, con il rischio di perdere 38 posti di lavoro. E se il mercato chiude, il danno economico sarà ben più consistente per il Comune: questo lo sa anche la Corte dei conti».
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