Sicurezza
MONTECATINI
Lamporecchio invasa all'improvvisodai piccioni Si studiano contromisure
Luca Signorini
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Come nelle grandi città anche a Lamporecchio esplode l’allarme piccioniI volatili sporcano dappertutto e sono un rischio igienico
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LAMPORECCHIO. La città è invasa dai piccioni. No, non Venezia, ma Lamporecchio. Il paese del Montalbano si trova ad affrontare una reale minaccia per l'habitat paesaggistico e per le condizioni di salute di residenti e turisti. Da qualche tempo, orde di volatili, fanno spola da un tetto all'altro delle case e si fermano, in branco.
Lo fanno là dove si sentono più riparati e protetti: nelle piazze, nei parchi, nei giardini e sopra i marciapiedi. Ne va anche delle condizioni igienico-sanitarie del centro abitato: il piccione è un temibile infestante, portatore di circa 60 malattie contagiose per l'uomo e per gli animali domestici, associato al volatile c'è la presenza dei loro ectoparassiti (pulci, cimici, zecche ed acari). Gli agenti patogeni di queste malattie vengono trovati negli escrementi, ma non è necessario il contatto diretto per un contagio: il vento, gli aspiratori e i ventilatori possono, infatti, trasportare la polvere infetta in un qualsiasi luogo della città.
Dall'altra parte, il piccione, è un pericolo per il decoro urbano. L'animale sporca e imbratta, si insedia nelle aree urbane e nei centri storici, deturpa manufatti pubblici e monumenti. È la specie più comune di volatile molesto: «Ci stiamo accorgendo in questi giorni della massiccia presenza di piccioni - spiega il sindaco Giuseppe Chiaramonte - e vogliamo iniziare una battaglia, credo molto lunga, per riportare il paese a una situazione di normalità. Il passo preliminare sarà quello di riuscire a comprendere la provenienza di questa specie. Se, nel territorio, ci sono allevatori, dobbiamo cercare di limitare la loro opera, se, invece, i piccioni sono selvatici, dovremo appellarci alla Lipu (la Lega italiana protezione uccelli ndr) che ci fornirà la delega per risolvere la questione. Ho aumentato, negli ultimi tempi, il servizio di nettezza urbana e di pulizia delle strade, ma il giorno dopo siamo punto e a capo. Da qualche giorno, ho avvertito l'Asl, loro faranno un sopralluogo per stabilire quali azioni intraprendere».
Siamo quindi ad una fase iniziale, molte, per ora, sono le domande e poche, le risposte. Qualcosa però si muove. Il sindaco, dopo la panoramica generale affidata all'azienda sanitaria, attiverà una campagna di informazione e sensibilizzazione che coinvolgerà cittadini, associazioni, animalisti e cacciatori.
«Nessuno vuole eliminare in toto gli animali - conclude Chiaramonte - vogliamo soltanto capire quale sarà la gravità del problema per poi intervenire, Lamporecchio non può essere invasa dai piccioni, il paese deve essere pulito e accogliente».
Lo fanno là dove si sentono più riparati e protetti: nelle piazze, nei parchi, nei giardini e sopra i marciapiedi. Ne va anche delle condizioni igienico-sanitarie del centro abitato: il piccione è un temibile infestante, portatore di circa 60 malattie contagiose per l'uomo e per gli animali domestici, associato al volatile c'è la presenza dei loro ectoparassiti (pulci, cimici, zecche ed acari). Gli agenti patogeni di queste malattie vengono trovati negli escrementi, ma non è necessario il contatto diretto per un contagio: il vento, gli aspiratori e i ventilatori possono, infatti, trasportare la polvere infetta in un qualsiasi luogo della città.
Dall'altra parte, il piccione, è un pericolo per il decoro urbano. L'animale sporca e imbratta, si insedia nelle aree urbane e nei centri storici, deturpa manufatti pubblici e monumenti. È la specie più comune di volatile molesto: «Ci stiamo accorgendo in questi giorni della massiccia presenza di piccioni - spiega il sindaco Giuseppe Chiaramonte - e vogliamo iniziare una battaglia, credo molto lunga, per riportare il paese a una situazione di normalità. Il passo preliminare sarà quello di riuscire a comprendere la provenienza di questa specie. Se, nel territorio, ci sono allevatori, dobbiamo cercare di limitare la loro opera, se, invece, i piccioni sono selvatici, dovremo appellarci alla Lipu (la Lega italiana protezione uccelli ndr) che ci fornirà la delega per risolvere la questione. Ho aumentato, negli ultimi tempi, il servizio di nettezza urbana e di pulizia delle strade, ma il giorno dopo siamo punto e a capo. Da qualche giorno, ho avvertito l'Asl, loro faranno un sopralluogo per stabilire quali azioni intraprendere».
Siamo quindi ad una fase iniziale, molte, per ora, sono le domande e poche, le risposte. Qualcosa però si muove. Il sindaco, dopo la panoramica generale affidata all'azienda sanitaria, attiverà una campagna di informazione e sensibilizzazione che coinvolgerà cittadini, associazioni, animalisti e cacciatori.
«Nessuno vuole eliminare in toto gli animali - conclude Chiaramonte - vogliamo soltanto capire quale sarà la gravità del problema per poi intervenire, Lamporecchio non può essere invasa dai piccioni, il paese deve essere pulito e accogliente».
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