Il Tirreno

Montecatini

Montecatini

Night, sballo e cocaina: sette arresti

A sinistra il vice questore Mauro Ciavardini e, sopra, il capo della squadra mobile Antonio Fusco
◗
A sinistra il vice questore Mauro Ciavardini e, sopra, il capo della squadra mobile Antonio Fusco

C'era chi ne aveva bisogno per vivacizzare le serate in discoteca o chi, come ha dichiarato alla polizia, ricorreva alla cocaina per perdere peso. Dagli habitué dei night alle anonime casalinghe era variegata la clientela che si riforniva dal gruppo persone finito in carcere dopo le indagini condotte dalla squadra mobile di Pistoia

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. C'era chi ne aveva bisogno per vivacizzare le serate in discoteca o chi, come ha dichiarato alla polizia, ricorreva alla cocaina per perdere peso. Dagli habitué dei night alle anonime casalinghe era variegata la clientela che si riforniva dal gruppo persone finito in carcere dopo le indagini condotte dalla squadra mobile di Pistoia in collaborazione con i commissariati di Montecatini e Viareggio.
Sono stati il vice questore vicario, Mauro Ciavardini e il capo della squadra mobile, Antonio Fusco, ad illustrare l'operazione "Durres", dal nome in albanese della città di Durazzo.
Oltre agli arresti sono stati sequestrati anche un etto di cocaina e bilancini di precisione.
Gli arrestati. Sette le misure cautelari per spaccio di sostanze stupefacenti firmate dal gip Matteo Zanobini su richiesta del sostituto procuratore, Luigi Boccia. Uno è stato arrestato nei mesi scorsi, un altro è irreperibile. Gli ultimi cinque sono finiti in manette ieri mattina.
La figura ritenuta di spicco è quella di Oto Giardino, detto "Dino", 59 anni, originario di Ariano Irpino (Avellino), ma da anni residente in città, senza un'occupazione ufficiale.
In manette anche D.B., albanese di 35 anni residente a Montecatini, F.R., albanese di 31 anni, residente a Vaiano, e considerato il rifornitore principale del gruppo; D.L., albanese di 29 anni, a cui è stato notificato l'ordine di custodia cautelare in carcere a Prato; S.R.B., rumeno di 32 anni, domiciliato a Camaiore. È, invece, sfuggito alla cattura dopo essere rientrato in Albania nei mesi scorsi, F.L., 39 anni, all'epoca dei fatti residente a Montecatini.
Il pusher. Pedinando Giardino, ma anche ricorrendo a intercettazioni telefoniche e ambientali, i poliziotti hanno potuto delineare il contesto in cui si muoveva il 59enne campano. Il suo ruolo sarebbe stato quello di referente locale per i consumatori di cocaina. La segnalazione di un'attività di spaccio nella zona di via del Salsero spostò l'attenzione degli investigatori sui movimenti di Giardino. Gli viene contestato l'acquisto la cocaina dagli albanesi, sia a Montecatini che a Prato per poi rivenderla ad amici e conoscenti, in prevalenza italiani.
Le cessioni avvenivano a casa di F.L. o nell'abitazione di Giardino. Dalle intercettazioni telefoniche è emerso anche che D.L. e S.R.B. spesso diventavano fornitori alternativi a F.R. quando l'albanese, ora irreperibile, non era in condizione di procurarsi la roba.
I consumatori. Diverse persone tra quelle che, agli atti dell'indagine, compravano la cocaina da Giardino sono state sentite dalla polizia. In maggioranza si tratta di uomini a cui piace fare la bella vita al night e che ritengono indispensabile l'uso della cocaina per animare le serate tra ballerine e discoteche. Ma nell'identificazione dei consumatori abituali (oltre una ventina), i poliziotti si sono imbattuti anche in casalinghe e impiegati dalle abitudini tutt'altro che inclini alle trasgressioni notturne. Una donna ha giustificato l'assunzione di cocaina con la necessità di dimagrire.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa