La manifestazione
Montevettolini
Cinquemila firme per Don Albert
Luca Signorini
◗
Sopra padre Albert Bodino il cui annunciato trasferimento ha provocato una rivolta in paese A sinistra il parroco accoglie i fedeli nella chiesa A destra si appendono i manifesti per chiedere che il religioso resti a MontevettoliniUN PAESE MOBILITATO C'è chi è pronto a protestare dal vescovo se la decisione non verrà ritirata
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MONTEVETTOLINI. Oltre 300 persone, in una tranquilla serata di fine estate, hanno affollato il centro storico del paese. Ma non si trattava di un appuntamento ricreativo. Quelle 300 persone erano lì per far sentire, forte, il loro no.
Un no sottoscritto anche da quasi 5mila persone: in tanti hanno aderito alla raccolta di firme per chiedere che il parroco del paese, Don Albert Bodino, non venisse trasferito.
La decisione del vescovo di interrompere d'ufficio il mandato religioso del prelato, reo di non aver inviato la lettera periodica di prosecuzione, ha animato la rivolta dei parrocchiani. Venerdì sera, alla manifestazione di piazza, erano in tanti: bambini, adolescenti, giovani coppie, adulti e anziani. La moltitudine ha invaso il loggiato della chiesa e la piazza del borgo. Poi, quando don Albert ha lasciato la sua pieve per immergersi nell'affetto dei fedeli, un battimani fragoroso e convinto si è alzato verso il cielo. Per due muniti l'applauso non diminuiva, da alcuni cori si capiva l'amore per il sacerdote filippino, mentre un lenzuolo fissato a un vecchio furgone bianco recitava «una persona così speciale deve rimanere con noi». Intanto altri cori si levavano ("Fino alla fine don Albert") e ancora abbracci, baci e tante dimostrazioni di stima e rispetto.
«Ringrazio Dio - ha detto il religioso - perché mi ha portato qui, in questa splendida comunità. Mi sono sentito fin da subito un figlio, un fratello, un compaesano, ringrazio tutti di cuore». Le lacrime non hanno permesso un discorso forse più lungo a padre Albert, ma non c'era bisogno di altre parole per dimostrare il forte legame tra la comunità e il suo parroco.
«È il primo prete qui a Montevettolini che attira i giovani, che gioca a calcetto, che prende l'aperitivo», ci dice una signora. «Noi abbiamo un cascinale su queste colline, padre Albert ci viene spesso a trovare, si ferma con noi, ci ascolta, pranziamo insieme», commenta un'anziana coppia. «È il nostro sacerdote, un prete moderno e forse fastidioso a qualcuno, proprio per la sua capacità di coinvolgere le persone, di indirizzarle e capirle».
Da domenica, da quando il sacerdote ha comunicato l'intenzione del vescovo di trasferirlo in una nuova diocesi, un gruppo di persone ha fin da subito avviato una raccolta firme, sotto la scritta: «Attestazione di stima e solidarietà con richiesta di incardinazione nei confronti del parroco don Albert Bodino».
Il 98% dei 1.500 abitanti di Montevettolini ha sottoscritto il documento, le altre firme arrivano dalle vicine frazioni di Pozzarello e Cintolese, dal capoluogo Monsummano e anche da altri comuni della Valdinievole. In tutto, appunto, si contano quasi 5mila firme che, comunque, sono destinate ad aumentare.
«Noi dobbiamo cercare tutti i modi per risolvere la questione - ci dicono i promotori dell'iniziativa - siamo già andati dal vescovo per pregarlo di dare a don Albert un'altra possibilità. Lui è un prete molto giovane e i motivi per trasferirlo non sono validi, speriamo che il vescovo tenga conto dei parrocchiani, faremo di tutto per tenerci padre Bodino».
Qualcuno arriva addirittura a proporre un gesto ancor più eclatante: «Se non cambierà niente siamo pronti con due bus a bloccare il traffico a Pescia, davanti alla sede vescovile, in quel modo, forse, ci staranno a sentire». L'amore, a volte, può portare anche a gesti estremi.
Luca Signorini
Un no sottoscritto anche da quasi 5mila persone: in tanti hanno aderito alla raccolta di firme per chiedere che il parroco del paese, Don Albert Bodino, non venisse trasferito.
La decisione del vescovo di interrompere d'ufficio il mandato religioso del prelato, reo di non aver inviato la lettera periodica di prosecuzione, ha animato la rivolta dei parrocchiani. Venerdì sera, alla manifestazione di piazza, erano in tanti: bambini, adolescenti, giovani coppie, adulti e anziani. La moltitudine ha invaso il loggiato della chiesa e la piazza del borgo. Poi, quando don Albert ha lasciato la sua pieve per immergersi nell'affetto dei fedeli, un battimani fragoroso e convinto si è alzato verso il cielo. Per due muniti l'applauso non diminuiva, da alcuni cori si capiva l'amore per il sacerdote filippino, mentre un lenzuolo fissato a un vecchio furgone bianco recitava «una persona così speciale deve rimanere con noi». Intanto altri cori si levavano ("Fino alla fine don Albert") e ancora abbracci, baci e tante dimostrazioni di stima e rispetto.
«Ringrazio Dio - ha detto il religioso - perché mi ha portato qui, in questa splendida comunità. Mi sono sentito fin da subito un figlio, un fratello, un compaesano, ringrazio tutti di cuore». Le lacrime non hanno permesso un discorso forse più lungo a padre Albert, ma non c'era bisogno di altre parole per dimostrare il forte legame tra la comunità e il suo parroco.
«È il primo prete qui a Montevettolini che attira i giovani, che gioca a calcetto, che prende l'aperitivo», ci dice una signora. «Noi abbiamo un cascinale su queste colline, padre Albert ci viene spesso a trovare, si ferma con noi, ci ascolta, pranziamo insieme», commenta un'anziana coppia. «È il nostro sacerdote, un prete moderno e forse fastidioso a qualcuno, proprio per la sua capacità di coinvolgere le persone, di indirizzarle e capirle».
Da domenica, da quando il sacerdote ha comunicato l'intenzione del vescovo di trasferirlo in una nuova diocesi, un gruppo di persone ha fin da subito avviato una raccolta firme, sotto la scritta: «Attestazione di stima e solidarietà con richiesta di incardinazione nei confronti del parroco don Albert Bodino».
Il 98% dei 1.500 abitanti di Montevettolini ha sottoscritto il documento, le altre firme arrivano dalle vicine frazioni di Pozzarello e Cintolese, dal capoluogo Monsummano e anche da altri comuni della Valdinievole. In tutto, appunto, si contano quasi 5mila firme che, comunque, sono destinate ad aumentare.
«Noi dobbiamo cercare tutti i modi per risolvere la questione - ci dicono i promotori dell'iniziativa - siamo già andati dal vescovo per pregarlo di dare a don Albert un'altra possibilità. Lui è un prete molto giovane e i motivi per trasferirlo non sono validi, speriamo che il vescovo tenga conto dei parrocchiani, faremo di tutto per tenerci padre Bodino».
Qualcuno arriva addirittura a proporre un gesto ancor più eclatante: «Se non cambierà niente siamo pronti con due bus a bloccare il traffico a Pescia, davanti alla sede vescovile, in quel modo, forse, ci staranno a sentire». L'amore, a volte, può portare anche a gesti estremi.
Luca Signorini
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