Attenzione
abusi edilizi
Camminone: una quindicina gli indagati
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Il momento del sequestro del cantiere CamminoneSono almeno una quindicina gli avvisi di chiusura delle indagini arrivati negli giorni scorsi e legati alla vicenda del complesso "Il Camminone". Adesso le persone indagate hanno 20 giorni di tempo per produrre memorie difensive in attesa della decisione del Gup, chiamato a decidere sulle eventuali richieste di rinvio a giudizio che saranno avanzate dal pubblico ministero
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PESCIA. Sono almeno una quindicina gli avvisi di chiusura delle indagini arrivati negli giorni scorsi e legati alla vicenda del complesso "Il Camminone". Adesso le persone indagate hanno 20 giorni di tempo per produrre memorie difensive in attesa della decisione del Gup, chiamato a decidere sulle eventuali richieste di rinvio a giudizio che saranno avanzate dal pubblico ministero.
La vicenda è quella, nota, della ristrutturazione dell'ex cartiera del Camminone, sulla strada che da Pescia porta a Pietrabuona. I sopralluoghi da parte di polizia municipale e carabinieri avrebbero portato alla luce una lunga serie di irregolarità: dal mancato pagamento di una consistente parte di oneri di urbanizzazione fino alla realizzazione di una serie di opere abusive. Dopo una prima ordinanza di sospensione dei lavori, all'inizio di quest'anno era scattato anche il sequestro del complesso da parte di forestale, carabinieri e municipale, sequestro accompagnato dalle denunce nei confronti di proprietà e imprese costruttrici.
Parallelamente sono proseguite le indagini, condotte dal sostituto procuratore Emiliano Raganella, per individuare le irregolarità commesse e le relative responsabilità.
Indagini che si sono concluse, con i relativi avvisi di chiusura che sono stati inviati a tutti i soggetti in qualche modo coinvolti nell'inchiesta. Si tratta di almeno quindici persone: oltre ai titolari della Toscana Re (società proprietaria del complesso) e alle imprese costruttrici, l'inchiesta ha interessato anche i tecnici e coloro ceh avevano rivelato quote di proprietà dalla Toscana Re.
Tra gli avvisi di chiusura delle indagini uno riguarda anche il consigliere comunale del Pdl Paolo Checchi. I fatti contestati a Checchi, oggi esponente della maggioranza, risalgono però al periodo in cui sedeva sui banchi dell'opposizione (e all'interno della commissione urbanistica). Checchi, in quanto legato da rapporti di parentela con una società che si era occupata della compravendita degli alloggi de Il Camminone, non avrebbe potuto votare al momento dell'adozione e dell'approvazione del piano di recupero del complesso.
La vicenda è quella, nota, della ristrutturazione dell'ex cartiera del Camminone, sulla strada che da Pescia porta a Pietrabuona. I sopralluoghi da parte di polizia municipale e carabinieri avrebbero portato alla luce una lunga serie di irregolarità: dal mancato pagamento di una consistente parte di oneri di urbanizzazione fino alla realizzazione di una serie di opere abusive. Dopo una prima ordinanza di sospensione dei lavori, all'inizio di quest'anno era scattato anche il sequestro del complesso da parte di forestale, carabinieri e municipale, sequestro accompagnato dalle denunce nei confronti di proprietà e imprese costruttrici.
Parallelamente sono proseguite le indagini, condotte dal sostituto procuratore Emiliano Raganella, per individuare le irregolarità commesse e le relative responsabilità.
Indagini che si sono concluse, con i relativi avvisi di chiusura che sono stati inviati a tutti i soggetti in qualche modo coinvolti nell'inchiesta. Si tratta di almeno quindici persone: oltre ai titolari della Toscana Re (società proprietaria del complesso) e alle imprese costruttrici, l'inchiesta ha interessato anche i tecnici e coloro ceh avevano rivelato quote di proprietà dalla Toscana Re.
Tra gli avvisi di chiusura delle indagini uno riguarda anche il consigliere comunale del Pdl Paolo Checchi. I fatti contestati a Checchi, oggi esponente della maggioranza, risalgono però al periodo in cui sedeva sui banchi dell'opposizione (e all'interno della commissione urbanistica). Checchi, in quanto legato da rapporti di parentela con una società che si era occupata della compravendita degli alloggi de Il Camminone, non avrebbe potuto votare al momento dell'adozione e dell'approvazione del piano di recupero del complesso.
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