Sicurezza
MONTEVETTOLINI: IL CASO
Il paese in piazzaper chiedere che don Albert resti
Luca Signorini
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La piazza del paese di Montevettoli che ospiterà la manifestazioneIl paese è in subbuglio, si stringe intorno al suo rappresentante religioso. Don Albert Bodino, da sette anni parroco di Montevettolini, amato e benvoluto da tutti, è stato invitato a lasciare la sua frazione, la sua chiesa, i suoi fedeli
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MONTECATTOLINI. Il paese è in subbuglio, si stringe intorno al suo rappresentante religioso. Don Albert Bodino, da sette anni parroco di Montevettolini, amato e benvoluto da tutti, è stato invitato a lasciare la sua frazione, la sua chiesa, i suoi fedeli.
Motivo? Il mancato invio, con cadenza periodica, di una lettera al vescovo della diocesi, con cui il prelato avrebbe dovuto confermare la volontà e l'intenzione di proseguire il suo cammino, la sua opera, tra i residenti dell'antico centro. Loro, i residenti, a dimostrazione di un affetto incondizionato, non sono stati a guardare. Nei giorni scorsi, una delegazione di parrocchiani ha incontrato il vescovo per invitarlo a cambiare decisione. Stasera (alle 21) una grande manifestazione di piazza, cercherà di smuovere gli animi dei più intransigenti, l'obiettivo è la revoca dell'amaro provvedimento. Il vescovo, dal canto suo, ha applicato le regole interne alla curia. Da due anni, infatti, padre Albert, non invia la richiesta di prosecuzione del mandato religioso "per gravi motivazioni", ci dice, e ora, se la situazione rimarrà invariata, dovrà trovarsi un altro vescovo e un'altra diocesi pronta per accoglierlo. Noi abbiamo fatto un giro per Montevettolini. All'apparenza, il borgo, è avvolto in un aurea silenziosa e di rispetto. Dentro, però, negli animi e nei cuori, cova, e fatica a rimanere inespresso, un forte malumore. Incontriamo qualcuno a passeggio, due donne, nessuna di loro ha voglia di parlare.
Sembra quasi che, per risolvere l'inghippo, serva la mano di un'entità superiore, non è dato sapere se laica o religiosa, sia essa il tempo, la fortuna, la provvidenza o nostro Signore. Questa è la convinzione diffusa.
Non ricevendo risposte e spiegazioni, proviamo a incontrare il protagonista dell'amara vicenda, don Albert Bodino. La sua, non è stata una mancanza o una distrazione della memoria, i motivi sono ben più gravi e, per spiegarli, è necessaria una breve biografia. 37 anni fa nasceva don Albert, nella cittadina di Legazpi (500 km da Manila) sull'isola di Luzon, nelle Filippine. Per la partenza del padre e la morte della madre, si ritrova solo, in totale indipendenza, dai 9 ai 12 anni. Intorno alla maggiore età, entra in seminario. Dal 1992 è in Italia, a Roma, dove studia da prelato. Dal 2003, è il parroco della frazione di Montevettolini. In tempi recenti, alcuni avvenimenti, sconvolgono la sua vita e quella della sua famiglia. Cinque anni fa muore una sorella, dopo due anni, una nuova cattiva notizia lo raggiunge: il decesso di un'altra sorella. Ma i dispiaceri non finiscono qui: due nipoti (figli di un fratello, in famiglia i figli sono 9), a causa delle condizioni di povertà e di un nefasto futuro, si arruolano nell'esercito dei ribelli. Lo loro vita trascorre tra rischi e reali pericoli di morte. Don Albert, pensa di raggiungere i familiari nel luogo natìo e arriva a proporre ai nipoti una via alternativa: venire in Italia per essere protetti dallo zio e vivere nella casetta di Montevettolini. Eccoli i motivi di un rinnovo solo rimandato. «Sono andato dal vescovo a parlare della mia vita - spiega il sacerdote commovendosi - io rispetto il suo lavoro, lui segue le regole, ma avevo motivazioni molto gravi. Ho ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà, dovunque andrò porterò per sempre questa comunità nel cuore, io spero fino in fondo nella benevolenza del Signore». La notizia ha fatto il giro del paese in un lampo, don Bodino, ha sciolto il riserbo dapprima con una coppia di miscredenti, riportata in chiesa e convinta a sposarsi davanti all'altare, poi, durante la funzione della scorsa domenica. Amare le parole pronunciate dal pulpito: «Purtroppo debbo andarmene, non è colpa mia, ma vi devo lasciare».
Motivo? Il mancato invio, con cadenza periodica, di una lettera al vescovo della diocesi, con cui il prelato avrebbe dovuto confermare la volontà e l'intenzione di proseguire il suo cammino, la sua opera, tra i residenti dell'antico centro. Loro, i residenti, a dimostrazione di un affetto incondizionato, non sono stati a guardare. Nei giorni scorsi, una delegazione di parrocchiani ha incontrato il vescovo per invitarlo a cambiare decisione. Stasera (alle 21) una grande manifestazione di piazza, cercherà di smuovere gli animi dei più intransigenti, l'obiettivo è la revoca dell'amaro provvedimento. Il vescovo, dal canto suo, ha applicato le regole interne alla curia. Da due anni, infatti, padre Albert, non invia la richiesta di prosecuzione del mandato religioso "per gravi motivazioni", ci dice, e ora, se la situazione rimarrà invariata, dovrà trovarsi un altro vescovo e un'altra diocesi pronta per accoglierlo. Noi abbiamo fatto un giro per Montevettolini. All'apparenza, il borgo, è avvolto in un aurea silenziosa e di rispetto. Dentro, però, negli animi e nei cuori, cova, e fatica a rimanere inespresso, un forte malumore. Incontriamo qualcuno a passeggio, due donne, nessuna di loro ha voglia di parlare.
Sembra quasi che, per risolvere l'inghippo, serva la mano di un'entità superiore, non è dato sapere se laica o religiosa, sia essa il tempo, la fortuna, la provvidenza o nostro Signore. Questa è la convinzione diffusa.
Non ricevendo risposte e spiegazioni, proviamo a incontrare il protagonista dell'amara vicenda, don Albert Bodino. La sua, non è stata una mancanza o una distrazione della memoria, i motivi sono ben più gravi e, per spiegarli, è necessaria una breve biografia. 37 anni fa nasceva don Albert, nella cittadina di Legazpi (500 km da Manila) sull'isola di Luzon, nelle Filippine. Per la partenza del padre e la morte della madre, si ritrova solo, in totale indipendenza, dai 9 ai 12 anni. Intorno alla maggiore età, entra in seminario. Dal 1992 è in Italia, a Roma, dove studia da prelato. Dal 2003, è il parroco della frazione di Montevettolini. In tempi recenti, alcuni avvenimenti, sconvolgono la sua vita e quella della sua famiglia. Cinque anni fa muore una sorella, dopo due anni, una nuova cattiva notizia lo raggiunge: il decesso di un'altra sorella. Ma i dispiaceri non finiscono qui: due nipoti (figli di un fratello, in famiglia i figli sono 9), a causa delle condizioni di povertà e di un nefasto futuro, si arruolano nell'esercito dei ribelli. Lo loro vita trascorre tra rischi e reali pericoli di morte. Don Albert, pensa di raggiungere i familiari nel luogo natìo e arriva a proporre ai nipoti una via alternativa: venire in Italia per essere protetti dallo zio e vivere nella casetta di Montevettolini. Eccoli i motivi di un rinnovo solo rimandato. «Sono andato dal vescovo a parlare della mia vita - spiega il sacerdote commovendosi - io rispetto il suo lavoro, lui segue le regole, ma avevo motivazioni molto gravi. Ho ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà, dovunque andrò porterò per sempre questa comunità nel cuore, io spero fino in fondo nella benevolenza del Signore». La notizia ha fatto il giro del paese in un lampo, don Bodino, ha sciolto il riserbo dapprima con una coppia di miscredenti, riportata in chiesa e convinta a sposarsi davanti all'altare, poi, durante la funzione della scorsa domenica. Amare le parole pronunciate dal pulpito: «Purtroppo debbo andarmene, non è colpa mia, ma vi devo lasciare».
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