Attenzione
IL CONCORSO DELLA USL
Da tutta Italia per cinque posti
Luca Signorini
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Aspiranti arrivano dai parcheggiE' aperta la caccia all'indeterminato. Vengono soprattutto dal Meridione, i candidati del concorso pubblico indetto dall'Usl 3 per cinque posti come operatore socio sanitario. Accanto a loro, non mancano, però, i toscani: da Pistoia, Lucca, Arezzo, Firenze, Isola D'Elba. Alle 7,30 di ieri mattina, già in 2mila affollavano il piazzale antistante al Palamadigan
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MONTECATINI. E' aperta la caccia all'indeterminato. Vengono soprattutto dal Meridione, i candidati del concorso pubblico indetto dall'Usl 3 per cinque posti come operatore socio sanitario. Accanto a loro, non mancano, però, i toscani: da Pistoia, Lucca, Arezzo, Firenze, Isola D'Elba. Alle 7,30 di ieri mattina, già in 2mila affollavano il piazzale antistante al Palamadigan. Donne e uomini di 25, 30, 35 anni.
Il miraggio di un posto fisso (senza patemi d'animo) nell'azienda sanitaria locale. Gli accessi al palazzetto presidiati dalla Municipale, pattuglie della Polizia che vanno e vengono. Frotte di concorrenti arrivano alla spicciolata, chi con brioche e caffè in mano, chi con un trolley da trascinare. Per 5 posti, a fine giornata si contano quasi 2.500 concorrenti.
Via Gentile e via Ugo Foscolo (ai lati del Palamadigan) straboccano di auto. Intorno alle 8, il parcheggio alla sinistra di largo Salvo D'Acquisto, non è più in grado di accogliere nessuna macchina, neppure un motorino o una motocicletta.
Tre sentimenti si percepiscono nell'aria: timore (non paura), ansia e fervida attesa. Tutti, da Nord a Sud, ventenni e quarantenni, precari e disoccupati, provano le medesime emozioni. C'è da chiedersi: è più una cosa positiva che l'Usl 3 ricerchi 5 dipendenti? O è più una cosa negativa che tantissime persone abbiamo risposto a questo invito? La calca si fa omogenea. La cancellata principale del Palamadigan fatica a sorreggere gli esaminandi, alcune donne si sentono male. "Attacchi di panico", ci dicono i volontari della Misericordia, accorsi celermente per sincerarsi delle condizioni. Carta d'identità alla mano, mini questionario di riconoscimento (arrivato circa 2 anni fa nelle case, tramite raccomandata), mamme con lattanti in braccio che si fanno largo. L'obiettivo è l'area nursery, controllata e allestita, in uno degli spogliatoi dell'Rb Montecatini, da due ostetriche. C'è anche questo. Del resto, per 5 di loro, sarà uno dei giorni più importanti della vita, a futura memoria.
Alle 11,18 si ha l'inizio effettivo del test; 45 minuti dopo (12,03), la consegna delle schede, anonime e in busta chiusa, l'unico segno di riconoscimento è un codice a barre (associato ad un nome). La massa degli esaminati si riversa fuori dalla struttura sportiva, si riformano i gruppetti di persone, trepidanti e con l'adrenalina ancora a mille. Come è andata? «Male - risponde un ragazzo - ci aspettavamo un test a risposta multipla, invece dovevamo mettere in ordine cronologico le operazioni». Altri sembrano più soddisfatti: «Il compito era abbordabile, ne ho fatti di più difficili». E poi via alle consultazioni reciproche.
Il miraggio di un posto fisso (senza patemi d'animo) nell'azienda sanitaria locale. Gli accessi al palazzetto presidiati dalla Municipale, pattuglie della Polizia che vanno e vengono. Frotte di concorrenti arrivano alla spicciolata, chi con brioche e caffè in mano, chi con un trolley da trascinare. Per 5 posti, a fine giornata si contano quasi 2.500 concorrenti.
Via Gentile e via Ugo Foscolo (ai lati del Palamadigan) straboccano di auto. Intorno alle 8, il parcheggio alla sinistra di largo Salvo D'Acquisto, non è più in grado di accogliere nessuna macchina, neppure un motorino o una motocicletta.
Tre sentimenti si percepiscono nell'aria: timore (non paura), ansia e fervida attesa. Tutti, da Nord a Sud, ventenni e quarantenni, precari e disoccupati, provano le medesime emozioni. C'è da chiedersi: è più una cosa positiva che l'Usl 3 ricerchi 5 dipendenti? O è più una cosa negativa che tantissime persone abbiamo risposto a questo invito? La calca si fa omogenea. La cancellata principale del Palamadigan fatica a sorreggere gli esaminandi, alcune donne si sentono male. "Attacchi di panico", ci dicono i volontari della Misericordia, accorsi celermente per sincerarsi delle condizioni. Carta d'identità alla mano, mini questionario di riconoscimento (arrivato circa 2 anni fa nelle case, tramite raccomandata), mamme con lattanti in braccio che si fanno largo. L'obiettivo è l'area nursery, controllata e allestita, in uno degli spogliatoi dell'Rb Montecatini, da due ostetriche. C'è anche questo. Del resto, per 5 di loro, sarà uno dei giorni più importanti della vita, a futura memoria.
Alle 11,18 si ha l'inizio effettivo del test; 45 minuti dopo (12,03), la consegna delle schede, anonime e in busta chiusa, l'unico segno di riconoscimento è un codice a barre (associato ad un nome). La massa degli esaminati si riversa fuori dalla struttura sportiva, si riformano i gruppetti di persone, trepidanti e con l'adrenalina ancora a mille. Come è andata? «Male - risponde un ragazzo - ci aspettavamo un test a risposta multipla, invece dovevamo mettere in ordine cronologico le operazioni». Altri sembrano più soddisfatti: «Il compito era abbordabile, ne ho fatti di più difficili». E poi via alle consultazioni reciproche.
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