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L'autista si difende: «Non ho vistolo stop ma non ero ubriaco»

Pietro Barghigiani
Il feretro portato a spalla da familiari e amici sul sagrato della chiesa
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Il feretro portato a spalla da familiari e amici sul sagrato della chiesa

Una folla in San Rocco per l'ultimo saluto a Federico Marzico

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MONSUMMANO. «Non ho visto lo stop, ma non ero ubriaco».
Lo ha detto al gip Roberto Tredici il camionista polacco arrestato per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza dopo l'incidente mortale in cui ha perso la vita mercoledì pomeriggio Federico Marzico, 32 anni, modellista calzaturiero, originario di Larciano e residente a Serravalle Pistoiese.

Maciej Brudz Zbigniew, 39 anni, durante l'interrogatorio di convalida era assistito dall'avvocato d'ufficio, Silvia Giovannelli che lo ha descritto come scosso e dispiaciuto.
Alla presenza di un interprete il gip ha avuto la versione dei fatti dell'autista, incensurato, il cui tasso alcolemico riscontrato a quattro ore dal pasto era di 1,88 grammi per litro (il limite massimo è 0,5).

Carcere o domiciliari. Il sostituto procuratore, Luigi Boccia, ha chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere, mentre il difensore si è espresso per una misura meno pesante. «Vediamo se c'è qualcuno che si offre di ospitarlo per dargli i domiciliari - spiega l'avvocato -. Sentirò anche l'ambasciata». Il gip Tredici lunedì scioglierà la riserva sulla decisione.

Causa di morte. A provocare il decesso di Marzico non sarebbe stato, come ipotizzato in un primo momento, un vetro del parabrezza del furgone andato a pezzi nell'urto con il camion. L'esame esterno del corpo, svolto dal professor Giancarlo Bartolini, avrebbe fornito elementi in grado di stilare una perizia chiara nell'individuare le cause della fine del modellista. Federico avrebbe subìto un violentissimo trauma cranico che lo ha portato alla morte nel giro di qualche secondo. E anche gli interventi dei soccorritori si è rivelato inutile. La famiglia si è affidata all'avvocato Franco Bulleri per le tutele legali sia a livello civile che penale.

Folla al funerale. Centinaia di persone con volti rigati dalle lacrime hanno voluto salutare per l'ultima volta nella chiesa di San Rocco il modellista che lascia la moglie Valentina e il piccolo Mattia di 9 anni.

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