Italia
EDIFICI STORICI
Lo "scatolone" torna di moda
David Meccoli
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L’assessore Ferretti e l’edificio storico del KursaalPotrebbe tornare tutto in discussione l'accordo tra Comune e società Monaco circa la destinazione d'uso del Kursaal. In giunta non sarebbero più tanto convinti di tornare in possesso della parte storica della struttura e anche l'assessore all'urbanistica, Davide Ferretti, conferma che «le opzioni sono più di una»
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MONTECATINI. Potrebbe tornare tutto in discussione l'accordo tra Comune e società Monaco circa la destinazione d'uso del Kursaal. In giunta non sarebbero più tanto convinti di tornare in possesso della parte storica della struttura e anche l'assessore all'urbanistica, Davide Ferretti, conferma che «le opzioni sono più di una».
Il baratto. Scatolone in cambio del primo piano della struttura storica. Con l'obiettivo (un giorno) di farne un casinò. Era stata questa la bozza di convenzione, approvata dal consiglio comunale nel luglio del 2008, che avrebbe portato alla cessione alla Monaco del cosiddetto "scatolone" (la parte interrata) da parte del Comune, che in cambio sarebbe entrato in possesso di tutto il primo piano dell'edificio storico. Al Comune, in altre parole, sarebbero andati i circa 880 mq del vecchio salone delle feste (con i suoi ampi finestroni e i soffitti alti 5 metri), la sovrastante terrazza (di pari superficie), lo scalone di comunicazione e la torretta. In condominio tra le due parti sarebbero rimasti il giardino e i piani di camminamento esterni. Per i lavori di ristrutturazione era stato poi stimato che sarebbero serviti 600mila euro.
Destinazioni. Lo scatolone interrato nel tempo è stato destinato, almeno secondo le intenzioni, a centro fitness, teatro o sala convegni. Per la torretta si è parlato di un piccolo bar, magari coperto da ampie vetrate stile giardino d'inverno. Ma è per il primo piano che erano in ponte i progetti più ambiziosi: il ritorno del casinò (sogno che torna ciclicamente ad addolcire, o turbare, i sogni dei montecatinesi); o almeno di un casinò virtuale (con slot machines e roulette elettroniche).
Cambi in vista. Ora pare che la giunta possa ripensare all'intera questione. Del casinò non si sente più parlare neanche a livello nazionale e, comunque, la concorrenza di altre candidature toscane appare molto forte (vedi Viareggio e Bagni di Lucca). Senza tenere conto che, nell'ipotesi di uno sblocco della situazione da parte del governo (ovvero della liberalizzazione sul fronte delle nuove aperture), il casinò potrebbe essere sistemato all'interno delle Terme Excelsior (già sede di una sala da gioco all'inizio del secolo scorso), i cui trattamenti benessere saranno concentrati alle Redi e alle Leopoldine una volta ultimati i lavori nei due stabilimenti. E allora perché spendere tanti soldi per ristrutturare la sala storica del Kursaal, senza avere la certezza di un ritorno economico per le casse comunali?
Tre ipotesi. «Non ho ancora visionato tutta la documentazione - dice l'assessore all'urbanistica, Davide Ferretti - ma stiamo parlando con la Monaco per verificare tutte le possibilità. Le opzioni sono tre: una transazione puramente economica, la cessione in nostro favore del piano storico o dello scatolone. Quest'ultimo potrebbe diventare una sala polivalente, un teatro, ospitare il casinò o essere trasformato in un parcheggio. Ma i tecnici dovranno dirci cosa è possibile farci e se ci sono sufficienti vie d'accesso. E deve essere risolto il contenzioso con la società: chi deve pagare chi?».
Il baratto. Scatolone in cambio del primo piano della struttura storica. Con l'obiettivo (un giorno) di farne un casinò. Era stata questa la bozza di convenzione, approvata dal consiglio comunale nel luglio del 2008, che avrebbe portato alla cessione alla Monaco del cosiddetto "scatolone" (la parte interrata) da parte del Comune, che in cambio sarebbe entrato in possesso di tutto il primo piano dell'edificio storico. Al Comune, in altre parole, sarebbero andati i circa 880 mq del vecchio salone delle feste (con i suoi ampi finestroni e i soffitti alti 5 metri), la sovrastante terrazza (di pari superficie), lo scalone di comunicazione e la torretta. In condominio tra le due parti sarebbero rimasti il giardino e i piani di camminamento esterni. Per i lavori di ristrutturazione era stato poi stimato che sarebbero serviti 600mila euro.
Destinazioni. Lo scatolone interrato nel tempo è stato destinato, almeno secondo le intenzioni, a centro fitness, teatro o sala convegni. Per la torretta si è parlato di un piccolo bar, magari coperto da ampie vetrate stile giardino d'inverno. Ma è per il primo piano che erano in ponte i progetti più ambiziosi: il ritorno del casinò (sogno che torna ciclicamente ad addolcire, o turbare, i sogni dei montecatinesi); o almeno di un casinò virtuale (con slot machines e roulette elettroniche).
Cambi in vista. Ora pare che la giunta possa ripensare all'intera questione. Del casinò non si sente più parlare neanche a livello nazionale e, comunque, la concorrenza di altre candidature toscane appare molto forte (vedi Viareggio e Bagni di Lucca). Senza tenere conto che, nell'ipotesi di uno sblocco della situazione da parte del governo (ovvero della liberalizzazione sul fronte delle nuove aperture), il casinò potrebbe essere sistemato all'interno delle Terme Excelsior (già sede di una sala da gioco all'inizio del secolo scorso), i cui trattamenti benessere saranno concentrati alle Redi e alle Leopoldine una volta ultimati i lavori nei due stabilimenti. E allora perché spendere tanti soldi per ristrutturare la sala storica del Kursaal, senza avere la certezza di un ritorno economico per le casse comunali?
Tre ipotesi. «Non ho ancora visionato tutta la documentazione - dice l'assessore all'urbanistica, Davide Ferretti - ma stiamo parlando con la Monaco per verificare tutte le possibilità. Le opzioni sono tre: una transazione puramente economica, la cessione in nostro favore del piano storico o dello scatolone. Quest'ultimo potrebbe diventare una sala polivalente, un teatro, ospitare il casinò o essere trasformato in un parcheggio. Ma i tecnici dovranno dirci cosa è possibile farci e se ci sono sufficienti vie d'accesso. E deve essere risolto il contenzioso con la società: chi deve pagare chi?».
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